aprile, 2008


25
apr 08

La verità supera sempre la fantasia

Peter Falk clochard

Ditemi voi adesso, guardando questa photogallery e leggendo questa notizia, se non trovate un fondo di realismo in “Un bilocale a Hollywood”. Nonostante – lo ripeto – questa rimanga una raccolta di racconti di fiction. Ossia assolutamente frutto della mia fantasia.


25
apr 08

La parola tutor è sorpassata

BlogLab (logo)

Da mercoledì scorso sono ufficialmente un ‘fellow’ del progetto BlogLab, edizione 2008.


24
apr 08

21

21 (poster)

21

di Robert Luketic (Usa, 2008)
con Jim Sturgess, Kevin Spacey,
Kate Bosworth, Laurence Fishburne,
Aaron Yoo, Jacob Pitts, Liza Lapira,
Josh Gad, Spencer Garrett, Jack McGee

Mi piacciono molto i film dedicati ai giochi di carte. E poi adoro il Black Jack, per cui non potevo perdermi questa pellicola. Diciamo pure che non mi aspettavo granché. Sono entrato in sala abbastanza disilluso. Ero quasi certo di trovarmi di fronte alla cosiddetta ‘americanata’. E diciamo pure che non ci sono andato molto lontano. “21″ è uno di quei film di cui capisci tutto sin dal principio, anche perché 3/4 del film te lo mostano e te lo spiegano sin dal trailer.
Insomma Micky Rosa, un professore di matematica dell’MIT di Boston – ex asso del tavolo da gioco – nei weekend porta i suo studenti migliori a Las Vegas cosicché possano giocare a Black Jack e mettere insieme un bel gruzzolo. Dapprima spiega loro la tecnica del conteggio delle carte, poi gestisce l’organizzazione e la pianificazione di tutta l’operazione e li manda ai tavoli, allo sbaraglio, rimanendo nell’ombra. Tra gli studenti ce n’è uno particolarmente geniale: Ben Campbell, il protagonista. Un ragazzo belloccio di 21 anni – appena compiuti – molto timido ma dalla mente più che brillante. Un vero mago dei numeri che si accompagna spesso con altri due nerd sfigati dall’intelletto molto sviluppato.
La storia è gradevole, non dispiace, solo che da subito capisci che il ragazzino tanto a modo perderà presto la testa sulla strada del gioco d’azzardo. All’offerta del prof. Ben prima vacilla, tentenna. Poi si convince. Sa che l’unico modo per pagarsi gli studi ed entrare nella facoltà di medicina dell’Università di Harvard è seguire la squadra dei geni al tavolo verde. Si pone dunque un limite: raccimolare 300 mila Dollari, l’equivalente della cifra che serve per gli studi, ed uscire dal giro, pulito così come c’è entrato. Ma ovviamente le carte, la facilità con cui riesce a vincere e la montagna di denaro gli faranno perdere la testa. Farà un passo falso, quindi litigherà con il deus-ex machina del gruppo, ossia il prof., e in men che non si dica si ritroverà a rischiare la vita, rimanendo peraltro al verde. Apprezzabile il tentativo dello scenaggiatore di mettere un coda un finale col colpo di scena. Ma mi sembra che l’operazione non riesca al 100%. Cioè il colpo gobbo soprende. Ma neanche tanto. Inoltre, a tutto ciò si aggiunga che il pubblico ha già visto negli ultimi anni ben 3 episodi della serie “Ocean’s”, per cui riprendere quegli stilemi e metterli addosso ad una banda di ragazzini non è che sia questa gran pensata.
Il cast è sufficientemente buono. La recitazione non è fortunatamente uno dei punti deboli della pellicola.
Kevin Spacey, ad esempio, è una garanzia. Anche se, ad essere sinceri, nelle scene in cui recita la parte del cinico bastardo non rende al massimo. Uno come Kaiser Sose lo si riesce a recitare una sola volta nella vita. O mi sbaglio?
Jim Sturgess merita un sei. Una sufficienza piena. La faccia da fessacchiotto che si porta dietro la trovo decisamente adeguata, soprattutto per la prima parte del film.
Kate Bosworth è dolce più che mai nei panni di Jill: una bambolina bellissima di cui innamorarsi. Con la parrucca nera poi diventa esageratamente desiderabile. Da perderci la testa!
Laurence Fishburne fa Cole Williams, il duro per tutto il film. Lo conciano quasi da gangster, nonostante sia un responsabile della sicurezza dei casinò di Las Vegas. Io comunque ho trovato fuori luogo 3 elementi: la sua barba (fin troppo lunga e incolta), il suo peso (decisamente fuori forma) e questa virata buonista verso il finale, in cui vediamo il suo personaggio intento semplicemente a conquistarsi una meritata pensione. Mah!
La colonna sonora è un po’ per ragazzetti: rocchettino senza arte né parte; eccezion fatta per un paio di pezzi belli carichi che fanno da atmosfera portante nelle scene in cui i nostri si preparano all’azione.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


24
apr 08

Da brividi!

… e il premio “Best YouTube Singer” va a… Average Singer!
Lei è Martina Poggi e questa esecuzione di “If Ain’t Got You”, un brano di Alicia Keys tratto dall’album “The Diary of Alicia Keys”, è praticamente da brividi.
Si, lo so: ha anche partecipato alle selezioni del programma tv X Factor e ne è stata esclusa. Ma chi se ne frega! Noi sappiamo che è più che brava. La strada che ha davanti sarà sicuramente lastricata di successi.
Facendole tutti i migliori auguri, vi segnalo i suoi 19 clip su YouTube.


23
apr 08

The Liquid Power – Energy Drink

PowerDrinks orange

Ve l’ho mai raccontanto? Io odio le bevande energetiche. Non vado per il sottile. Le ho assaggiate più e più volte, per cercare di convicermi della loro bontà ma non c’è nulla da fare. Ho bevuto un paio di volte la RedBull, una volta la Burn del gruppo Coca-Cola e nel 1996 – in tempi non sospetti – anche la Purdey’s – a Londra. Che vi devo dire: proprio mi fanno schifo. Inoltre non mi servono. Non sono il tipo che beve caffè o robe simili per tenersi sveglio. Non ne ho bisogno – almeno per il momento.
Insomma, tornando all’iaspetto organolettico, non riesco proprio a capire perché le facciano gassate e tutte con gusti improbabili come succo d’uva o quel qualcosa molto simile al sapore della Big Babol alla fragola. Sarà forse per coprire il gusto della taurina e della caffeina (le sostanze energizzanti)? Mah! Mi sono sempre chiesto, invece, perché non scelgano gusti più tradizionali come gli agrumi o qualche altro frutto come pesca, pera, albicocca, banana, ecc.
Ebbene finalmente ho trovato quel che cercavo. Il suo nome è “The Liquid Power”: trattasi sempre di una bevanda di tipo energy drink al limone. Il gusto è simile a quello di una Lemonsoda un po’ più amarognola. Resta sempre gassata – ahimé – ma almeno non è completamente disgustosa. Credo sia disponibile anche al gusto arancia, cola e quello orrendo, ormai considerato ‘tradizionale’. La produce una società spagnola di Sant Vincenc del Horts, vicino Barcellona, che risponde al nome di Power Drinks – appunto. In Italia la distribuisce in esclusiva la General Drink.
Io ho comprato una lattina da 250 ml. in alla Sma di Piazza Bologna, qui a Roma. Il prezzo non lo ricordo precisamente ma di sicuro non era inferiore ad un Euro.


23
apr 08

Lampadina è bello

Lampadina a bulbo

Su Casa&Design – sezione arredamento e affini della nuvola web che ruota intorno a Repubblica.it – è stato pubblicato un articolo di Francesca Gugliotta in cui Carlo Guglielmi, presidente di Assoluce – Associazione Nazionale delle imprese degli apparecchi di illuminazione, dichiara che la lampadina ad incadescenza è «l’unica in grado di dare una resa di colore ottima in termini estetici e qualitativi». Questo a fronte del fatto che, per legge, in Italia dal 1° Gennaio 2011 saranno vietate in tutto il territorio nazionale l’importazione, la distribuzione e la vendita delle lampadine a incandescenza.
Con molta onestà mi sembra che la suddetta presa di posizione da parte del presidente di una associazione di categoria più che esprimere un atteggiamento e un’ideologia positiva nei confronti del bello e della ‘qualità della vita’, sia invece un arrocamento su posizioni antiche che nasconde un interesse protezionistico di lobby ai soli fini economici del settore.
E poi, comunque, quand’anche fosse una sincera affermazione a favore di una certa estetica, la frase di Gugliemi continua a sembrarmi spaventosamente simile a quelle becere dichiarazioni in cui si sente dire che un aumento della produzione di energia eolica sia auspicabile ma che i pali a triplice elica per la generazione della stessa siano brutti da vedere.


22
apr 08

Smeerch on MySpace

Smeerch MySpace

Alla buon ora anche il sottoscritto ha aperto un account su MySpace. Lo ripeto qui, ancora una volta: io odio MySpace. Lo trovo brutto e scomodo da usare. Per non parlare poi del tempo medio di caricamento dell’interfaccia grafica e delle tracce audio. Eppure ritengo che, tutto sommato, sia un valido strumento per far conoscere in giro le proprie produzioni musicali. Difatti ho appena caricato sul mio profilo due pezzi, due brani mash-up che ho realizzato ormai 8 anni fa: “Body & Soul” con la voce di Billie Holiday e “Before You Can Do It” con la chitarra di George Benson. Li potete ascoltare in streaming facendo un po’ di scroll verso il basso su quella stessa pagina. Sono embeddati in due mini player neri di tipo FMP3. Fatemi sapere che ne pensate.


22
apr 08

YouEarth

YouTube logo Earth Day

Durante l’Earth Day – la Giornata Mondiale della Terra – anche YouTube modifica il suo logo a tema, inizia cioè una policy già da tempo seguita proprio dalla sua società genitrice.


22
apr 08

Without You? No. Ken Lee.

Quando la cultura popolare inizia a ribellarsi c’è solo da aver paura.
La clip che vedete qui sopra è stata estratta da una puntata della versione bulgara di “American Idol”, “X Factor”, o uno qualsiasi di quei programmi lì.


21
apr 08

Generazione X

Generazione X

Generazione X
(Mallrats)

di Kevin Smith (Usa, 1995)
con Jason Lee, Claire Forlani, Michael Rooker,
Shannen Doherty, Ben Affleck, Priscilla Barnes,
Renee Humprey, Jeremy London, Kevin Smith,
Ethan Suplee, Jason Lee, Stan Lee, Jason Mewes

Un’altro film dal regista di “Clerks”, che però non arriva alla forza esilarante e dirompente di “Clerks”. D’altronde ripetersi è quasi sempre impossibile. Credo che negli intenti del regista, Kevin Smith, si sarebbe dovuto trattare di una specie di follow-up. Ma poi il vero “Clerks 2″, come sappiamo, è venuto alla luce solo 11 anni dopo, nel 2006.
Questa commedia, che potrei definire abbastanza scervellata, racconta di due giovani sulla ventina che vengono lasciati dalle rispettive fidanzate e che vanno a trascorrere la loro giornata all’interno di un centro commerciale, da cui appunto iltitolo originale del film: “Mallrats”, ossia letteralmente” Topi da centro commerciale”. Sinceramente, ancora una volta ritengo che il distributore italiano abbia clamorosamente toppato la traduzione del titolo.
Brody e T. S., i due abbandonati, nonostante fingano di non essere ancora innamorati della rispettive ragazze e di non soffrire per amore, fanno di tutto pur di riconquistarle. Ne combineranno di tutti i colori, aiutati anche dalla inseparabile coppia di Jay e Silent Bob (Bob zittino), già vista appunto nel film culto “Clerks”.
Per una volta Shannen Doherty, la Brenda del telefilm”Beverly Hills 90210″, non è la solita antipatica. Ruolo accettabile, il suo.
Ben Affleck, ancora giovanissimo, è più ingessato del solito. Credo che lo abbiano assoldato proprio per questo. Bisogna ammettere che più passa il tempo e più il ragazzo migliora: agli esordi si presentava pessimo.
Da segnalare la presenza dell’anziano Stan Lee, il creatore di tanti arcinoti fumetti Marvel, nel ruolo di se stesso.
“Generazione X”: film acquistato giusto ieri su di una bancarella al modico prezzo di 3 Euro. Mi chiedo se ne sia valsa la pena.
Inutile aggiungere che la locandina originale – un immenso omaggio al mondo dei fumetti – è un milione di volte meglio di quella italiana, la quale, invece, mostra evidentemente come il distributore abbia preferito puntare tutto sulla faccia nota di Shannen Doherty, sbattendola in primo piano.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.