Ricette d’amore (poster)

Ricette d’amore

di Sandra Nettelbeck (Germania, Austria, Italia, Svizzera, 2001)
con Martina Gedeck, Sergio Castellitto, Maxime Foerste,
Sibylle Canonica, August Zirner, Ulrich Thomsen,
Olivier Broumis, Katja Studt, Diego Ribon

Ricordate “Sapori e dissapori”? Bene: è il remake di questo film.
Le differenze non sono tante. Per una volta gli americani si sono limitati a rifare tutto uguale, quasi scena per scena. Sommariamente si può dire che se la versione americana è più orientata alla commedia (basta guardare la recitazione un po’ sopra le righe di Catherine Zeta-Jones anche in frangenti non proprio ridicoli), qui invece l’atmosfera è molto più seria e drammatica. Nonostante tutto rimane un bel film. Anzi forse è anche meglio di “Sapori e dissapori”.
Certo Martina Gedeck può avere un suo fascino ma non è bella come Catherine Zeta-Jones. Il punto però non è questo. (Che poi, altrimenti il lettori di Smeerch.it iniziano subito a lamentarsi) Il punto è che questo è il film originale. Ed è sufficiente. E’ fatto bene. Il momento dell’incidente che occorre alla sorella della protagonista è tanto drammatico da risultare persino commovente. Lo giuro. Stavo quasi per piangere… forse perché sapevo già quello che stava accadendo sullo schermo. Boh. Chissà!
Martina Gedeck, dicevo, è perfetta per fare la cuoca isterica/nevrotica che imperversa per tutto il primo tempo del film. La faccia da trentenne precisina ma insoddisfatta ce l’ha. Non me ne vogliano i suoi fan(s). Ma ci saranno in giro fan della Gedeck?
Maxime Foerste, la ragazzina che veste i panni della nipote della cuoca, è molto brava, cioè rende bene l’idea della bambina che, chiudendosi in se stessa a causa della perdita di sua madre, diventa inappetente, scontrosa e dispettosa.
Anche Castellitto se la cava molto bene. E’ persino inutile dirlo. Certo, se paragonato con il biondo Aaron Eckhart potrebbe perdere lo scontro (le signore di sicuro preferiscono l’americano) Pero, oh: è sempre un bell’uomo. Nonostante i suoi 55 anni. E poi ha fascino da vendere ed è un grandissimo attore. Di questo non si dovrebbe nemmeno discutere.
Il finale della versione europea è leggermente diverso dal remake Usa, almeno per quello che ricordo. In quest’ultima non si faceva menzione di un possibile matrimonio tra i due cuochi, i quali però aprivano insieme un nuovo ristorante.
Mi fa piacere sottolineare come le prime battute di “Ricette d’amore” siano un sincero e gustoso tributo all’alta cucina. Di sicuro sono passaggi scritti e girati da veri appassionati del cibo.
Peccato solo per alcuni noiosi cliché come il cuoco italiano che mentre cucina canta “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Domenico Modugno.
Fa piacere comunque che nella colonna sonora di entrambe le versioni ci sia un pezzo così bello come “Via con me” di Paolo Conte.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.