marzo 15th, 2008


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mar 08

SmeercHouse 15 Marzo 2008

Puntata numero 17 della quinta stagione. Che poi sarebbe anche la 99esima di sempre. Per cui attenzione alla prossima settimana. Sabato prossimo, in occasione della numero 100 cercherò di mettere in piedi qualcosa di particolare.
Grazie, come sempre, a chi si è connesso ed ha ascoltato.
Potete ascoltare il podcast premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra oppure potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 45,1 MB. Durata: 131 minuti circa – Codificato Mono a 48Kbps – 22 kHz)

La tracklist:
1. SmeercHouse (Sigla)
2. J Dilla – Two Can Win
3. Curtis Mayfield – Pusherman
4. Portishead – Glory Box
5. The Beta Band – Squares
6. Michael Jackson & Akon – You Wanna Be Startin Something

7. Missy Elliott – Work It
8. Yael Naim – New Soul
9. Estelle feat. Kanye West – American Boy
10. Musetta – Ophelia’s Song
11. Laurindo Almeida and the Bossa Nova All Stars – Misirlou
12. Latino All Stars feat. G Girls – Sex And The City
13. Soulstance – Lead The Way
14. Tears For Fears – Sowing The Seeds Of Love
15. Fuiya & Miyagi – Collarbone
16. Hot Chip – Ready For The Floor
17. M.I.A. – Paper Planes
18. The Chemical Brothers feat. Fatlip – The Salmon Dance
19. Bonde Do Role – Marina Gasolina (Crookers Crunk Remix)
20. Fred Falke – Love Theme
21. Didier Sinclair – Feel The Wave (Original 2007 Mix)
22. Ike & Tina Turner vs. Gauzz – Raise Your Hand (U Got To) (Club Mix)
23. New Order – Blue Monday (Original 12” Mix)
24. The Ting Tings – Great DJ (Calvin Harris Remix)
25. Jam & Spoon – Right In The Night (Flamenc-O-Matic Fairytale)
26. Romanthony – Bring U Up (Original Mix)


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Tre nuovi spot Freddy

Freddy Spot Olimpiadi Pechino 2008

L’agenzia di publicità United 1861 ha realizzato per la Freddy tre nuovi spot in cui protagonisti sono altrettanti alteti italiani che parteciperanno alle prossime olimpiadi, Pechino 2008.
Li potete vedere qui.
Li trovo molto retorici. Va premesso però che io provo un certo astio personale verso la Freddy, una marca di abbigliamento sportivo – alquanto sfigata – che negli ultimi anni sta cercando di rifarsi il look, accreditandosi peraltro come fornitore della divisa ufficiale del “Corpo di Ballo La Scala di Milano”.
Inoltre, per il modo in cui le vite degli atleti sono raccontate, questi spot mi ricordano tantissimo quelli dell’Adidas della serie “Impossible is Nothing” in cui protagonisti erano sportivi come Leo Messi. Atleti cioè che anche un quel caso erano esseri umani che nonostante le difficoltà che avevano trovato nella vita erano riusciti comunque a diventare dei grandi campioni.
Tanto di cappello comunque alle animazioni che si vedono in questi nuovi spot Freddy. Lo ritengo un notevole passo avanti rispetto ai precedenti (Gravity Set Me Free – 2007 e Human Machine 2006), entrambi orrendi.
E poi basta con i riferimenti al fatto che la Freddy sia una società italiana. Non se ne può più di questo tricolore che appare ovunque!


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La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (poster)

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

di Pupi Avati (Italia, 1974)
con Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio,
Gianni Cavina, Delia Boccardo, Alberto Plebani,
Giulio Pizzirani, Gianfranco Barra, Bob Tonelli,
Lucio Dalla, Giorgio Celli, Pina Borione, Carla Mancini,
Lucienne Camille, Andrea Matteuzzi, Cesare Bastelli

Commedia grottesca e sboccata, apparentemente dissacrante ma che nasconde un significato diametralmente opposto: ossia credete nei miracoli e pentitevi.
Un barone romagnolo, tale Anteo Pellicani (Ugo Tognazzi), eredita da un suo vecchio zio una grande villa. Nel frutteto annesso alla villa si trova un albero di fico fiorone sacro e venerato dalla comunità locale. La leggenda vuole che proprio sotto quell’albero sia nato il figlio di una santa (Santa Gerolama) che fu violentata dai barbari, la quale sacrificò così la purezza del proprio corpo per salvare quella delle donne del suo villaggio.
Da ragazzo Anteo, giovane atleta dalla carriera luminosa, fu costretto da suo zio a salire sull’albero sacro come buono auspicio per la partecipazione alle Olimpiadi. Le cose però non adarono per il verso giusto. Il ramo su cui era salito si spezzò, Anteo cadde dall’albero, si fratturò una gamba e da quel giorno non potè più fare sport. Non solo: l’infortunio gli procurò un accorciamento dell’arto e il soprannome di “Gambina Maledetta”.
Insomma da quel giorno Anteo ce l’ha a morte con quell’albero per tutti sacro e per lui invece maledetto. Anteo odia profondamente tutto ciò che è sacro. La sua missione nella vita è quella di vilipendere tutto ciò che si ammanta di sacralità. Famosi sono i suoi scherzi al Papa in persona.
Nel paese Anteo è visto come l’Anticristo in persona. In quel posto tutti i cittadini, che sono devoti alla santa dell’albero, vogliono il suo male.
Dopo averle provate tutte per abbattere l’albero (seghe elettriche giganti, bombe, ecc.), Anteo ha una visione: la santa gli appare proprio come narra la leggenda. E’ proprio in quel momento che avviene la conversione. Anteo si pente, confessa alla santa i suoi peccati, la sua verginità e il suo odio verso le donne. Completamente affascinato dalla visione, decide quindi di seguire pedissequamente la strada che gli indica la Santa.
Sfortuna vuole che la donna apparsa sull’albero (Delia Boccardo) non sia Santa Gerolama ma una donna in carne ed ossa: una prostituta dai capelli rossi che si trova a passare in quelle campagne con il suo camper. Sobillata dal suo magnaccia (un buffo e maldestro Paolo Villaggio) la prostituta, continuando a fingendosi santa, convicerà Anteo a vendere tutte le sue ricchezze, villa compresa, per finanziare un convento dedicato alle suore del fico. In realtà il convento acquistato finirà per essere una casa d’appuntamenti a Vigevano, all’insaputa del povero Anteo che finisce completamente sul lastrico per seguire i voleri della santa a cui ha dedicato la sua vita.
La fine ha un qualcosa di circolare: la prostituta, pentita del soppruso messo in atto, torna al paese, denuncia suo marito (il pappone) e va a trovare Anteo nel frutteto. E’ incinta. Il freddo rigido causa problemi alla sua gravidanza. Mentre si trova lì dapprima partorisce un bambino con grande difficoltà e quindi muore. Anteo ne rimane fortemente impressionato: credendo che sia un miracolo e che sia stata la santa a dare alla luce quel bambino, decide di prendersene cura come fosse suo figlio.
Nota 1: Gianni Cavina, che ha partecipato alla scrittura della sceneggiatura con i fratelli Avati, nel film interpreta un domestico rozzo e ritardato di nome Petazzoni.
Nota 2: Lucio Dalla appare invece come un contadino che si rifiuta di prestare la propria sega elettrica per segare l’albero sacro.
Nota 3: Ricky Tognazzi ha collaborato al film come aiuto regista.
Nota 4: gli effetti speciali sono stati realizzati da Carlo Rambaldi.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


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mar 08

Frittelle di zucchine

Frittelle sul fuoco

Ricetta per 4 persone

Ingredienti:
- 4 zucchine
- 3 uova
- olio extra vergine d’oliva
- un cucchiaio di farina
- 40 g. di parmigiano grattuggiato
- sale
- pepe

Preparazione:
Sbucciate le zucchine con un pelapatate. Tagliatele in minuscoli pezzi da circa 1 mm di lato. Lo so, è molto difficile, ma provateci. Porta via un po’ di tempo ma io lo trovo divertente. Sconsiglio di usare una grattugia poiché, così facendo si provoca l’uscita di tutta l’acqua delle zucchine, cosa che impedisce all’impasto di essere fluido al punto giusto.
Lasciate per un’oretta circa le zucchine in uno scolapasta, in modo che così possa colare tutta l’acqua persa dalle zucchine.
Mettete in una scodella le zucchine precedentemente tagliate, 3 uova, un cucchiaio di farina, del pepe e i 40 g. di parmigiano. Attenzione: non aggiungere sale, onde evitare l’ulteriore fuoriuscita di acqua dalle zucchine. Mescolate bene il tutto evitando che nell’impasto ci siano zone in cui la farina si presenta ancora sotto lo stato di polvere. (vedi foto 2)

L’impasto delle frittelle

Nel frattempo mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e fatelo riscaldare a fuoco lento. Se volete una frittura più leggera e meno scura, al posto dell’olio extravergine di olive potete mettere un altro tipo di olio commestibile. Fate voi. Da buon pugliese, il mio cuore e il il mio palato mi obbligano ad usare quello d’oliva.
Quando l’olio è caldo (ma non ancora fumante) prendete una cucchiaiata d’impasto e poggiatela nella padella. Allargate leggermente il mucchietto d’impasto e premetelo, se necessario, fino a formare una frittella (vedi foto 1). Ripetete l’azione fino a riempire il fondo della padella. Attenzione a non fare avvicinare troppo tra loro i vari mucchietti d’impasto, onde evitare la loro fusione. Per ottimizzare la cottura delle frittelle, si consiglia di girarle con l’uso di una paletta. Salare solo a cottura ultimata. Piatto da servire tiepido.