agosto 19th, 2008


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Il mandolino del capitano Corelli

Il mandolino del capitano Corelli (poster)

Il mandolino del Capitano Corelli
(Captain Corelli’s Mandolin)

di John Madden (Usa, 2001)
con Nicholas Cage, Penelope Cruz,
Christian Bale, John Hurt, Irene Papas,
David Morrisey, Roberto Citran, Pietro Sarubbi,
Martin Glyn Murray, Vicky Maragaki, Aspasia Kralli,
Michael Yannatos, Gerasimos Skiadaressis, Joanna-Darla Adraktas

Fiera dei luoghi comuni sugli italiani. Il soldato italiano suona il mandolino, beve vino da un fiasco in paglia, adora cantare musica lirica, ecc.
La storia originale è tratta dal romanzo di Louis de Bernières. 1940, isola di Cefalonia. Una ragazza, Pelagia, sposa Mandras, un giovane uomo suo compaesano, il quale subito dopo parte per la guerra che si sta svolgendo in Albania tra Greci e Italiani. Passano i mesi, il militare non torna e la donna soffre di solitudine e nostalgia. Sull’isola, a prenderne possesso arriva l’Esercito Italiano e quello tedesco. La popolazione inizialmente si rifiuta di collaborare. Pian piano però i rapporti si fanno più distesi. Gli italiani, in particolar modo, si integrano bene nel posto ed evitano di dare noie alla popolazione. Il padre della ragazza, un vecchio medico del luogo, accetta anche di dare ospitalità ad un graduato dell’esercito italiano – il Capitano Corelli del titolo – a patto che gli venga fornito regolamente del materiale medico (bende, siringhe, medicine, ecc). Le continue frequentazioni tra Pelagia e il Capitano fanno sì che tra i due nasca l’amore. Galeotto risulta essere il mandolino che spesso il Capitano suona di sera, dopo la cena.
Nel frattempo Mandras torna a piedi dal fronte albanese. Questi, non appena rimessosi in piedi, decide di unirsi ai partigiani greci per continuare la resistenza contro il nemico invasore. I problemi seri inziano nel momento in cui in Italia viene firmato l’armistizio e tra i due eserciti di stanza nell’isola (quello italiano e quello tedesco) iniziano le scaramucce e gli incidenti diplomatici. Dapprima gli italiani sembrano arrendersi, convinti di riuscire a tornare a casa sani e salvi ma, non appena si accorgono del rischio deportazione ai campi di concentramento, decidono di prendere le armi e opporre resistenza alle truppe tedesche che per di più si organizzano, facendo arrivare ingenti rinforzi via mare. Saràuna disfatta totale: l’alleanza tra i pochi partigiani locali e le forze regolari italiane non dà grand frutti. Anzi: gli italiani che non periscono in battaglia vengono poi fatti prigionieri e fucilati subito dopo dall’ex-alleato tedesco. L’unico a salvarsi è il Capitano Corelli. Salvato sul luogo del patibolo proprio da Mandras, viene curato in casa da Pelagias e suo padre. Dopo qualche giorno è però costretto a fuggire, a tornare in Italia di nascosto, a causa dei rastrellamenti che i Tedeschi vanno compiendo nell’isola.
I due innamorati dunque si separano. Passano gli anni. Pelagias rimane con suo padre a Cefalonia e diventa una bravissima dottoressa. Corelli le manda un disco con la registrazione di un suo brano ma non riceve alcuna risposta dalla donna. L’isola viene dilaniata dall’ennesimo devastante terremoto. I due riusiranno a rivedersi solo dopo tanto tempo, quando Corelli deciderà di tornare sull’isola per passare il resto della sua vita con la donna che ama.
Non per fare lo sciovinista ma Salvatores con il suo “Mediterraneo” era riuscito molto, ma molto, meglio a descrivere una storia d’amore tenendo sullo sfondo la vita in un isola greca durante la Seconda Guerra mondiale. Per dirne una: qui nei primi 15 minuti del film sullo schermo ci sono solo una spagnola (Penelope Cruz), un australiano (Christian Bale), un inglese (John Hurt). Di greci nemmeno l’ombra, se non fosse per qualche apparizione fugace di Irene Papas nei panni della mamma di Mandras.
Comunque sia non tutto è da buttar via. A parte gli stereotipi sul militare italiano e sulla vita semplice nelle isolette greche, io di questa pellicola salverei la recitazione di alcuni. Tra tutti la bella Penelope Cruz, qui dolcissima e amorevole, e il grande John Hurt, nei panni del saggio dottor Iannis, il padre di Pelagia.
Da dimenticare l’interpretazione di Nicholas Cage. Trattasi della solita ‘faccia di cera’. Se usualmente lo si vede inespressivo, qui invece eccede con sorrisi, ammiccamenti e quant’altro. Di sicuro ha recitato con la convinzione che gli italiani sono il popolo del sorriso e del ‘volemose bbbene!’. Povero!
Christian Bale – novello Uomo Pipistrello di successo – è sempre un po’ rigido. Una costante, ormai, nella sua recitazione. Tutto sommato va detto che in questo caso il ruolo esigeva una certa testardaggine, unita ad uno sguardo fiero. Bale ha entrambe le caratteristiche per cui diciamo che il cast non ha ‘ciccato’.
Ottima scelta, ovviamente, anche per Irene Papas. Ha pochissime battute ma gli sguardi che lancia a destra e a manca dicono più di mille parole. Sul suo volto severo porta tutto il dolore che le donne greche hanno esperito nei secoli.
Buona prova anche per David Morrisey che fa il Capitano Gunther Weber: un ufficiale tedesco che si affeziona ai commilitoni italiani ma che non riesce ad opporsi ai voleri del suo esercito nel momento della resa dei conti.
Citazione di merito per Roberto Citran, nei panni di un generale dell’Esercito Italiano, e per Piero Maggiò, che qui impersona il robusto soldato che dà la sua vita per quella del Capitano Corelli.
Nota: ho visto questo film ieri sera su Mya+1 (Digitale Terrestre – pacchetto “Mediaset Premium”) e devo ammettere che durante la visione non c’è stata alcuna interruzione pubblicitaria. Anzi, a pensarci bene, adesso mi accorgo che non c’è stata nemmeno la classica pausa tra il primo ed il secondo tempo.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
ago 08

Dirty Sexy Money

Dirty Sexy Money

Consiglio a tutti di dare una occhiata a questa serie tv. Anzi, dico di più: guardatela tutta, dal primo all’ultimo episodio, con attenzione. Il motivo è presto detto: è fatta benissimo. Ad iniziare dal soggetto, sino ad arrivare alla recitazione dei singoli attori, passando per sceneggiatura, location e costruzione del profilo psicologico dei personaggi.
Io l’ho scoperta lo scorso anno, mentre lavoravo all’inserimento dei dati nel database di Episode39.it. Poi un paio di settimane fa, per caso, ne vedo il primo episodio in onda su Canale 5 – di martedì, in prima serata. Mi incuriosisce. Inizio a guardarlo. La mia attenzione rimane fissa sul televisore per più di mezz’ora. Preso! Colpito e affondato! Decido: devo vederla tutta. Deve essere mia! Così mi rivolgo al circuito peer2peer. Zio Torrent fa il suo buon lavoro, e nel giro di 3 giorni circa riesco ad avere sul mio hard-disk tutte le 10 puntate della prima serie – in italiano e ad alta definizione. Ci vorranno altri  4 giorni perché io riesca ad avere abbastanza tempo per guardarla interamente e con attenzione. Il verdetto è assoluto: capolavoro! Piccolo problema: i primi 10 episodi non sono esaustivi. Molti dei misteri che vengono a galla durante la prima stagione non vengono risolti entro l’ultima puntata della stessa. Anzi: il maledetto sciopero degli autori americani, ha fatto sì che la produzione si fermasse a soli 10 episodi per la prima stagione. Adesso bisognerà attendere pazientemente l’arrivo della seconda per sedare la sete di curiosità che mi attanaglia.
Il titolo della serie può essere liberamente tradotto come: “Sporchi attraenti quattrini”. Di cosa tratta? E’ la storia di Nick George, un giovane avvocato sulla quarantina che, dopo la morte di suo padre Datch – anch’egli avvocato, inizia ad occuparsi degli affari della famiglia Darling, una delle più ricche di tutta New York. Nick è un idealista, lavora per dare una possibilità a chi non ha potuto averla, una specie di Robin Hood moderno, diciamo, un alfiere della giustizia nella Grande Mela dei nostri giorni. Dedide di accettare questo incarico, offertogli dal patriarca – Tripp Darling, poiché vuole vederci chiaro nella morte di suo padre. Crede che qualcuno abbia ucciso Datch e sospetta che il mandante possa essere uno dei Darling.
Quale il personaggio migliore di tutta la serie? Incredibilmente difficile dirlo. Il protagonista, interpretato da Peter Krause, è sicuramente un numero uno. Un attore di prima classe a cui io affiderei ormai un importante film per il grande schermo, senza pensarci due volte. Si tratta di un uomo dal grande fascino, che dà a tutti l’impressione di essere sicuro di sé. Sebbene sembri che stia sempre sul punto di abbandonare tutto e tornare sui propri passi, Nick non molla mai. Vacilla, tintinna. Appare indeciso eppure rimane saldo al fianco di Tripp e di tutti i Darling. Nick spesso si sente invischiato in brutti affari, soffre poiché non vuole farne parte, vuole tenersi alla larga dai traffici e dal modo di fare dei Darling; la potenza di questa famiglia gli fa molta paura. Eppure non demorde, deciso nel suo piano: scoprire chi ha ucciso Datch. Inoltre è dell’idea che “pecunia non olet”, ossia che il denaro dei Darling non puzza, soprattutto se gli serve per mettere in piedi importanti opere di beneficenza. Al suo fianco ha una grande donna, un’altra personalità decisa. Una piccoletta dai capelli bruni e corti. Una donna che emana fascino da ogni angolatura la si inquadri: Lisa George, interpretata dall’attrice Zoe McLellan. Se dico che potrebbe rappresentare la cosiddetta ‘moglie ideale’ non esagero. Credetemi. Io, tra l’altro, sono anche contrario al matrimonio. Per cui vi lascio fare 2+2.
Onori e grandi applausi per Donald Sutherland – il papà di Kiefer. Un attore che non ha certo bisogno di presentazioni. La scelta migliore per interpretare il patriarca dei Darling, un uomo pieno di charme, sicuro, deciso, ambizioso, apparentemente tenero e affettuoso, ma senza scrupoli, interessato com’è solo al buon nome e agli interessi dei membri della sua famiglia.
Mi ha stupido invece William Baldwin – il fratello di Alec. Lo ricordate in “Facile preda (Fair Game)”, quel filmetto scemo in cui recitava al fianco della bella Cindy Crawford? Beh, ne è passata di acqua sotto io ponti. Qui fa la parte di Patrick darling, il figlio maggiore di Tripp, procuratore generale di New York, futuro candidato al Senato degli Stati Uniti. Una specie di grande uomo, di super potenza politica con una grande passione nascosta per una biondissimo transessuale. in altre parole: Un gigante dai piedi d’argilla. E’ talmente bravo a fare la parte dell’uomo in preda al panico, succube della passione per il suo amante segreto, che quasi non ci si crede.
Attenzione a Natalie Zea nei panni della pluridivorziata Karen Darling: bella e sensuale. Potrebbe infinocchiare anche voi con il suo savoir-faire. Di fare ci sa fare, e pure troppo! Si muove con una tale eleganza da apparire come una gran donna di mondo. Inoltre è così viscida, diretta, saudente e seducente che in più di una occasione riesce a far cadere nella sua tela di mantide persino il povero (?) Nick, suo ex fidanzato storico.
Grande interpreti anche:
- Glenn Fitzgerald, nella parte del’insolito reverendo Brian Darling;
- Jill Clayburg – Leticia Darling, l’anziana moglie di Tripp, donna subdola, fragile e fedifraga allo stesso tempo;
- Samaire Armstrong, ossia Juliet Darling, il biondo e vacuo personaggio ispirato alle ereditiere in stile Paris Hilton;
- il piccolo Will Shadley (Brian Jr.), il figlio illegittimo del reverendo;
- Seth Gabel, il giovane Jeremy, rampollo sbandato della famiglia;
- Michelle Krusiec, ossia Mei Ling Hwa Darling, la moglie di chiare origini asiatiche del reverendo. Dura e seria quanto basta per mollare su due piedi il marito alle prime avvisaglie di tradimento;
- Candice Cayne, nei panni di Carmelita – il transessuale in stile Ru Paul, amante segreto del futuro senatore Patrick Darling;
- Blair Underwood, nelle vesti di Simon Elder, il milardario nero di origini russe: un tipo ambiguo, falso e doppiogiochista, che sin dalla prima apparizione non la racconta giusta. Incarna un po’ quei ricchi di origine russa – sulla quarantina – che si godono la vita al massimo, sperperando il proprio denaro e che pian piano si stanno comprando mezzo mondo;
- Daniel Cosgrove, l’inutile campione di golf Freddy Mason, un bellone dalla mandibola squadrata che pensa solo al suo sport, al gossip e alle copertine dei magazine;
- Tamara Feldman, l’arrampicatrice sociale. Un’altra ricca e giovane prezzemolina in stile Nicole Richie, Lindsay Lohan, Ivanka Trump, Joanna Krupa, ecc;
- Sophia Vergara, nei panni di Sophia Montoya, la bonona mora e supermaggiorata di origini latino-americane;
- Bellamy Young, la moglie bella e opportunista di Patrick Darling;
Da non sottovalutare anche altre due figure secondarie come Clark l’autista tuttofare, interpretato da Shawn Michael Patrick e Daisy, la brillante segretaria di Nick, interpetata da Laura Margolis.
Se a proposito di “Dirty Sexy Money” qualcuno obiettasse che molte delle dinamiche interne a questa serie tv siano le stesse di molte soap-opera e telenovelas, fate spallucce: non è questo il vero problema. Il problema è sbrigarsi a completare l’opera. Perché da queste parti si è impazienti. E molto, per giunta!
Nota 1. Tra i produttori esecutivi della serie ci sono il noto regista Bryan Singer già produttore di Dr. House – Medical Division e Greg Berlanti, creatore di “Everwood” e produttore di “Brothers & Sisters”.
Nota 2. Nell’episodio pilota, Andrea Smithson, la madre del figlio illegittimo di Brian Darling, è interpretata da Brooke Smith; in seguito questa viene sostituita dall’attrice Sheryl Lee.

La scheda su IMDb.com, quella su FoxTv.it , quella su Episode39 e quella di Wikipedia Italia. Qui un sito amatoriale in italiano interamente dedicato a questa serie tv.