Shine a Light (Poster ITA) Shine a Light (Poster USA)

Shine a Light

di Martin Scorsese (USA, 2007)

Consiglio superfluo: se siete fan dei Rolling Stones dovete vedere questo film.
“Shine a Light”, comunque, non è un film e nemmeno un documentario – nonostante lo vogliano far passare per tale. E’ semplicemente un concerto dei Rolling Stones. Se non potete permettervi di vedere un concerto dal vivo della storica band inglese, allora andate al cinema. Pagherete solo 7 euro (ruberia più ruberia meno). Ma, diciamoci la verità: un’esibizione concerto così va vista ‘di presenza’. Si canta, si urla e si balla sotto il palco, sudati, tra la folla, non seduti su delle comodissime poltroncine di pelle. Così comode che io ci ho anche dormito per almeno un buon quarto d’ora. Eh, si: mi sono perso l’esecuzione dei primi due o tre brani, ma che ci volete fare? Erano solo le 18:20 ma la stanchezza è arrivata inesorabile.
Premessa sincera: io non conosco la musica dei Rolling Stones. Candidamente ammetto che sono la storia della musica rock. Il problema è che io non sono rockettaro. Il problema è mio. Bene. Detto questo, mi chiedo: ma da quando in qua un bassista nero, tra coristi e una sezione di fiati da 4 elementi fanno parte degli Stones? Mah! Chiamateli pure turnisti, musicisti d’accompagnamento, elementi arricchenti. Però la formazione che ho visto io era una di quelle molto rimaneggiate, così rimaneggiate che ti possono anche spingere ad affermare frasi del tipo: “eh si, beh con dei musicisti tanto bravi al seguito, anche un concerto di Dormisonno Tricarico diventa un indiavoltato sabba in onore di Satana”.
Piccola vergogna per Martin Scorsese: l’uomo che io reputo uno dei registi più bravi di sempre pecca di protagonismo e si mette davanti alla cinepresa. Dietro devi stare, Martin, dietro! Lo vediamo sia in testa alla pellicola che in coda. E’ stato più forte di lui: ci teneva tanto ad esserci che in tutta la parte ‘backstage’ pare essere il vero protagonista del lungometraggio. Lunghissimo metraggio: 122 minuti. Ammetto che alla fine stavo quasi per annoiarmi. No, un po’ mi sono annoiato davvero. Non vedevo l’ora che finisse.
Il concerto ripreso si è tenuto nell’Ottobre del 2006 al Beacon Theater di New York. Nel pressbook dicono che Scorsese, per ‘catturare l’energia di una band leggendaria’

abbia riunito una troupe di cineasti leggendaria. Sarà. Giuro che io non me ne sarei accorto. Avrebbe potuto tranquillamente ingaggiare quattro cineoperatori scalzacani: per me sarebbe stato lo stesso.
Mick Jagger balla come sempre, come allora, come fosse una fighetta. A tratti insopportabile.
Keith Richards porta i capelli come se avesse 22 anni, nonostante abbia passato la sessantina da un bel po’. Ha la criniera grigia di un anziano leone piena di chincaglieria sporca e disgustosa. La fascia in testa proprio non si può vedere. La sensazione di un mito che, invecchiando, sorpassa se stesso è indescrivibile. Fa un po’ pena ma allo stesso tempo suscita nello spettatore tanta simpatia. Era, è e rimane un personaggio. Geniale. Durante le interviste che inframezzano l’esecuzione dei brani lo si vede rispondere a tono ad un giornalista cretino.
– Qual è la domanda che vi pongono più spesso?
– Quella che mi hai appena posto.

Ron Wood è uno che è invecchiato (malissimo) all’ombra di Richards. Provate ad immaginarvi come ci si deve sentire.
Charlie Watts, il batterista, sembra uno che fa tutt’altro mestiere: tipo un bidello. Dimostra spesso stanchezza. Parla poco e male. Non si capisce cosa dica. Anche lo stesso Jagger lo prende in giro sul palco. Ha le idee confuse. Ma credo le avesse anche a 20 anni.
Vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse poi cosa c’entrava la presentazione di Bill Clinton. Il concerto è stato girato nel 2006 ma arriva in sala adesso. Proprio quando ci sono le primarie dei candidati alla Casa Bianca. E chi ti appare sullo schermo? Hilary Rodham Clinton. Ops. Va là! Davvero? Da non crederci.
Ospiti del concerto: Jack White e chitarra, Chiristina Aguilera più voce spaventosamente potente e look supersexy, Buddy Guy – una delle leggende del blues.
“Shine a Light” arriverà nelle sale italiane l’11 Aprile, distribuito da Bim Distibuzione.
Nota 1: Avrei voluto schiaffeggiare sonoramente la sciampista seduta accanto a me che rideva ogni tre secondi – anche quando sullo schermo non c’era alcunché di diveretente – solo per mostrare agli altri spettatori in sala che lei conosceva l’inglese e capiva l’ironia dei musicisti.
Nota 2: Quando la smetteranno di applaudire nelle sale cinematografiche alla fine del film sarà sempre troppo tardi. Questa volta quei tardoni dei giornalisti invitati si sono anche esaltati come un bambino che riceve la sua prima bicicletta.
Nota 3: un ringraziamento particolare ad Angelo di WayToBlue che ha invitato il sottoscritto – più compare al seguito – all’anteprima di questo film, nonostante da qualche mese qui non se ne abbia più diritto.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.