Persepolis (poster)

Persepolis

di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud (Francia, USA 2007)

Questo film d’azimazione è tratto dalla omonima graphic novel della stessa regista, Marjane Satrapi. Il primo fumetto iraniano a essere mai stato pubblicato. Cosa non da poco.
Un cartone dalla grafica semplice semplice – realizzato solo ed esclusivamente con disegni a mano – ma affascinante che racconta la storia di una ragazza come tante che ha però la sfortuna di nascere in Iran, un paese martoriato da dittature, guerre, rivoluzioni, persecuzioni e repressioni varie. Nei 95 minuti della pellicola si dipanano 15 anni della vita di Marjane, all’incirca dai 10 ai 25 anni. Sullo sfondo la vita politico-culturare del suo paese, raccontata con gli occhi di una bambina prima e di una giovane rivoluzionaria dalla mente brillante dopo. In primo piano l’emancipazione personale della protagonista, vissuta come una serie di battaglie contro le limitazioni alla libertà personale imposte dal suo paese.
Nel film di tanto in tanto, quasi come filo conduttore, emerge un certo femminismo partigiano, una specie di sentimento di resistenza a tutti gli ostacoli che la vita pone di fronte alla crescita sociale di una donna. Non si fa però fatica a sopportarlo in quanto questa sfumatura viene mescolata a dovere con gli altri elementi del racconto e soprattutto non viene mostrato in maniera antipatica, com’è invece solito fare il tipico femminismo storico. Inoltre la freschezza dello stile narrativo, tanto semplice, genuino e sbarazzino, più un pizzico d’ironia, permettono alla pellicola di essere fruita con leggerezza, senza che ci si possa mai annoiare.
Consigliato a tutte le donne dagli 8 ai 150 anni. Seppure questo sia un film in cui la protagonista ha meno di 30 anni, io lo farei vedere anche a molte signore più grandi d’età e/o anziane, così che possano rendersi conto di quanto sia fondamentale nella vita di una donna giovane avere dei modelli di riferimento nell’universo femminile adulto. Una delle cose migliori di Persepolis infatti – oltre la tecnica grafica e il raccontare con semplicità – è la figura della nonna: una signora anziana di fisico ma giovane, saggia e libertaria nello spirito. Un modello di riferimento per ogni spettatore, sia esso uomo o donna.
Gli unici due piccoli appunti che si possono fare a Persepolis sono la menata sulla coerenza messa in bocca al personaggio della nonna e una scena in cui i personaggi si mettono a cantare, tendendo funestamente verso il genere musical.
Riguardo alla coerenza mi li lasci far notare quanto quest’atteggiamento sia un tantino sopravvalutato nel film. Ci avete mai pensato? Anche Hitler è stato coerente per tutto il tempo in cui ha governato la Germania.
Nota 1: nella versione originale la voce di Marjane è quella di Chiara Mastroianni, mentre quella di sua madre è di Catherine DeNeuve.
Nota 2: nella versione italiana Marjane è stata invece doppiata da Paola Cortellesi. Nel cast voci anche Sergio Castellitto e Licia Maglietta.
La colonna sonora di Persepolis è curata da Olivier Bernet. Uno dei brani principali che fanno da commento sonoro ricorda moltissimo “No Suprises” dei Radiohead.
Persepolis ha vinto il premio della critica al 60^ Festival di Cannes ed è stato candidato agli Oscar 2008 come miglior film d’animazione.

Il blog ufficiale italiano del film. Un’intervista alle regista.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.