Prima ti sposo poi ti rovino

Prima ti sposo poi ti rovino
(Intolerable Cruelty)

di Joel e Ethan Coen (Usa, 2003)
con George Clooney, Catherine Zeta-Jones,
Geoffrey Rush, Billy Bob Thornton, Julia Duffy,
Edward Herrmann, John Bliss, Cedric the Entertainer,
Steven Hack, Stacey Travis, Paul Adelstein

Simpatica commedia dei mai abbastanza lodati fratelli Coen. Un po’ amara, se considerata sotto il profilo sentimentale, o alquanto spietata, se considerata dal punto di vista della critica alla società americana in cui matrimoni, divorzi e accordi per la sparitizione dei beni sono all’ordine del giorno.
Se qualcuno vi dice che con questo film i Coen si sono svenduti non credetegli. E’ così che si fa: si raccattano quanti più soldi possibile con le commediucce da cassetta e poi si usano quei soldi per produrre cose migliore, pellicole sperimentali e dal maggior valore (simbolico, filmico, culturale, ecc.)

La storia è semplice semplice da spiegare: Miles Massey, uno dei più abili ed infallibili avvocati divorzisti di Los Angeles si mette contro Marylin Rexroth, una trentenne arrampicatrice sociale, una spenna-mariti, facendole perdere la causa che la vede schierata contro suo marito, Mr. Rexroth, per la spartizione dei beni di comune proprietà.
Lei decide allora di vendicarsi inscenando un (falso) secondo matrimonio con un (falso) facoltoso petroliere texano. Il conseguente divorzio – falso anche questo – fa sì che l’avvocato Massey, ormai perdutamente innamorato di lei, la creda miliardaria. I due si trovano a Las Vegas: lui crede casualmente, lei invece ha architettato tutto. Si piacciono, compatiscono l’uno la solitudine dell’altra e si sposano su due piedi, facendo il più classido dei colpi di testa. Prima del fatidico “Sì!” firmano un contratto prematrimoniale ma lei lo strappa durante la prima notte di nozze al fine di rendere tutta la messinscena più credibile.
Il giorno dopo lui scopre che lei è poverissima e che ha portato avanti per mesi il suo meschino piano intenzionata ad incastrarlo. Messo in mutande, o quasi, l’ex infallibile Miles Massey fa di tutto per riacquistare dignità e patrimonio. Arriva quasi all’assassinio della rivale, nonostante ne sia ancora pazzamente innamorato.
Le cose comunque alla fine si metteranno per il meglio e l’amore trionferà. La prova finale di fiducia sarà data – beffa amara e sarcastica – proprio da un contratto prematrimoniale.
George Clooney simpatico, come sempre. Forse ancora di più proprio nelle scene in cui la sicurezza del personaggio che interpreta vacilla. Lo vediamo balbettare, perdere la sicumera che lo contraddistingue e mostrarsi vulnerabile, in una parola: sperso. Bravo dunque lui ma questa volta anche bravo Francesco Pannofino che lo doppia.
Catherine Zeta-Jones fa la bellona, la tizia che fa perdere la testa. Una ultra-trentenne ultra-desiderabile. E’ e resta bellissima, intediamoci. Oggi e sempre. A dirla tutta però, forse in altri film è stata truccata ed agghindata meglio. In una scena appare persino con una capigliatura di colore biondo-pessimo.
Geoffrey Rush nei panni del riccone con il codino, e in quelli del barbone, risulta molto buffo.
Cedric the Entertainer dovrebbe risultare goffo invece, non mi sembra che lo sia. Gli spettatori americani l’avranno apprezzato sicuramente più di noi italiani: vuoi per la maggiore notorietà in patria, vuoi per i giochi di parole in lingua originale. Il suo personaggio, una specie di investigatore privato grasso e logorroico, in italiano non fa che ripetere: “L’ho incastrato alla grande!” Una frase che non mi fa ridere affatto.
Bravissimo invece Paul Adelstein nel ruolo dell’avvocato braccio destro di Massey, un tipo sensibile che si commuove ad ogni matrimonio che partecipa.
Pellicola consigliata a tutti: buona per rinfrescare con qualche sorriso le calde serate d’estate.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.