Carla Bruni Nicholas Sarkozy

[Ecco qui. Un’altro racconto dell’assurdo. Un vero omaggio a Maurizio Milani. Voi leggetelo e cercate di immaginare che sia la sua voce, quella che state ascoltando].

Io li ho conosciuti Sarkozy e Carla Bruni. Sono due brave personcine. No, davvero. Li ho incontrati a Roma. Sarà stato Novembre dell’anno scorso. A via del Corso, a Roma. Sai, loro sono venuti per una borsa. Carla Bruni ha fatto una sfilata per Fendi, una mesata prima. Allora sul cachet ci sono stati problemi. Lei voleva 15 mila Euro. Hanno tirato sul prezzo. Chi da una parte, chi dall’altra. Quelli di Fendi le volevano dare solo 10 mila Euro. Ormai le modelle si fanno pagare in Euro. E’ così. Il dollaro non tira più, l’Euro avanza… cose di finanza che non vi sto a spiegare adesso.
I Fendi le hanno dato 10 mila Euro. Sette fatturati, belli chiari e limpidi e 3 in nero. La Carlà ha storto un po’ il naso, sai, non tanto per il fuori fattura, ma più che altro perché voleva portare a casa qualche soldino in più. Poi alla fine si sono accordati e lei ha preso i diecimila più una borsa della casa, ma da ritirare in sede. A Roma. Le hanno detto che a Roma avevano un paio di borse che erano uscite male dalla fabbrica, non cucite benissimo, e le hanno offerto una di queste, insomma. Il fatto è che c’hanno delle storie, dei casini coi corrieri della Capitale. I pony express di Roma risultano allergici alla pelle di cavallo Fendi – dati ASL alla mano – per cui la borsa la danno ma è da ritirare in sede.
La Bruni ha convinto Sarkozy a venire qui in Italia a Roma… apposta, eh! Hanno preso il jet privato presidenziale e sono scesi a Ciampino. Lui voleva dirottare su Pratica di Mare, l’aeroporto militare, ma più per una questione di forma, di etichetta, però il capitano ha sconsigliato, c’era burrasca, e, bon! Sono scesi a Ciampino. Passando davanti al Duty Free, Nicolas ha detto: “Va là Carlà, prendiamola qui la borsa, c’è lo store Fendi di Ciampino” Insomma lui c’aveva una certa premura. Lei, precisina, gli ha ricordato che la borsa per lei era in centro a Roma, così ha preso un taxi. 55 minuti erano a piazza del Popolo. Li vuoi fare due passi? Un gelatino. Verso le 18 e 30 stavano a via del Corso, incrocio via dei Condotti. Hai presente lo slargo? Ecco. Io ero lì, col mio banchetto davanti all’ingrezzo del negozio. C’avevo le castagne belle calde. Come sempre. Ero in tour. Lo sapevi? Sì, c’ho il banchettino delle castagne. La fornace, quella piccola, portatile. Per arrotondare vendo le caldarroste.
Ero in tour. Siamo in tre: io, il Gianni con lo il cocco fresco e lo zucchero filato e sua cognata Marisa che legge la mano, fa le carte, robe così. Eravamo appena arrivati, giù a Roma. Eravam stati a Bari. Ancora prima ad Ancona e su, Venezia. Poi ci mancavano solo Palermo, Napoli, Firenze, Bologna e Milano. Metti due tre giorni a città. Il 24 Dicembre notte eravamo a Milano. Piazza Duomo.
Comunque, tornando a Nicholas e Carlà: lui mi ha riconociuto, lei no. Lei è andata dritta nel negozio. Ha tirato dritto. Aveva il pallino della borsa. Era venuta lì per questo. Lui no, lui s’è fermato. Abbiam fatto due chiacchiere, un tipo davvero alla mano, sai? Cioè più che lui, l’ho riconosciuto io. Lui mi fa, “Pardon… buon uomò, due marrons per la mia ragassà” Che detto così pare una cosa sconcia, ma insomma voleva un cono di castagne, tutto lì. Niente di compromettente. Ecco. Io l’ho riconosciuto, mi si son bagnati gli occhi per l’emozione, volevo cantare la marsigliese ma il mese prima avevo fatto le tonsille, per cui ho rinunciato. Sai, la salute prima di tutto. Insomma ci siam salutati. Io gli ho detto “Che piascèr, president! Son onoré…” Cose così. Che poi noi abbiam votato anche per lui. Gliel’ho detto, eh! Il marito di mia cugina, la Lucia, sta su in Francia. Cioè giù in Camargue. Alleva cavalli. L’ultima volta che ci siamo sentiti, lui mi ha detto al telefono che ha votato per il presidànt, per Nicholas. Per cui, insomma, per fraternizzare io ci tenevo a dirlo. E l’ho detto. Mi sa che lui non ha capito però sorrideva. Poi ha insistito. C’aveva fretta. Mi ha chiesto ancora le castagne. E io cosa potevo fare? Tre pezzi son 10 Euro. Facciamo 9 perché è lei. La conosco, ci conosciamo ormai… Ecco solo che mi spiaceva, pover’uomo. Non me la sono sentita di mentire anche con lui. Gli ho detto: “Presidente guardi, scelga pure lei, ma prenda queste tre, le ultime della fila a destra. Son le più fresche”. Sai, non è che il commercio delle caldarroste va così bene. Non nuotiamo nell’oro noi caldarrostai. Cioè si vende poco, la castagna costa, robe così. Noi siamo aperti al pubblico da settebre a Luglio. Io personalmente, tipo chiudo solo 3 settimane ad Agosto che vado giù in Puglia al mare: Gallipoli, Ostuni… quei posti lì. 11 mesi le castagne son sempre quelle. Io le giro, le rigiro son quelle! In 11 mesi diventano di marmo, tanto son dure. Tu puoi mettere una “X” con un pennarello rosso su di una castagna, puoi tornare dopo 3 mesi e lei è ancora lì’. La trovi lì che io la giro ancora sul fuoco. Son marroni enormi. Tu mi capirai.

Comunque lui le ha prese, queste tre che avevo indicato. Ha pagato di tasca sua. Cioè davvero. Va in giro con del contante nel portafoglio. Ma sul serio. Che se me lo dicevi non ci credevo. Invece sì. Per cui. Son brave persone. Soprattutto lui, sì. Si è parlato poi di matrimonio di convenienza, di interessi. Ma son cose brutte. Son malelingue. In quei due minuti lì che si è fermato mi ha anche spiegato che l’amore è nato perché lui, Nicholas, ha una certa dimistichezza con gli assegni. Li stacca facilmente. Non è una roba di interesse, no. Fammi spiegare. Lei, la Bruni, paga solo con carta di credito o al massimo con assegni. Al massimo con gli assegni. Non usa contanti. Assolutamente. E’ solo che la banca l’anno scorso ha fatto un po’ di casini con le pratiche. Lei adesso non può più firmare nulla. Niente assegni. Nada. Zero. Per cui cercava l’uomo giusto che potesse firmare, capace di staccare assegni… Ecco che ti arriva Sarko. Bon! Si fidanzano in casa.
Com’è finita? Che lei è uscita di corsa, la Bruni va sempre di corsa, esce dal negozio, la borsa mi sa che non le è piaciuta. Lei cercava il nero, un modello bianco e nero. Le hanno dato una pochette su tonalità ecru. C’è rimasta male. Lui s’è messo ad inseguirla con i marròns in mano…