BlogFest logo

Non so da dove iniziare. Vediamo: intanto io ci sono stato. Ho preso parte anche io finalmente ad una BlogFest. E’ dal 2003 che ci provo. Contrariamente a quanto ho letto un po’ in giro, questa non era la prima edizione. Credo di essermene perse almeno un paio. Stavolta invece ce l’ho fatta.
Bene. Riva del Garda è una bella cittadina. Profondamente turistica. Bella da vedere, da visitare uno due o tre giorni, ma io non ci vivrei mai. Vuoi per l’umidità, per le condizioni climatiche, persistentemente negative, vuoi per quell’enorme montagna che incombe sul paesino notte e giorno, in qualsiasi punto ci si trovi. Sono uomo di pianura, io. Si sappia.
Vi risparmio la solita storia su quanto mi abbia fatto piacere incontrare di persona tutti i blogger che in questi anni ho conosciuto via Rete – alcuni per la prima volta, altri per la seconda terza, ecc. E’ palese, ci mancherebbe. Credo che nella maggior parte dei casi si vada ad incontri di questo tipo proprio per la socializzazione.
Un altro grazie formato king size e automatico va anche a Gianluca e Ilaria che si sono letteralmente fatti ‘un mazzo tanto’ per organizzare il tutto, mesi orsono.
Io sono arrivato a Riva del Garda sabato pomeriggio verso le 17. Ahimé in mattinata Trenitalia ha deciso di sopprimire – causa sciopero dei ferrovieri toscani – un Eurostar che partiva dalla stazione di Roma Termini, per cui ho dovuto resistere ad un’odissea ferroviaria che mi ha visto fare uno ‘stop & go’, passando per Bologna e allungando il viaggio di altre 2 ore (escludendo il trasbordo via pullman Rovereto-Riva).
La prima sensazione, arrivando completamente fradicio al Palazzo dei Congressi, è stata quella di essermi perso un bel po’ di cose. Ma ho deciso di rimediare subito, buttandomi a capofitto nella lunga diretta radiofonica che ha fatto da commento all’assegnazione dei Macchianera BlogAwars 2008. Attraverso i microfoni di RadioNation, con il prezioso aiuto della direttrice Fran, di Daniela Losini e di suo marito, di Jack, di Jimmy2K, di Asended e di Stefigno, ce la siamo cantata e suonata alla grande. Ammetto di essermi divertito un mondo e di essermi sentito piuttosto sciolto davanti al microfono. Con Jack e Kimmy2K mi sono trovato molto affiatato, come se trasmettessimo radio insieme da anni. Sensazione strana e gradevole al tempo stesso. Si vede che all’interno della famiglia RadioNation ci si vuole molto bene. :) Siamo stati persino citati da Corriere.it che ci ha raccontato come fossimo la piccionaia dei giornalisti al Festival di Sanremo.
Sulle polemiche riguardanti la premiazione e i premi assegnati mi astengo. Brevemente mi permetto di ricordare a tutti che si trattava di un gioco molto poco serio, per cui invidie, gelosie e proteste lasciano il tempo che trovano. Sì, forse Gianluca avrebbe fatto bene ad eliminare il suo blog e quello di Selvaggia Lucarelli dalle nomination perché erano loro stessi sul palco a consegnare i premi – giusto per una questione di coerenza e per evitare quell’effetto di auto-lode – ma a me non ha dato particolarmente fastidio. Ripeto: eravamo tutti lì per divertirci.
Mi è dispiaciuto piuttosto non partecipare al buffet che si è tenuto in serata presso il Tiffany. Credo che si trattasse di una questione di badge. Si poteva accedere in base al colore del proprio talloncino. Ma io, a dire il vero, non ho neanche controllato. Il mio badge è rimasto per tutto il tempo dentro la sacca del ‘welcome pack’. Ho preferito andare a cena con Fran e gli altri colleghi della radio. So che ad alcuni non è andata giù la questione della cena elitaria e riservata. Personalmente faccio spallucce: chi se ne frega. Comunque sia con tutti gli sponsor che c’erano non credo che sarebbe stato tanto difficile organizzare una cena/buffet aperta indistintamente a tutti i partecipanti della BlogFest.
Tornando al ‘Welcome Pack’ devo ammettere che anche a me ha dato un po’ fastidio pagarlo 15 Euro. Non tanto per la cifra quanto per il fatto che solitamente il materiale promozionale si offre gratuitamente ai partecipanti. Mi trovo su questo alquanto d’accordo con Tony Siino. Nel sacchetto nero di tela comunque c’erano: 5/6 pacchetti di caremelle e liquirizie, una maglietta ufficiale della BlogFest (nera e a maniche lunghe), un’altra sacca con il logo di MySpace, due copie pesantissime di Vogue Italia, il programma della BlogFest, un bigliettino con i codici per partecipare alla caccia al tesoro virtuale “Blogstar Ate My Hamster“ (poi cancellata), alcune spillette varie, badge e porta bagde, un piccolo ciondolo rosso a forma di logo di Windows Live Messenger e forse anche qualcos’altro che adesso mi sfugge.
A proposito della reunion dei Lino e i Mistoterital mi sento di dissentire da quanto scritto da Tony. Secondo me non è stato un momento triste. Anzi! Intendo: si è trattato di un momento carino per gli ex-fan, cioè per chi da ragazzo ascoltava già quel gruppo. Magari non sono nostri coetanei ma la piccola tenera celebrazione era perfettamente in linea con quel clima da ‘gita delle scuole medie’ che Gianluca intendeva creare per gran parte del BlogCamp.
Del superparty danzereccio condotto con maestria da Fabio de Luca, subito dopo il concerto dei Perturbazione, ho già scritto qui.
Domenica ho assistito finalmente al primo (e ahimé unico) barcamp: l’ADVCamp. Al piano inferiore si stava svolgendo anche il MediaCamp ma non sono riuscito proprio a smuovermi dal primo (se non per addentare un panino al bar) per cui non ho potuto seguirlo – non me ne voglia Vittorio Pasteris. :)
Innanzitutto i miei complimenti a Nicola Mattina e Gaia Giordani per aver organizzato e coordinato questo evento nell’evento. L’ho trovato estremamente interessante e vivo, cioè con un alta partecipazione del pubblico/non pubblico. In parole povere: uno dei migliori barcamp a cui ho preso parte. Credo che a breve scriverò un post a parte, esclusivamente dedicato agli interventi, al contenuto, alle persone, ai personaggi e all’atmosfera di questo camp.
Peccato davvero che domenica pomeriggio sia finito tutto così, quasi all’improvviso. Alle 17.20 il Palazzo dei Congressi era praticamente sgombro. Fortunatamente ho contrato Giulia e Emiliano che mi hanno fatto compagnia sino alle 18.30 circa. In serata in città è stato praticamente impossibile incrociare qualche barcamper rimasto – credo che fossero tutti rintanati in albergo o in qualche ristorantino turistico. Io stesso ho mangiato in una specie di bettola tipica del nordest italiano sita in viale Roma per poi scappare alle 21.30 al “Cinema Roma” a vedere il film “Hancock” (anche di questo vi parlerò più in là).
L’idea di organizzare più barcamp contemporanei nella stessa città, in teoria, non mi è sembra male, poiché dava la possibilità di attrarre una platea di curiosi ed esperti del settore più numerosa. Nei fatti però si è dimostrata un po’ fallace: ad esempio domenica, se non fosse stato per la pioggia, il MediaCamp e l’ADVCamp non si sarebbero tenuti entrambi nel Palazzo dei Congressi (alla sola distanza di un piano). Le distanza fisica tra le diverse conferenze-nonconferenze avrebbe impedito ai più di fare la spola tra un intervento e l’altro curiosando qui e là. In fondo, un’altra delle caratteristiche interessanti dei barcamp è proprio quella di saltare di palo in frasca, da un argomento all’altro, per porgere orecchio, farsi un’opinione e magari anche intervenire ora su questo ora su quell’altro tema.
Sugli altri barcamp che mi sono perso (MARTCamp, FoodCamp, BlogFestCamp, TravelCamp, LitCamp2008, FoodCamp3, MediaCamp, Fashion Camp, BeautyPitStop, MyBlogCamp, Dibattito: “L’informazione in formazione” e il concerto dei SeiOttavi) mi sto facendo una cultura postuma. Nel senso che sto scandagliando la rete alla ricerca di video, foto e materiale scritto su quello che è accaduto mentre non ero presente.
Qui ad esempio trovate tutte le interviste che la bravissima Giulia Blasi ha realizzato per la webtv Yalp (gruppo Telecom/Virgilio/Alice). Qui invece i video di tutti gli interventi dell’ADVCamp realizzati dai ragazzi di DOL Media.
Su Flickr ci sono ovviamente una valanga di foto scattate durante la 3 giorni e inserite nell’apposito pool del gruppo.