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Rielaborazione collaborativa. Su Flickr.

Rielaborazione della foto della barca sul lago di Bolsena

A Giorgia ‘OperaBouffe’ è piaciuta così tanto questa mia foto da averla re-interpretata. Ne vedete il risultato qui sopra.
Dice: “Tonemapping + sepia + orton”. A malapena so cosa significa ma mi piace ugualmente.

SmeercHouse 28 Giugno 2008

Puntata n. 31 della quinta stagione di SmeercHouse.
Oggi mi sono barcamenato tra pezzi dall’aroma brasileiro, un po’ di lounge e tanta nuova House Music. Piccola escursione anche sul passato di Ghemon Scienz (in duetto con Domi nei Sangamaro). Notare la raffinatezza dei due remix estratti dalla nuova compilation Verve//Remixed4 e il contrasto con l’Altrove di Morgan.
Potete ascoltare il podcast di questa puntata, della durata di 130 minuti circa, premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 37,2 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La tracklist:
1. SmeercHouse (Sigla)
2. Jaffa – Be Nude, Baby
3. Federico Aubele – Esta Noche
4. Lava feat. Jeanne Bastos – Aile Alegria
5. BossaCucaNova – Telefone
6. Herb Alpert & The Tijuana Brass – Spanish Flea
7. Joyce – Aldeia De Ogum
8. Candido – Jingo
9. B2K – Girlfriend
10. Sangamaro – Ho Visto (Ghemon Solo)
11. Morgan – Altrove
12. dZihan & Kamien – Stiff Jazz
13. Jimmy Smith – The Cat
14. Dinah Washington – Cry Me A River (Truth & Soul Remix)
15. James Brown – There Was A Time (Kenny Dope Remix)
16. Saturnino – Blame It On The Baseline
17. Blue Velvets – Summertime
18. Dj Brizi vs. Farinelli – Let It Go (Club Mix)
19. Henry John Morgan – Good (Original Mix)
20. Copyright feat. KC Flightt – Classic Beat
21. David Guetta feat. Tara McDonald – Delirious (Extended)
22. Mattara – Send The Message (Mattara vs. Mendoza Club Mix)
23. The Chemical Brothers – Believe
24. Robin S vs. Steve Angello & Laidback Luke – Show Me Love vs. Be (Hardwell’s Bootleg Mix)
25. Novy vs. Snap! – Rhythm Is A Dancer (2008) (Tom Novy Remix)
26. September – Cry For You (Extended Mix)

Here's my new sneakers

Adidas Jerez 3

Eccole qui. Sono arrivate stamane. Adidas Jerez 3. Nere, di camoscio (suede), con strisce bianche e interni gialli. Taglia 7.5 Uk (41 Europe). Modello che ricorda molto le Tuscany e ovviamente le Goodyear Race.
Si è trattato di un affare vero e proprio. Le ho prese su eBay da un venditore del Dunbartonshire (UK) che le aveva in offerta per 20 Sterline. Comprendendo le spese di spedizione, questo bel paio di sneaker mi è costato all’incirca 33 Euro.
Prima di comprare mi sono guardato un po’ in giro. In Italia acquistare belle scarpe (sportive e non) è diventato proibitivo. Almeno per le mie tasche. Comprare un bel paio di sneaker sotto i 60 Euro è quasi impossibile. Diciamo 50, se si considerano anche i modelli in tela. Ad esempio il negozio Energie che si trova qui a Roma in via del Corso è molto fornito. Un paradiso per gli occhi, per chi è amante di scarpe stilose e colorate. Ma accessibile solo a chi ha le tasche piene.

Dunque mi sono rivolto alla Grande Rete. Kelkoo non aiuta granché. O meglio aiuta ma la versione italiana, aggregando i negozi italiani la storia non cambia. Sono passato a eBay, versione Usa e Uk. Mi ero orientato verso delle Adidas Stan Smith 2, modello che avevo già indossato per mesi senza alcun problema. Non ci sarebbero state questioni di taglia. Potevo cioè andare sul sicuro anche senza provare il paio.
Il mio sogno è di ricomprare, un giorno di questi, le Puma G. Vilas: beige di camoscio, con banda blu. Ma ancora i prezzi viaggiano su cifre inaccessibili. Ero curioso di prendere anche le Adidas Grun, quelle cioè realizzate solo con fibre naturali come la canapa, il cotone, la paglia, ecc. ma lì i miei gusti non coincidevano con le soluzioni (le forme e i colori scelti) dalla casa produttrice.
E poi potrei stare qui ore ad elencare tutti le decine di modelli in commercio che hanno stuzzicato il mio desiderio di acquisto. Ma non lo farò. Mi limiterò a segnalare solo i più interessanti.
Adidas Samba 2 Austria > Modello classico basso e bell’abbinamento di colori: rosso, bianco, beige e marrone.
Adidas Originals Rod Laver > Un’altro modello Adidas dedicato ad un famoso tennista, dopo le Stan Smith. Semplici: bianche e verdi, con suola in gomma molto alta e giusto un riportino beige in punta.
Puma Speed Cat > Adoro la forma affusolata e la sagoma della suola in gomma. Il logo del Puma in punta, invece, mi sembra una porcheria. In camoscio ma anche no.
Puma Drift Cat > Forse anche meglio delle ‘Speed Cat’.
Puma Bukai > Mi piacciono per lo stesso motivo detto sopra. Forse ci sono però troppe cuciture e troppe scanalature. Il total black non è malaccio ma i modelli con lo strappo in velcro al posto delle stringhe non mi fanno proprio impazzire.
Adidas Originals Goodyear Race> Non so perché ma tutti i modelli Adidas con suola marchiata Goodyear hanno un certo fascino sul sottoscritto. Non fate caso al colore di questo paio: ce ne sono di migliori.
Boxfresh Icro > Di questo modello mi piace la tomaia semplice in pelle bianca, così come gli interni verde acqua e il ‘retinato’ intorno all’imbocco per la caviglia. Meno la fascia a strappo di velcro. La posizione del logo è molto discreta ed originale. Notare il disegno della suola: sembra una composizione fatta da un nerd.
Onizuka Tiger Mexico 66 by Asics > Il modello bianco con strisce nere e reverse giallo limone sono il top, secondo me. Ma anche quello a strisce blue e rosse incrociate non scherza.
Onizuka Tiger Tai Chi by Asics > L’abbinamento colore non sarà il massimo ma la forma affusolata è fighissima. Saranno anche comode ma, essendo bassissime praticamente senza tacco, mi fanno temere per la salute dei tendini dei miei piedi.
Lacoste Ardeur > Bianche in tela, con suola in gomma bianca altissima. I piccoli riporti in verde e rosso, che richiamano lo storico logo con il coccodrillo, sono molto ricercati ed eleganti.
Adidas Campus > Classiche basse. In camoscio.
Adidas Stan Smith 2.5 > Non si discostano molto dal modello Stan Smith 2, se non fosse per il righino a contrasto che separa la tomaia dalla suola.
Puma Clydezilla > Modello difficilissimo da trovare. Sono delle semplici Puma Suede basse ma dal riuscitissimo abbinamento cromatico (nero/arancio). Carucci gli ideogrammi giapponesi sui calcagni.
Puma Commander > Modello molto sempice, reso interessante per il solo fatto di avere una suola spessa e che si alza sotto il tallone. Il baffo argentato lucido, invece, mi risulta estremamente rozzo.
Puma Tempo > La classica sneaker. Né più, né meno. Peccato per la suola beige/arancio, che è completamente fuori luogo.
Adidas Originals Porsche Design > Il top del fighettume della completa linea Adidas. Costose da far paura. Non sottovalutare il loro potenziale successo di vendita. Apprezzabile la punta lucida e rigida, così come il contrasto tra la tomaia nera e le cuciture rosse. Rossi anche gli interni.
Converse Chuck Taylor All Stars > Superclassiche intramontabili. Ovviamente alte. In tela nera, blu o beige.
Converse Jack Purcell > Nere o blue. Con suola e punta tonda rigorosamente bianche. Da non confondere con il modello ‘All Stars’.
Adidas Originals Gazelle > Altro grande classico. Il modello in camoscio blue lo reputo decisamente stiloso.
Adidas Originals Campus Suede > Come sopra.
Adidas Originals Universal > Altro modello storico per l’Adidas. Peccato per la suola arancio/beige che stona un po’.
Fila Centre Court > Marca italiana. Modello basso da tennis. Sembrano quasi usate e sanno tanto di vintage, di tennis giocato con giacca e pantaloni bianchi sulla terra rossa.
Vans Authentic > Ricordano così tanto gli anni ’80 che quasi mi fanno schifo. La gomma bianchissima che cinge tutta la tomaia è praticamente un marchio di fabbrica. Se proprio dovessi prenderle, le comprerei a tinta unica, scura. Magari nere, blue o al massimo beige. Da evitare come la peste tutte le pacchianissime 1000 fantasie.
Puma El Rey > A primo acchitto ricordano molto le classiche Vans. Scarpa decisamente estiva. Non male il fascione a strappo con il velcro. Da preferire i modelli a tinta unica (Perf), piuttosto che le bicolore.
Puma King Pele > Dedicate alla storica leggenda del calcio brasiliano. made in Japan. Non male sia il modello con il baffo giallo, che quello con il bianco. Particolare la suola in gomma zigrinata di color arancio.
Puma Roma > Sneaker bassa classica. Nulla di particolare. Non si distingue dalla massa eppure può essere abbinata facilmente con qualsiasi abbigliamento. Da passeggio. Volendo si può anche indossare sotto un completino elegante.
Puma Onah > Quasi country-style. Sembra un modello usabile sulle piste da bowling. Suola inguardabile, seppure originale.
Puma 917 Lo > Sembra il modello Puma ispirato alle All Star Converse. Non proprio da buttar via.
Adidas Cup 68 > Modello commemorativo che da queste parti si apprezza parecchio.
Gola Chase > sempre per il filone ‘bassissime affusolate’. Ma meno belle di altri marchi.
Gola Capitol > Più eleganti delle ‘Chase’. Interessante l’abbinamento tomaia blu con strisce bianche e lacci rossi.
Puma Osu > Forse tamarre ma credo siano ottime per un playground da basket.
Nike Cortez > Non sarebbero da buttar via, se non fosse per la punta che sembra cucita male.
Nike Bermuda Vintage > come sopra. Sembrano davvero sformate.
Adidas Originals Sunny Hi > La risposta di Adidas allo strapotere delle Converse All Stars nel settore ‘canvas’. Originale l’idea di traforare l’intera tomaia. Il design della suola è vergognosamente simile a quello delle Converse.
Camper Pelotas >Il modello più venduto delle Camper. Rigorosamente nero o marrone. Forse tutta quella pelle scusa dà l’idea che siano scarpe troppo invernali.
Reebok CB Court > Stilisticamente non sarà il top ma per 20 dollari potete fare la vostra porca figura sui campi da tennis.
Reebok Lifestyle Rbk Super Clean LS Supreme > Nere, in pelle. Completamente lisce. uno dei modelli più semplici e meno pacchiani di tutta la linea Reebok. Essenziali.

L’altro spot radio Cocacola Zero

Se lo spot radio di Cocacola Zero che vi ho segnalato qualche giorno fa era simpatico, questo è ancora più divertente. L’accento, il tono e il lessico del personaggio “Lingua” mi fanno troppo ridere.

«[...] Piano con le offese, occhietto! Che ci metto mezzo secondo a sparecchiarti la pupilla, ci metto!»

Choco-violet

Lo spot che vedete nel player qui sopra quest’anno ha vinto il Grand Prix al festival di pubblicità più importante del mondo (Cannes Lions 2008).
E’ stato realizzato dall’agenzia Fallon di Londra per il cliente Cadbury. A me non piace granché. Né l’idea (poco diretta, troppo slegata dal prodotto, troppo astratta, troppo fine a se stessa) né la realizzazione. Il pezzo di Phil Collins, ad esempio, è troppo anziano e da anziani. Eppure, guardandolo, mi viene spontaneo pormi una domanda collaterare: perché l’incarto della cioccolata al latte Cadbury è viola come quello della cioccolata Milka?

Fonte: Ted Disbanded

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Babel

Babel (cover)

Babel
di Hector Luis Belial

prefazione di Francesco Lucioli
Subway – 1 Racconto ouroborus borghesiano da 6 fermate

Una metonimia sulla condizione dell’uomo, inteso come eterno schiavo (anche di se stesso). Una voce dal basso, uno qualunque degli operai, fa da voce narrante e racconta i giorni mitologici della costruzione della famosa torre dei mille linguaggi. Destinata sin dal principio a crollare e ad essere perennemente ricostruita. Si potrebbe anche azzardare e definirla una fenice di pietra che non potrà mai volare. Protesa verso l’alto ma ostinatamente ancorata alla terra. Ambiziosa e pesante ad un tempo.
Racconto un po’ pretenzioso ma tecnicamente valido. Di certo non è il migliore della serie 2008 ma – tutto sommato – non da buttar via.

Qui trovate il racconto nella sua versione integrale.

Provarci nell'anno 2008

«Che ne diresti se provassimo a togliere la parola “single” dal tuo profilo Flickr?»

The best shower gel in town

Johnson’s pure energy bagno doccia

Ho trovato finalmente un doccia schiuma che mi piace: Johnson’s Pure Energy Doccia Schiuma

. Si tratta di una specie di gel trasparente dalle tonalità azzurrognole. Ottima profumazione, molto fresca. Tra l’altro costa pochissimo. Ne ho preso un flacone da 250 ml. per un solo Euro nella Profumeria Ciano (via Domenico Morichini – Roma). Credo che ne farò una bella scorta.

Lo spot radio Cocacola Zero

Negli intervalli di “RaiDireGol”, il programma di RadioDue in cui la Gialappa’s Band fa le cronache degli incontri degli Europei di Calcio “Euro 2008″, mi è capitato di ascoltare un paio di spot della Cocacola Zero. Li ho trovati molto divertenti. In un certo senso sarebbero la versione ‘solo audio’ di quelli che passano anche in tv dove vediamo un occhio dialogare con le lingue.
Clicca sul player qui sopra per ascoltarne uno molto simpatico.

L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza

L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza (poster)

L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
(O ano em que meus pais saíram de férias)

di Cao Hamburger (Brasile, 2006)
con Michel Joelsas, Germano Haiut,
Paulo Autran, Daniela Piepszyk,
Haim Fridman,
Simone Spoladore, Liliana Castro, Eduardo Moreira,
Gabriel Eric Bursztein, Felipe Hanna Braun,
Caio Blat,
Silvio Boraks, David Kullock, Rodrigo Dos Santos,

Film decisamente bello. Pieno di sentimenti veri con qualche picolo luogo comune sulla passione che i brasiliani hanno nei confronti del calcio, soprattutto l’adorazione per la Selecao, e su alcune ortodossie ebraiche.

Brasile 1970. Mauro, un ragazzino di circa 10 anni con la passione per il calcio da tavolo (una specie di Subbuteo) viene accompagnato a casa di suo nonno. I genitori gli dicono che devono lasciarlo temporaneamente per ‘andare in vacanza’. Ben presto si capisce che in realtà i due giovani stanno fuggendo dalla polizia che li cerca quetsione politiche, credo reati d’opinione legati al fatto di essere considerati comunisti sovversivi che attentano alla solidità dello Stato. Il caso vuole però che lo stesso giorno in cui il ragazzino si trasferisce da Belo Horizonte a Sao Paolo, suo nonno – un barbiere ebreo di nome Mòtel – abbia un infarto. A prendersi cura del piccolo ci penserà un ebreo anziano di origine Polacca di nome Shlomo. A dargli man forte nel fare da custode a questo irrequieto combinaguai sarà tutto il quartiere (il Bom Retiro) e la comunità ebraica di cui fa parte. Dapprima il rapporto tra il giovane Mauro e il brontolone Shlomo sarà pieno di piccoli scontri quotidiani, tanto che il primo dei deciderà di stabilirsi nell’appartamento di fianco, dove abitava suo nonno. Pian piano le schermaglie diminuiranno e il rapporto diventerà più affettuoso. Intanto, mentre in primo piano assistiamo alle prime scoperte di Mauro, alla sua crescita, all’amicizia con i ragazzini del quartiere, alla complicità con una piccola vispa condomina di nome Hanna, all’esultanza dell’intera nazione per le vittorie della Nazionale brasiliana ai Mondiali di Calci, sullo sfondo Shlomo si dà da fare per mettersi in contatto con i genitori del piccolo. Il vecchio saggio si muove con circospezione, contattando alcuni amici dei giovani in fuga tra le file dell’associazione studentesca filo-comunista della città.
Ogni personaggio è perfetto. Niente è fuori posto. I giovani attori sono bravissimi, nonostante credo siano tutti alla loro prima prova sullo schermo. In particolar modo il piccolo protagonista (Michel Joelsas) e la sua compagna di marachelle (Daniela Piepszyk), una peperina che non sbaglia un’espressione che sia una. Sempre pronta a fulminare con uno sguardo, ad un’alzata di spalle, a mostrarsi fintamente disinteressata. Da applausi.
Anche il ruolo del vecchio brontolone dal cuore d’oro, saggio e allo stesso tempo cocciuto nelle sue tradizioni, viene interpretato a dovere da un sapiente Germano Haiut.
Buona scelta di casting anche per la barista mora avvenente di origini greche (Lilian Castro), il portiere di colore che va in giro con la motocicletta potente ed il casco in testa (Rodrigo Dos Santos), e lo studente rivoluzionario di origini italiane (Caio Blat).
Ripeto: questo film a me è piaciuto. Drammatco ma non pesante. Portatore di buoni sentimenti ma senza essere melenso. Una vera sorpresa. Piacerà agli amanti delle cose semplici ma ben riuscite.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.