10 Things I Hate about You (poster1) Ten Things I Hate You (poster2)

Dieci cose che odio di te
(10 Things I hate about You)

di Gil Junger (Usa, 1998)

con Heath Ledger, Julia Stiles,
Larisa Oleynik, Joseph Gordon-Levitt,
David Krumholtz, Andrew Keegan,
Susan May Pratt, Gabrielle Union, Larry Miller,
Allison Janney, Daryl Mitchell, David Leisure

Prendendo spunto dalla nota commedia di Shakespeare “La bisbetica domata”, Karen McCullah Lutz e Kirsten Smith hanno messo in piedi questa commediola teen come tante già se ne sono viste sia al cinema che in tv. Tutto molto americano, ideato e prodotto ad uso e consumo dei teenager a stelle e strisce. Non a casao il 99% delle vicende sono ambientate in una scuola superiore della provincia. La ricerca di identificazione tra protagonisti della pellicola e spettatori è più che palese, anzi direi che è obbligatoria e quasi automatica. Presenti i soliti topos: il bullo adorato dalle pupe che si rivela uno stronzo violento, il rinnegato che, come un brutto anatroccolo, dispiega le ali e si palesa per quello che è in realtà (un magnifico cigno), la giovane bella di turno, lo sfigato che acquista coraggio, ecc.
Due sorelle non escono mai di casa, né hanno appuntamenti con i ragazzi. Katarina, la maggiore, è una vera e propria bisbetica: ce l’ha a morte con tutto e con tutti, odia i ragazzi, è frustrata, si sente una giovane donna schiava di un mondo maschlista. Non ha nessuna intenzione di seguire la massa, né di omolgarsi ai suoi coetanei. In pratica non fa vita mondana. Così agendo però, obbliga alla reclusione anche sua sorella minore, Bianca, in base ad una stupida regola imposta dal loro padre (un ostetrico di mezza età, insicuro e pelato, che è stato mollato da sua moglie) secondo cui la minore non può uscire sinché la maggiore si decide a restare in casa.
Bianca è tutto il contrario di Katarina: frivola e abbastanza ingenua, viene considerata una delle ragazze più carine della scuola, ha molti corteggiatori e soffre molto a causa della ingiusta (a suo modo di vedere) reclusione.
Anche Cameron, il nuovo arrivato a scuola, s’innamora di Bianca. Trattasi di colpo di fulmine. La ragazza pare quasi inavvicinabile e tra l’altro è nelle mire di Joey Donner, il bullo – una specie di bambolotto vanesio che si atteggia per il solo fatto di essere ricco e di aver posato come modello per qualche servizio fotografico. Aiutato dal suo amico Michael (un altro mezzo sfigato), Cameron decide di mettere in piedi un piano per uscire con Bianca. I due ragazzi chiedono a Patrick (il tipico bello e dannato: una leggenda vivente che gode del rispetto e del timore di tutta la scuola) di convincere a Katarina di uscire, in questo modo anche Bianca avrà il permesso di andare fuori con un ragazzo e quindi Cameron potrà farsi avanti. Dal momento che Patrick è restio a partecipare al piano, i due ragazzi convincono Joey a pagarlo; a conti fatti anche quest’ultimo potrebbe godere della libertà di Bianca.
Tutto sembra funzionare sino alla Prom Night, ossia alla gran serata del ballo della scuola – un altro superclassicone delle commedie adolescenziali americane! Le cose pian piano si sono evolute: Katarina ha addolcito il suo carattere ed inizia ad invaghirsi di Patrick, perciò decide di andare al ballo, permettendo così a sua sorella minore di essere felice per una sera. Durante la festa però non tutto va per il meglio: la maggiore delle sorelle scopre che il suo corteggiatore è stato pagato per convincerla a mettere piede fuori di casa, mentre la minore scopre che il bullo la corteggiava solo per vincere una stupida scommessa con gli amici (che prevedeva tra l’altro anche una notte di sesso).
Il giorno dopo il ballo, come tutte le belle favole, ogni tassello va a suo posto: l’amore tra Patrick e Katarina trionfa, così come quello tra Cameron e Bianca. E persino Michael trova tempo e modo di guadagnare la simpatia di un’altra studentessa.
Protagonisti della pellicola sono Julia Stiles (già vista in “Save the Last Dance”) e il compianto Heath Ledger. Lei sembra essere in palla nel ruolo della stronzetta acida eppure quando deve mostrarsi dolce ed arrendevole le cose si complicano. A mio modo di vedere tre elementi contrastano con la sua presunta bellezza da grande schermo: il biondo spento ed inutile, il corpo smunto ed estremamente minuto e l’assenza di sopracciglie.
Lui, Ledger, con gli anni ha guadagnato in fascino. Da giovane di certo non era il bellone che adesso piace alle donne (fuori tempo massimo, ahilui). Il capello lungo ed unto sono azzeccati però, se si considera che il suo personaggio ad inizio pellicola è un temuto selvaggio dalla personalità ribelle.
Dell’intera colonna sonora l’unico brano che si salva è “Sexy Boy” degli Air. Da dimenticare, invece, l’esecuzione di “Can’t Take My Eyes Off Of You” da parte di Heath Ledger.
Film sconsigliatissimo se si sono superati i 16 anni di età.
Per me rimane misterioso il motivo che ha portato alla scelta di questo titolo.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.