I Ridillo sono ancora vivi. Non si sono sciolti. Qualcuno di voi l’aveva pensato, ammettetelo pure! Io ho avuto l’onore di assistere ad una loro performance live, lo scorso venerdì 18 Aprile. Si sono esibiti in concerto sul palco del Micca Club, qui a Roma.
Nel clip qui sopra potete vedere l’esecuzione di un medley fra tre brani: “Talmente donna (More than a Woman)”, “Figli delle Stelle” e “Figli di una buona stella”.
Sul palco Bengi, il cantante – nonché leader della band, è apparso molto più bolso di quanto già non lo fosse 10/12 anni fa. Eppure non ha fatto rimpiangere gli anni belli dei Ridillo. Rimane sempre una bestia del palcoscenico. Gustosissimi i siparietti tra un brano e l’altro in cui fingeva(?) di andare a braccio, di improvvisare il racconto degli improbabili retroscena che hanno portato alla composizione di un determinato pezzo. A fargli da spalla quel simpaticone del trombettista, nonché seconda voce, Claudio “Schiffer” Zanoni. Al piano elettrico c’era Vincenzo Mulè, alla batteria Renzo “Kaimano” Finardi, al basso elettrico – credo – Paul “Derrick” D’errico – ma non ci metterei la mano sul fuoco. Sinceramente il suo nome non l’ho capito bene e non me lo ricordo.
A parte i loro più grandi successi come “Figli di una buona stella”, “Mangio amore” e “Mondo nuovo”, gran parte dei pezzi eseguiti è stata tratta da “Soul assai brillante”, ossia il loro ultimo album, pieno zeppo di cover in italiano di brani internazionali. CD che ho prontamente acquistato a concerto finito per la modica cifra di 10 Euro.
Ridillo live @ Micca Club – Roma
SmeercHouse 19 Aprile 2008
Stagione 5 puntata n° 22. Volata via come il vento. Bella, rapida, secca. Senza fronzoli. Un po’ di rap, di r’n'b, di soul, di lounge, di house, di musica italiana, di roba cinematica, persino di reggae e di country in 4/4.
Potete ascoltare il podcast, della durata di 127 minuti circa, premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 36,2 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).
La tracklist:
1. Erykah Badu – Amerykahn Promise
2. Quentin Harris feat. Kayo! & Epod – No Politics
3. Timbaland feat. Keri Hilson & Nicole Scherzinger – Scream
4. Pinchers – Bandelero
5. Cham & Rihanna – Boom Boom
6. Almamegretta – Sempre
7. Ferdinando Arnò – All Together Now
8. Montefiori Cocktail – Prince Igor
9. Ridillo – Talmente Donna (More Than A Woman)
10. Patrick Samson Set – Sono Un Uomo
11. Gloria Paul – Forse Mai
12. Judy Clay & William Bell – Private Number
13. DJ Marky & XRS feat. Stamina Mc – LK ‘Carolina Carol Bela’
14. The Karminsky Experience Inc. – Exploration
15. John Martyn – Glory Box
16. Finday Brown – Losing The Will To Survive (Beyond The Wizard’s Sleeve Rianimation)
17. Radio Citizen – Voices
18. Ms Victoria Bates – Never Too Late
19. Cerrone – Supernature
20. Leela James – My Joy (Quentin Harris Vocal Mix)
21. Terry Hunter feat. Dana Divine – Be Thankful
22. Chris Cuevas – Hip Hop (Masters At Work Dub)
23. C & C Music Factory – Pride (In The Name Of Love)
In amore niente regole

In amore niente regole
(Leatherheads)
di George Clooney (Usa, 2008)
con George Clooney, Renée Zellweger,
John Krasinski, Jonathan Pryce, Stephen Root,
Wayne Duvall, Keith Loneker, Malcom Goodwin,
Matt Bushell, Tim Griffin, Max Casella, Jack Thompson
Il titolo italiano è uno di quelli che servono ai distributori per far capire allo spettatore di cosa tratta il film. Ebbene è chiaro che qui siamo di fronte ad una commedia sentimentale. Non ci si poteva sbagliare, d’altronde. Io comunque preferisco il titolo originale, “Letherheads”, che cioè si riferisce ai giocatori di football all’epoca che come copricapo usavano un cappello di pelle, attraverso l’uso di una bella metonimia.
Una pellicola che fa passare una bella serata. Allegra. Si sorride molto, soprattutto grazie alle (immancabili) espressioni beffarde di mr. Clooney e di quelle della signorina (ancora?) Zellweger. Cioè la trama non è che sia così originale ma il film è fatto bene – ormai Clooney dietro la camera da presa è una mezza garanzia – per cui si lascia guardare molto volentieri.
Lexi Littleton, una giornalista rampante sulla trentina (la Zellweger ne ha 39 di anni) viene messa dal suo direttore alle calcagna di Carter Rutherford, un giovane giocatore di football che da tutta la stampa viene dipinto come un eroe di guerra. Le cronache infatti parlano di lui come un valente soldato che si è guadagnato una medaglia durante la Prima Guerra Mondiale per il fatto di aver portato alla resa un intero plotone di tedeschi tutto da solo. La cosa puzza molto per cui la nostra eroina si mette alle calcagna del giovinastro ed usa tutta la sua carica erotica per strappargli una dichiarazione che gli costerà caro. Durante questo periodo le capiterà di incontrare un aitante e loquace giocatore di football professionistico, tale Jimmy Connelly detto Dodge, una volpe della vecchia guardia che nel frattempo ha assoldato il giovane eroe, promettente fuoriclasse, per rinverdire i fasti della sua squadra, ormai allo sfascio. Tra i due sarà odio/amore da subito, fin dalle prime battute. La love story cioè non tarderà a scoccare. Il fondale storico sul quale scivola fluido il racconto è quello degli anni in cui il football americano professionistico inizia ad essere regolato dal governo federale. Siamo cioè nel 1925.
Due parole sugli attori comprimari. John Krasinski ha la faccia da pesce lesso a sufficienza per interpretare il giovine eroe, asso dello sport facilmente malleabile. Jonathan Pryce, invece, è il tipo che non ne sbaglia una. Uno di quegli attori navigatissimi che non delude mai. Forse la sua è una faccia troppo bella per il vile ruolo dell’avvocato trafficone che compra tutto e gioca sporco pur di accaparrarsi quanti più soldi dalle sue attività. Comunque sia rende tantissimo. Bravo davvero.
Validissimi e molto buffi i caratteristi che popolano la pellicola come il piccoletto che ruba il pallone su commissione, al fine di invalidare l’incontro, e il liceale grassone, interpretato con sinpatica goffaggine da Keith Loneker.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Informazioni sullo spot Milleuna Tim
La bellissima ragazza protagonista dello spot Milleuna Tim che vedete qui sopra si chiama Elena Cucci. Professione: modella. Qui il suo account su Flickr.
Nota: il brano che fa da colonna sonora allo spot è “All Together Now”
dei Beatles nella versione cover di Ferdinando Arnò.
Un uomo qualunque

Un uomo qualunque
(He Was a Quiet Man)
di Frank Cappello (Usa, 2007)
con Christian Slater, Elisha Cuthbert,
William H. Macy, Sascha Knopf, Jamison Jones,
Cristina Lawson, Randolph Mantooth, K. C. Ramsey,
Bill Rothbard, Sewell Withney, Livia Treviño
Un film così così, un film qualunque. Cappello porta sullo schermo il dramma di un uomo mediocre e sottomesso, un uomo qualunque, appunto. Uno sfigato che viene continuamente umilato sul lavoro, un solitario schizofrenico che parla con un pesce dell’acquario di casa sua. Un fallito, come direbbero gli stessi americani. Bob Malconel è uno che si porta dietro in ufficio una pistola. La tiene chiusa in un cassetto e ogni giorno la carica, ripetendosi mentalmente la sequenza della gente a cui piantare una pallottola nel corpo, perché sostanzialmente sogna di fare una strage di tutti i suoi colleghi, che odia profondamente, per poi togliersi la vita con un estremo atto teatrale. La cosa si ripete più e più volte, ma Bob non ne ha mai il coraggio. Viene sempre distratto o interrotto. Finché un giorno in ufficio, il suo vicino di cubicolo lo anticipa sui tempi. Quando questo suo collega inizia a far strage di qualsiasi impiegato gli capiti a tiro, Bob capisce di essere in pericolo, così istintivamente reagisce e punta la pistola sul maniaco assassino. Spara, lo uccide e all’improvviso, da sfigato qual era, diventa un eroe. Non è più invisibile: i colleghi adesso lo salutano, gli parlano, lo stimano (o almeno fingono di). Bob arriva persino a raggiungere una promozione – senza nemmeno averla chiesta. Gli viene affidata la vicepresidenza del settore ‘Creative thinking’, lo spostano ad un piano superiore. Bob cambia ufficio – ne ottiene uno con una bella finestra sullo skyline della città. Scopre che è stato chiamato a rivestire il ruolo che fino all’incidente è stato di Vanessa Parks, una ragazza molto carina di cui lui è segretamente innamorato. Vanessa intanto è rimasta ferita nell’agguato. Lui le ha salvato la vita convincendo il maniaco a non spararle ancora addosso ma comunque lei è rimasta paralizzata dal collo in giù. A Bob viene anche affidato il compito, dal capo in persona, di consegnare una busta a Vanessa, che si trova immobilizzata in ospedale. I due, dopo un primo scontro molto brusco, si piacciono subito. Fraternizzano e si mettono insieme. Bob arriva praticamente a diventare schiavo di Vanessa, la quale però sembra essere sincera nel non voler approfittare di tutte le attenzioni e le cure che Bob le rivolge. Le cose sembrano filare liscio adesso, Bob si sente molto meglio. Sembra rinato: la sua vita acquista un senso. Almeno sinché lo psicologo assunto dall’azienda non scopre che anche Bob aveva intenzione di compiere una strage simile a quella già avvenuta negli uffici dell’azienda. Messo alle strette e scoperta la relazione che in passato Vanessa aveva con il suo capo, Bob decide di portare a termine ‘il lavoro’ che progettava da anni.
Christian Slater lo stimo dai tempi di “California Skate (Gleaming the Cube)” In quanto a recitazione non è peggiorato. Anzi, se la cava molto bene ma non è questo il punto. Il punto è che il film fa un po’ acqua da tutte le parti. In alcuni punti si arriva quasi alla macchietta.
I primi piani per Elisha Cuthbert sono molto inclementi. Checché ne dicano i suoi fan – di certo rapiti dalle sue performance nella serie tv “24″ – quando il regista stringe sul suo bel visino il nasone cattura tutta l’attenzione dello spettatore. Anche il suo dolce sorriso, spesso citato durante il film, ha la pecca di scoprire due bei dentoni da teenager coniglia.
La scelta di affidare a William H. Macy il ruolo di un capo opportunista e cinico non mi sembra affatto azzeccata. Più volte lo abbiamo visto sul grande schermo recitare la parte dello sfigato. Ecco: sono quelli gli abiti che gli si addicono. Qui credo, invece, che ci volesse qualcuno con la faccia più spietata ed il ghigno più freddo.
Nota: molti degli effetti speciali usati nel film sono di bassissima qualità. In quanto a realismo si sfiora lo zero.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
SmeercHouse 12 Aprile 2008
Stagione 5 puntata n° 21 (che poi sarebbe la 103esima di sempre).
Boom! Picco di 42 ascoltatori. Cifre mai raggiunte. Grazie a chi ha ascoltato e anche a chi ha fornito i pezzi. In particolar modo a Little Boots che, interpellata in prima persona via YouTube, mi ha lasciato scaricare l’mp3 originale del suo pezzo – da pochissimo pubblicato. Ah, un doveroso “Bravi!” anche a Suzuki Maruti e Giorgio Valletta che hanno scoperto questo nuovo piccolo fenomeno made in UK.
Potete ascoltare il podcast, della durata di 127 minuti circa, premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 43,5 MB codificato Mono a 48Kbps – 22 kHz)
La tracklist:
1. SmeercHouse (Sigla)
2. Sharon Jones and the Dap-Kings – Your Thing Is A Drag
3. Lenny Kravitz – Thinking Of You (Estefan Mix)
4. Vuca – Bossafrica
5. Bebel Gilberto – Sem Contenção
6. John Schroeder – Explosive Corrosive Joseph
7. Fred Buscaglione – Juke Box
8. Tonino Carotone – Me Cago En El Amor
9. Armando Trovajoli – Fiorella With The Umbrella
10. Lalo Schifrin – Mission Impossible
11. Air – Californie
12. Idris Muhammad – Could Heaven Ever Be Like This
13. First Choice – Doctor Love
14. Serge Gainsbourg – Ballade De Melody Nelson
15. Serge Gainsbourg – New York USA
16. Blackstreet feat. Dr. Dre – No Diggity
17. Keyshia Cole – I Remember
18. Mariah Carey – Touch My Body
19. Ekova – Starlight In Daden (Da Lata Remix)
20. Róisín Murphy – You Know Me Better
21. Little Boots – Stuck On Repeat
22. Daft Punk – Revolution 909
23. Technotronic – Get Up! (Before The Night Is Over)
24. Kings Of Tomorrow feat. Rae – Can’t Stop
25. Hercules And Love Affair – Blind (Frankie Knuckles Remix)
26. Out Of Office – Break Of Dawn
Un bilocale. La raccolta completa in PDF
Un bilocale a Hollywood. Eccolo qui. Undici racconti (10+1). Lunedì scorso – 7 Aprile – ho pubblicato l’ultimo pezzo. Adesso li ho raccolti tutti in questo pdf. Potete scaricarlo, stamparlo, leggerlo (ovviamente), condividerlo e distribuirlo a chi volete. Tutto gratis. Offre il sottoscritto. A patto che voi siate così corretti da citare sempre la fonte, l’autore e da non modificarne il contenuto in alcuna sua parte. Ovviamente questa opera non potete nemmeno venderla.
Credo che tutto ciò i giuristi lo chiamino Licenza Creative Commons di tipo Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia.

Un testo al dì (9 Aprile 2008)
“L’amico delle amiche”
di Turi, dall’album “Colpa delle donne” (2007)
«Studentessa… universitaria, quanto pippi?
Se lo sapesse mamma in che casini tu ti ficchi!
Fedele al tuo ragazzo come Eva fa con Schicchi,
tu non l’hai data a me ma a quel bel uomo di Cristicchi!
Triste e solitaria, mangi paranoie a spicchi,
canna dopo canna il sabato poi t’impasticchi.
Io conosco la tua vita parallela:
ubriaca in cameretta ascolti funk e Caposela.
E questa sera gli dai giù di ketamina
e ti porti a letto il tipo che t’ha chiesto la cartina,
il suo cane t’ha pisciato all’angolo della cucina
e poi all’alba litighi con la tua coinquilina
per le sigarette spente nella sua tazzina,
e per gl’asciugamani sporchi in bagno ramanzina,
e poi queste lenzuola puzzano di vaselina!
Sei venuta per studiare oppure a far la messalina?!»
Giuliano Palma & The Bluebeaters live @ Alpheus
Venerdì scorso – 4 Aprile – sono stato all’Alpheus di Roma per assistere al concerto di Giuliano Palma & The Bluebeaters, band che avevo avuto la fortuna di vedere già un paio di volte. Quello che stanno portando in giro adesso è il tour relativo al loro terzo album da studio, dal titolo “Boogaloo”. La clip che vedete qui sopra è l’esecuzione di “Domani”. Questo brano, originariamente di Gino Paoli, è stato cantato poi dalla band proprio in coppia con l’artista nel primo album, intitolato “The Album”.






