Mi fido di te

strong>Mi fido di te

di Massimo Venier (Italia, 2007)
con Ale & Franz (Alessandro Basentini – Francesco Villa),
Maddalenna Maggi, Lucia Ocone, Ernesto Mahieux, Nicola Savino,
Roberto Citran, Paolo Pierobon, Marco Mazzocca, Evelina Lissoni,
Davide Paniate, Nicoletta Ramorino, Nicola Specchio, Augusto Zucchi

Con tutto il rispetto per Ale e Franz – che pure sono due comici simpaticissimi che stimo tanto – credo che questa commedia sia un po’ deboluccia. Alla regia c’è Massimo Venier, sodale del gruppo dei Gialappa’s – già dietro la camera da presa per “Tutti gli uomini del deficiente” e per tutti i film con Aldo Giovanni e Giacomo – così come alla sceneggiatura c’è quel geniaccio di Walter Fontana, i cui libri ormai da mesi vado regalando a tutti.
Nonostante tutto cio, “Mi fido di te” mi ha divertito poco. Davvero. Ma non credo sia colpa dei due attori protagonisti; loro recitano molto bene e ci sono un paio di scene davvero esilaranti. Forse il problema è che sono attori da cabaret, da palcoscenico, da “un pezzo e via”. Forse non li reggi per un’ora e mezza, forse i testi non sono stati scritti per loro, forse non si tratta di un tipo di comicità che è nelle loro corde, forse la sceneggiatura e la storia non reggevano completamente.
Interessante la scelta del tema: la difficoltà dei giovani nel cercare lavoro e nello sbarcare il lunario. Però è una questione ormai di cui si discute troppo e spesso a sproposito. Adesso in molti si “buttano sul sociale” – come si suol dire. E poi Ale & Franz proprio giovani giovani non lo sono: 40 anni sulle spalle ce li hanno eccome.

La storia è quella di due uomini le cui vite scorrono parallele, sinché non si incontrano per caso. L’uno (Francesco) è un manager di successo da poco licenziato, che finge di essere ancora impiegato nell’azienda dove ha fatto carriera per non dare pensieri a sua moglie e per non affliggere la propria famiglia. Tutto il tempo che passa fuori di casa lo dedica a cercare un nuovo impiego e a fare due lavoretti, a suo dire molto degradanti: il benzinaio e l’omino dell’acqua. L’altro (Alessandro) è un disadattato o poco ci manca. Vive con pochissimi soldi in tasca. Anzi di soldi non ne ha. Fa piccole truffe per campare e per ripagare i debiti contratti con uno strozzino zoppo (Ernesto Mahieux) che di mestiere fa il proprietario di una giostra. È alla perenne ricerca di lavoro in un call center, ma non riesce a farsi assumere nemmeno lì.
Un giorno s’incontrano per caso in un bar. Francesco – da sempre onestissimo – fa una piccola truffa, preso com’è dalla stringente necessità di denaro. Alessandro lo nota e gli propone di spartirsi il bottino, ma Francesco riesce a truffare anche lui, portandogli via persino quel poco di denaro che ha in tasca. Il giorno dopo però Alessandro lo incontra ancora, lo acciuffa e lo costringe a dargli una mano con le sue truffe a titolo di rimborso per il danno subito. La cosa funziona. Francesco ci prende gusto e da qui parte una fruttuosa società. Ale ci mette la sua esperienza di piccolo truffatore di strada, Franz l’organizzazione, la logistica, i metodi per reperire denaro e i contatti con i cosiddetti ‘pesci grossi’. Per far funzionare le cose i due si pongono un’unica regola: tenere le vite private separate, ossia fare come se non si fossero mai conosciuti. Almeno finché le loro mogli non s’incontrano per caso. Pare che si conoscano dai tempi del liceo. Quando le vite delle due famiglie inizieranno ad intrecciarsi sarà per loro il principio della fine.

Da quando Mahieux ha fatto il film “L’imbalsamatore” gli propongono sempre ruoli abbastanza ‘borderline’. Ne sarà contento? Di certo lavora. Fa l’attore e ci campa. Contento lui contenti tutti.
Maddalenna Maggi è stupenda. L’ho vista in due pellicole appena nel giro di 10 anni circa e me ne sono già innammorato. Da tenere d’occhio. Tanto brava quanto affascinante. Un giorno di questi avrà la notorietà che si merita.
Lucia Ocone è sprecata. Peccato. Il suo ruolo lo poteva fare qualsiasi attricetta. Lei sa fare molto di più. Merita di essere impiegata in film che le diano maggiore spazio e possibilità di esprimersi.
Piccola apparizione anche per Nicola Savino – che interpreta un cortese ma impacciato cameriere, vittima di una piccola truffa al ristorante –  e per Marco Mazzocca – lo si vede un paio di volte vestire i panni di un premuroso portiere.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.