Baciami piccina

Baciami piccina (poster)

Baciami piccina

di Roberto Cimpanelli

(Italia, 2006)
con Neri Marcorè, Vincenzo Salemme,
Elena Russo, Marco Messeri, Tosca, Sergio Di Giulio,
Luigi Maria Burruano, Mariella Valentini,
Augusto Zucchi, Nicola Acunzo, Vittorio Amandol
a

Commedia agrodolce, venata di nostalgia, che parte con l’intento di far sbocciare sorrisi sulle facce degli spettatori e in coda si piega a tentativi di rendere il dramma di quei giorni.
Siamo nel Settembre del 1943. A pochi giorni dal famoso armistizio firmato dal Generale Badoglio, un carabiniere di stanza a Civita di Terontola, il brigadiere Umberto Petroni (Neri Marcorè), su ordine del suo superiore, il maresciallo Marchionni, prende in consegna Raul Nuvolini (Vincenzo Salemme), un truffatore dalla parlantina spedita, e con lui si mette in viaggio alla volta di Venezia, dove consegnarlo alle autorità preposte al suo giudizio. A loro si aggiunge Luisa Speranza (Elena Russo), la giovane fidanzata del carabiniere in cerca di emozioni. Tra mille peripezie i tre riescono a raggiungere il Veneto proprio nei giorni in cui divampa la rivolta partigiana e, con essa, le conseguenti rappresaglie dei soldati tedeschi ancora presenti sul suolo italiano. Durante il lungo viatico Umberto Raul e Luisa si imbattono in un piccolo imprenditore borghese, presuntuoso ed egoista (Marco Messeri), interessato solo ai suoi affari, una prostituta vedova dal cuore d’oro che si finge professoressa (Mariella Valentini), un generoso fattore dell’Emilia Romagna, un ladro di auto che si spaccia per benzinaio e diversi ufficiali tedeschi.
A Neri Marcorè ancora una volta hanno assegnato la parte del bonaccione. Qui la sua caratterizzazione si arricchisce di altri elementi, fondamentali per comprendere appieno il profilo del personaggio che interpreta. I brigadiere coi ‘baffetti da carbiniere’ seppur semplice, non è stupido. Anzi, si mostra spesso colto e preparato, anche se forse un po’ troppo rigido nell’attenersi alle sue funzioni di pubblico ufficiale.
Vincenzo Salemme invece è andato a nozze con questo ruolo. Nuvolini, il truffatore, ex-suggeritore, ex-attore, sembra un personaggio cucito addosso all’attore napoletano. Magnifica la sua loquela, piena di frasi fatte apparentemente colte. Il sorriso beffardo non gli manca mai.  Seppure sia quello incatenato è il personaggio che porta posività e buona speranza al trio. E’ il più pragmatico, il più propositivo. Col passare dei minuti poi lo spettatore scopre anche un suo lato più umano, più nostalgico. Anche triste, se vogliamo.
Dimenticate per un attimo il fatto che Elena Russo ultimamente sia stata oggetto di imbarazzanti intercettazioni telefoniche. Resta comunque una ragazza molto affascinante. Una mora che qui si distingue anche per le sue buone capacità recitative. Il ruolo della provincialotta di orgini napoletane, sincera e leale, testarda e ingenua allo stesso tempo è decisamente nelle sue corde. Brava e bella!
Da segnalare la presenza di Luigi Maria Burruano, ahilui ancora una volta nei panni di un mafioso. Nello specifico qui fa la parte del malavitoso anziano, unico ospite di una casa circondariale del Settentrione, che viene rispettato e riverito da tutti i secondini.
Buona recitazione, anche se di sole poche scene, per Augusto Zucchi. Lo ricordate in “Tre uomini e una gamba” nei panni dell’insofferente dottore? Ebbene, è lui! Qui sotto le spoglie di un maresciallo ligio al suo dovere.
Tosca appare in una sola scena come cantante da bettola, in un’osteria del nord-est. Una chanteuse di canzoni popolari che abitualmente la sera, durante la cena, rinfranca i partigiani con un po’ di musica.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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