luglio, 2008


23
lug 08

Il teaser trailer del film di Yattaman

Nel 2009 arriverà nei cinema giapponesi il film di Yatterman (Yattaman). Qui sopra ne vedete un primo teaser-trailer. Speriamo che qualche casa di distribuzione lo faccia arrivare anche nei nostri cinema. E speriamo anche che regista e sceneggiatori non ne abbiano fatto scempio. Ultimamente le riduzioni cinematografiche di vecchie glorie cult (Transformers, Hulk, Starsky & Hutch, Charlie’s Angels, ecc.) non sono risultati grandi capolavori. A quanto pare – da quel poco che si vede – non si tratta di un ‘live action’, ossia non ci recitano degli attori in carne e ossa ma il tutto è realizzato con tecnica di animazione 3D.


22
lug 08

Scusa se è poco

Scusa se è poco (poster)

Scusa se è poco

di Marco Vicario (Italia, 1982)
con Monica Vitti, Ugo Tognazzi, Diego Abbatantuono,
Mauro Di Francesco, Fiorenza Marchigiani, Orazio Orlando,
Mario Carotenuto, Nanda Primavera, Ezio Robutti,
Maurizio Mattioli, Loredana Martinez, Ennio Antonelli

Commedia ad episodi sulla gelosia, i tradimenti e i rapporti di coppia.
Nel primo episodio, denominato “Gli ultimi cinque minuti” un uomo e una donna (rispettivamente Ugo Tognazzi e Monica Vitti), divorziati da anni tornano a vivere insieme in maniera coatta in un appartamento che entrambi hanno ereditato. Nessuno dei due infatti è deciso a cedere all’altro la propria parte di proprietà. Tornando a condividere tutto sotto lo stesso tetto, riscopriranno il loro amore a suon di schiaffi. La scintilla del rinato sentimento è provocata dal tentativo di lei di avere una relazione con un giovane attore, dipendente di lui. Curioso il ruolo di Tognazzi: un ex regista che è diventato imprenditore, aprendo alcune reti private locali nel Lazio. Un dato questo che la dice lunga sul periodo durante il quale il film è ambientato (e girato).
Nel secondo episodio, “Trenta minuti d’amore”, un editor di una casa editrice (Diego Abbatantuono) si mette sulle tracce dell’autore anonimo di un romanzo erotico di successo. Scoprirà che la penna che ha redatto quelle pagine tanto focose altri non è se non una distinta signora bionda, moglie di un rinomato dentista (Monica Vitti). Quando per caso l’editor finirà investito dalla signora (autista provetta e ceca come una talpa), chiederà danni per 150 milioni di lire o in alternativa una performance sessuale con la stessa donna. Il suo desiderio è quello di riprodurre le piccanti scene descritte con tanta minuzia a pagina 17 del romanzo. Per evitare la vergogna di uno scandalo la donna accetterà, supportata anche dall’ipocrisia di suo marito e dell’intera famiglia di lui, ma finirà per innamorarsi dello sfrontato editor, che peraltro come conseguenza dell’incidente si era inventato dei danni fisici esagerati.

Entrambi gli episodi sono tratti da due commedie di Aldo De Benedetti.
Nota 1: l’assiente alla regia è Ricky Tognazzi, accreditato come Riccardo Tognazzi.
Nota 2: la canzone “Una magnifica serata” di L. Minellono e D. Farina è cantata dai Ricchi e Poveri.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


22
lug 08

Vieni a ballare in Puglia

Ecco qui il video del nuovo singolo, estratto dall’ultimo album di Caparezza. Si chiama “Vieni a ballare in Puglia” e sbeffeggia la sufficienza con cui vengono trattati (o peggio, il modo in cui vengono ignorati) in Puglia i problemi relativi alla sicurezza sul lavoro, le morti bianche e tanti altri mali oscuri della stessa regione. Il messaggio è chiaro: alla Puglia gli si affibbia sempre l’immagine turistica da cartolina, tenendo volutamente celate tutte le magagne che potrebbero mettere in serio imbarazzo le istituzioni regionali.
Per il video è stato cooptato anche Al Bano. Mi chiedo se il cantante di Cellino San Marco abbia capito sino il fondo il senso dell’operazione. Probabilmente si è unito alla compagnia perché crede che una comparsata del genere possa svecchiare un po’ la sua immagine e magari aprirgli il campo verso pubblici diversi (più giovani).
Adesso bisogna vedere se e quando questo brano arrivi alle orecchie dell’assessore regionale pugliese al turismo. Potrebbe nascere un’interessante polemica tra l’amministrazione della regione e Michele Salvemini da Molfetta. E chissà… magari da tutto ciò potrebbe sbocciare un bel battage propagandistico non previsto. “Non”?
Disclaimer per i taranta-lovers: tenetevi lontani da questa clip perché potrebbe farvi storcere il naso eccessivamente. A mio modo di vedere questo brano prende per i fondelli anche quel genere musicale popolare che tanto affascina i turisti che visitano il Salento in questi ultimi anni.

Fonte: Akille.net.

Clicca su “Read the rest of this entry” per leggere il testo del brano.

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21
lug 08

Olio e olive: Italia vs. Spagna

In Spagna quest’anno la raccolta di olive ha superato 1 milione di tonnellate, a fronte del totale italiano, regredito a 500mila tonnellate.

Gli storici marchi di olio italiano Bertolli, San Giorgio, Maya e Dante, passano oggi di mano. Dalla multinazionale Unilever all’iberica Sos Cuetara.

Fonte: Ansa.it.


21
lug 08

Il pranzo della domenica

Il pranzo della domenica

Il pranzo della domenica

di Carlo Vanzina (Italia, 2002)
con Elena Sofia Ricci, Maurizio Mattioli,
Rocco Papaleo, Massimo Ghini, Giovanna Ralli,
Galatea Ranzi, Barbara De Rossi

Ribadisco quello che avevo già scritto alcuni anni fa. Questo rimane uno dei migliori film prodotto dai fratelli Vanzina. O forse è il meno stupido.
Maurizio Mattioli mi è sembrato l’attore che recita meglio: umorismo semplice, romano, senza mai andare sopra le righe.
I problemi di tre tipici nuclei familiari italiani si intrecciano durante il periodo in cui le stesse accorrono al capezzale di un’anziana capofamiglia, viziata e dispotica, ricoverata in ospedale per una frattura del femore.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


21
lug 08

Cecità

Cecità (copertina)

Cecità
di José Saramago
2008, Einaudi – collana Super ET
315 pagg. – 11,50 Euro

Romanzo affascinante ma duro da leggere, soprattutto per la strana punteggiatura. Spesso si fa difficoltà a capire quando si esce dal discorso indiretto per entrare in quello diretto, oppure quando le parole sono da attribuire alla voce narrante invece che a uno degli stessi personaggi.
Un libro tanto angosciante forse non l’ho mai letto. E’ stato molto ostico, devo ammetterlo. Ci ho messo più di sette mesi per terminarlo. Mancava un po’ di forza di volontà da parte mia, certo ma il testo non aiutava. Lo sforzo però andava fatto perché il prossimo autunno arriva nei cinema la versione per il grande schermo, l’adattamento cinematografico. E io non voglio perdermelo di certo. Anche se nutro seri dubbi nel fatto che una produzione americana riesca a rendere completamente l’atmosfera del libro.
“Cecità” racconta la storia di un posto (una città, una nazione – non fa differenza) dove tutti improvvisamente diventano ciechi. Tutti. Indistintamente. Tranne uno. Anzi una: la moglie di un medico. Non un medico generico, non uno specialista qualsiasi ma un oculista. Ogni essere umano improvvisamente si ritrova immerso in una cecità del tutto particolare. Non vede nulla. Davanti ai propri occhi non c’è il nero. Ma bianco. Una cecità non privativa, non da assenza di luce. Al contrario: da assoluta invasione di luce. Ogni neo-non-vedente si trova come immerso in un panteistico nulla lattiginoso. Lo stesso autore spesso usa espressioni di questo tipo per descrivere la sensazione visiva provata dai personaggi del romanzo.
Dal momento che questa malattia – se così possiamo chiamarla – si configura come una e propria epidemia, il governo del paese decide di mandare un gruppo di ‘appestati’, i primissimi contagiati, all’interno di un vecchio manicomio abbandonato. Li mette in quarantena, insomma. In questo modo spera di arginare il più possibile il pericolo di pandemia. Anche se ovviamente l’idea non avrà molto successo.
Non so se mi sento di consigliarlo. La fine è strana. Direi ‘circolare’. Non è di facile lettura. Ha un suo fascino, certo. Alla lunga appassiona. Ma si fa difficoltà. Se volete leggere la descrizione di quanto possa essere misera l’esistenza umana in condizioni di vita estreme allora “Cecità” potrebbe fare al caso vostro.

La scheda di Bol.it e quella di InternetBookshop.it.


19
lug 08

SmeercHouse 19 Luglio 2008

SmeercHouse sembra non andare mai in vacanza. Quest’anno si trasmette a Luglio… e forse anche ad Agosto. Perché no!
Puntata numero 33 della quinta stagione. La centoquindicesima di sempre.
Tanti nuovi pezzi house da ascoltare, più un tocco di hip-hop francese e un po’ di rap italiano stagionato (di una decina di anni fa) e ancora due originalissimi pezzi dalla compilation “Verve//Remixed 4″.
Potete ascoltare il podcast di questa puntata, della durata di 123 minuti circa, premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 36,7 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Roy Ayers – Everybody Loves The Sunshine (9th Wonder Remix)
2. Marlena Shaw – California Soul (Diplo/Mad Decent Remix)
3. John Miles – Stranger In The City (Pilooski Edit)
4. Lonnie Liston Smith – Expansions
5. Janet Jackson – The Pleasure Principle (Legendary Club Mix)
6. Hanna Hais – I Love America (Dj Meme Radio Hit)
7. Shaggy feat. Trix & Flix – Feel The Rush
8. DSL – Find Me In The World
9. Frankie Hi-Nrg Mc – Libri Di Sangue
10. The Black Ghosts feat. Damon Albarn – The Repetition Kills You
11. R.I.O. – Shine On (Spencer and Hill Remix)
12. Moony – I Don’t Know Why (Jerome Disma Ae Remix)

13. Cut Copy – Lights & Music (Boys Noize Happy Birthday Remix)
14. Jamie Lewis feat. Michael Watford – It’s Not Over (Jamie Lewis Monster Original Mix)
15. Syke ‘n’ Sugarstarr pres. Ce Ce Rogers – No Love Lost
16. John Dahlback – Pyramid (Dirty South Remix)
17. David Guetta – This Is The Love Song (Extended Remix)
18. Lil Mo’ Yin Yang – Reach (Kenny Dope Remix)
19. Italoboyz vs. John Coltrane – Bahia (Party Swing)
20. Fugees – Killing Me Softly (Album Version)


18
lug 08

FX – Un uomo non vede altro

Ciao, signorina “prendo solo un’insalata e poi magari assaggio il tuo dolce”.
Allora ciao, signorina 16 ore per un paio di colpi di sole.
Allora ciao, cara “il sesso non importa voglio essere abbracciata”
Perché Fx non è il canale per te.
Arriva FX, il canale per niente complicato.
Fx – Un uomo non vede altro.

Magnifico spot del 2006 che lanciava FX, il nuovo canale di Fox Italia.


18
lug 08

Perché la musica da calcio è tamarra?

Goleo IV (cover)Shaggy feat. Trix and Flix - Feel the Rush (cover)

Qualcuno potrebbe spiegarmi il perché i brani che vengono scelti, o prodotti appositamente per le manifestazioni internazionali di calcio, sono tamarri?
E’ già successo due anni fa con “Dance”, il brano patrocinato da Goleo IV (la mascotte) che Lumidee e Fatman Scoop cantarono in occasione dei Fifa World Cup Germany 2006. Si trattava di un pezzo reggaeton che andava a ripescare il ritornello di “I Wanna Dance With Somebody (Who Loves Me)”, originariamente cantato da Whitney Houston.

Quest’anno ci si è messo il redivivo Shaggy che per l’europeo (Uefa Euro 2008 – Austria Switzerland) si è esibito con le due mascotte Trix e Flix in “Feel The Rush”. Il pezzo, stranamente in 4/4, quasi house, campiona un successo dello scorso anno: “Heater” del produttore svizzero Samim, il quale a sua volta aveva ripreso la fisarmonica da “La Cumbia Cienaguera” del Conjunto Tipico Vallenato.


17
lug 08

Mi faccio paura da solo

BRM Billie Ray Martin vinyl

Si può riconoscere un vinile guardando solo una parte del cosiddetto centrino? Evidentemente sì. L’ho fatto io oggi. Mi è capitato. Per caso.
Il blog Akille.net ha cambiato template. Ne ha scelto uno con tonalità rosse e ghirigori che tanto vanno di moda di questi tempi. Come foto per l’header sono stati scelti gli occhiali del titolare del blog e un vinile. Un pezzo di disco fotografato senza copertina.
Conoscendone il proprietario, ho pensato ad mix di musica dance. Del vinile si intravede solo un frammento della parte in carta che ricopre il centro del vinile (il centrino). Ho pensato che si trattasse di una produzione italiana. La scritta BPM sembrava indicare, appunto, quella musica che si misura in Beats Per Minutes.
Poi un lampo: “Your Loving Arms” di Billie Ray Martin. Ricordo associativo. Ma vago. Molto vago. Probabilmente non vedo quel pezzo di plastica da più di 10 anni! Mi sono buttato e l’ho scritto. Akille aveva indetto un piccolo concorso. In palio non c’era nulla. Era una cosa per ridere, tra amici.
Eppure ho vinto. Faccio fatica io stesso a crederci. Era proprio quello!
Tra l’altro la sigla in questione era BRM e non BPM.
Come funziona la mia memoria? Non ricordo cosa ho fatto ieri ma un angolino di disco mi richiama in mente titolo, nome del progetto e suoni di brano vecchio più di 13 anni.
Mi faccio paura da solo.

Guarda qui la foto originale.

Update 21 Luglio: Billie Ray è viva e lotta insieme a noi. Oggi ha caricato tre nuove foto sul suo profilo MySpace.