L’armata Brancaleone (poster)

L’armata Brancaleone

di Mario Monicelli (Italia, Francia, Spagna, 1966)
con Vittorio Gassman, Gian Maria Volonté,
Caterine Spaak, Maria Grazia Buccella,
Barbara Steele, Enrico Maria Salerno, Carlo Pisacane,
Folco Lulli, Ugo Fangareggi, Joaquin Diaz, Luis Induni,
Gianluigi Crescenzi, Alfio Caltabiano, Fulvia Franco

Lo so: forse averei dovuto vedere prima questo film e poi il suo seguito. Ma poco cambia. Come si dice in questi casi? Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.
Ebbene per questa pellicola potrei scrivere quello che già scrissi per l’altro, ossia che è una commedia fantastica. Forse a tinte grottesche ma anche (e proprio) per questo meravigliosa. Eccezionale poi la verve gigionesca che pervade tutto il cast. L’esercizio di ricerca linguistica, espresso in un buffissimo latino volgare, è davvero degno di lode.
La storia è quella di un gruppo di lazzaroni che riesce a rubare ad un cavaliere una pergamena su cui c’è scritto che sarà consegnato il feudo di Aurocastro a chiunque si presenti in loco con quel documento in mano. Il manipolo di omuncoli decide quindi di proporre un affare al cavaliere Brancaleone da Norcia: sarà lui, un ex nobile decaduto di dubbia fama – anch’esso spiantato, a guidare questa spedizione alla volta delle Puglie (meglio “Puglia“, se ci si riferisce ai giorni nostri). Durante il viaggio – che non ha proprio una conclusione felicissima – i nostri incontreranno ogni sorta di personaggio bizzarro: un nobile bizantino scansafatiche che cercherà di ottenere un riscatto dalla propria famiglia fingendosi prigioniero, una damigella da consegnare pura e vergine al suo promesso sposo, un gruppetto di fanatici religiosi che si dirige a Gerusalemme per conquistare il Santo Sepolcro, et cetera.
E’ proprio in film come questi che Gassman tirava fuori tutto il suo essere mattatore. Quando recita lui tutti gli altri scompaiono dalla scena. Difatti anche il bravo Volonté resta qui abbondantemente in secondo piano. A parte il fatto poi che, così truccato, io ci ho messo un bel po’ di minuti a riconoscerlo.
Mi si permetta di aggiungere, e ribadire ancora una volta, che Caterine Spaak resta una bella donna anche adesso, alla veneranda età di 63 anni, ma da giovane possedeva una splendore a dir poco soave.
Una delle caratterizzazioni più riuscite è quella di Abacuc, un mercante giudeo molto anziano, simpaticamente interpretato da Carlo Pisacane. Ricordate il vecchietto che ne “I soliti ignoti” fa Capanelle? Beh, lui!
Maria Grazia Buccella, che qui recita l’appestata in cerca di sesso disperato che cerca di sedurre proprio Brancaleone, è semplicemente sexy. Aveva tanta sensualità da poterla vendere.
Un sei di stima invece ad Enrico Maria Salerno, attore che ho sempre trovato divertentissimo tutte le volte che si è cimentato nella commedia. Beh, stavolta forse è un po’ sprecato. Magari per lui ci voleva un ruolo più importante, un personaggio più corposo – diciamo così.
Pellicola comunque da vedere asolutamente. Pietra miliare della commedia all’italiana. Sicuramente uno dei lavori meglio riusciti dell’immensa produzione di quel genio di Mario Monicelli.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.