I perfetti innamorati (poster)

I perfetti innamorati
(America’s Sweethearts)

di Joe Roth (Usa, 2001)
con Catherine Zeta-Jones, John Cusack,
Billy Cristal, Julia Roberts, Hank Azaria,
Stanley Tucci, Christopher Walken, Larry King,
Seth Green, Scott Zeller, Steve Pink, Alan Arkin

Film caruccio. Simpatico. Sarebbe la solita commedia sentimentale, se non fosse per un paio di caratteristiche peculiari: la bonaria presa per i fondelli del ‘sistema Hollywood’ e il cast pieno di pezzi da 100.
I protagonisti sono due attori marito e moglie: rispettivamente Eddie Thomas (John Cusack) e Gwen Harrison (Catherine Zeta-Jones). Sono considerati da tutti i fidanzatini d’America – da cui il titolo originale della pellicola. Una vera e propria coppia, sia sul set che nella vita reale. Il loro ultimo film manda in crisi il loro matrimonio. Lei lascia lui per un babbeo spagnolo super-macho, lui la prende male e dà di matto. I suoi istinti omicidi lo portano a farsi rinchiudere in una specie di centro per la cura di problemi di autostima. Il regista pazzoide che ha girato il film (Chistopher Walken magnificamente calato in una parte naif) si rifiuta di mostrare il film in anteprima al produttore, il quale decide perciò di affidare le sorti della conferenza stampa e della prima proiezione ad un press agent molto in gamba, tale Lee Philips (Billy Cristal). Il compito di Lee sarà quello di distrarre i giornalisti dal film, usando sapientemente tutti i trucchi del mestiere che conosce per dirottare la loro attenzione verso la vita privata dei due protagonisti. Le dimostrazioni d’affetto pubbliche che i due divi si scambiano durante le giornate di promozione nel deserto del Nevada s’intrecceranno con le loro schermaglie private, coinvolgendo persino Kiki, la sorella-assistente-tuttofare di Gwen, che finirà per innamorarsi di suo cognato.
Buona prova di recitazione per tutti gli attori primari.
Catherine Zeta Jones è più bella che mai. Il confronto con Julia Roberts non regge. La Jones vince ovviamente a mani basse. Credo perciò che sia stata operata una giusta scelta di cast nell’affibiare alla Roberts il ruolo della sorella che da grassoccia e bruttina riesce a trasformarsi in un cigno-caruccio.
John Cusack malato mentale, frustrato ed innamorato fa tenerezza. Questi son quegli attori versatili che negli anni ’90 hanno cercato di emergere ma che, ahinoi, Hollywood ormai sta pian piano dimenticando.
Billy Cristal resta un punto di riferimento. Simpatico come pochi. Il soggetto e la sceneggiatura sono suoi (e si sente) e di Peter Tolan. Si è riservato una parte da gran figlio di… Il suo è un personaggio tutto sommato positivo: scaltro come una faina ma in fondo in fondo dal cuore d’oro, capace ancora di distinguere i veri sentimenti dagli affari promozionali dello show-biz.
Stanley Tucci è molto credibile nella parte del presidente-carogna di uno studios cinematografico. Il produttore che di cinema non capisce nulla, cinico e disposto a tutto pur di far soldi, gli riesce molto bene. Deve averne incontrati sicuramente molti nel corso della sua vita professionale.
Hank Azaria è l’attore cialtrone e pieno di sè che seduce la bella Gwen col suo fascino da macho spagnolo. Né carne né pesce. Hanno preso lui ma potevano prendere tranquillamente un altro. La faccia da scemo ce l’ha ma a volte non basta.
Alan Arkin, l’attore che in “Little Miss Sunshine” fa la parte del nonno cocainomane, qui interpreta una specie di santone dai capelli lunghi bianchi che si fa corrompere dal press agent in cambio di una lussuosa macchina decappottabile.
A Seth Green – fortunatamente – hanno lasciato ancora una volta la parte del ragazzotto ingenuo.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.