La guerra di Charlie Wilson

La guerra di Charlie Wilson
(Charlie Wilson’s War)
di Mike Nichols (Usa, 2007)
con Tom Hanks, Julia Roberts, Philip Seymour Hoffman,
Amy Adams, Ned Beatty, Om Puri, Emily Blunt,
Shiri Appleby, Rachel Nichols, Mayte Garcia, Erick Avari,
Maulick Pancholy, Shaun Toub, Mary Page Keller,
Jackie Swanson, Spencer Garrett, David Newham, Adam Meir,
P. J. Byrne, Cyia Batten, Ron Fassler, Hilary Salvatore,
Mallory Jameson, Russell Edge, Christopher Denham, Faran Tahir
Questa è una storia vera. La storia di come il deputato americano Charlie Wilson sia riuscito negli anni ‘80 a finanziare in gran segreto le operazioni militari in Afghanistan che hanno portato alla respinta dell’attacco russo ai danni del paese asiatico. Un grande lavorìo di lobby e di contatti tra servizi segreti, produttori di armi, ambasciate, ecc. Una bella storia, che oserei definire intrigante ed affascinante, soprattutto se si pensa – appunto – che è accaduta sul serio e si è realizzata nel più assoluto silenzio (o quasi), mentre il mondo era distratto da altro.
Le caratteristiche che fanno di questo film un bel film sono soprattutto i dialoghi e i tre attori principali (quelli rappresentati nella locandina).
Memorabile – da vedere e rivedere 1000 volte – la scena dell’incontro tra il dep. Wilson e l’agente Gust Avrakotos. Una grande gag, supportata sia dalle frasi ad effetto che partivano come fendenti che dall’invidiabile bravura nello scandire i tempi da parte dei due attori coinvolti.
Tom Hanks è ormai boldo abbastanza per interpretare un onorevole del congresso USA. A ben guardare ha più o meno l’età giusta per questo ruolo. La parte comunque sarebbe stata sua in ogni caso, dal momento che Hanks è anche uno dei produttori del film.
Philip Seymour Hoffman non è una conferma è qualcosa di più. E’ un icona vivente. Fa cento ruoli e gli riescono uno meglio dell’altro: l’infermiere badante in “Magnolia”, il travestito in “Flawless”, il maggiordomo impertinente in “Il grande Lebowski”, lo scrittore frustrato in “The Savages”, ecc. Davvero sono tanti, troppi da riportare tutti. Ma l’avete visto con quei grossi baffi biondi? Ha un’aspetto talmente goffo che non ha nemmeno bisogno di aprir bocca. Gli getti un’occhiata e già ti risulta simpatico. Uno dei migliori attori viventi. Tra l’altro per questa interpretazione è candidato a prendere un Accademy Award nel 2008 in qualità di Migliore attore non protagonista.
La signora Roberts è stata lontano dal grande schermo per diversi anni, impegnata a prendersi cura della famiglia. Adesso torna e lo fa alla grandissima, con un ruolo davvero degno di nota. La vediamo nei panni di una ricca signora texana, una quarantenne platinatissima che seduce qualunque uomo entri nella sua orbita di riferimento. Sarà lei a finanziare e a trovare i giusti accordi internazionali per iniziare seriamente le operazioni nella regione asiatica.
Molto simpatico anche Christopher Denham nel ruolo del cervellone, un giovanissimo agente della cia, ex miliare, e super esperto di scacchi e di armi.
Buona scelta del cast per Denis O’Hare, qui nel ruolo dell’amministratore vigliacco.
Citazione di merito anche per Om Puri nei panni del presidente dell’Afghanistan, tale Zia, e per Faran Tahir, couli che interpreta l’incazzoso generale Rashid.
Tutto un discorso a parte va fatto per quelle che nell’edizione originale del film vengono chiamate “Charlie’s Angels”. Wynn Everett, Mary Bonner Baker, Rachel Nichols e Shiri Appleby sono 4 ragazze molto giovani, dolci e carine. Seppur qualcuno potrebbe vedere un tocco di maschilismo in tutto ciò, io credo che le tipine si siano divertite ad interpretare il ruolo delle ragazze che vengono scelte perché belle ma che sono anche in gamba e dimostrano di sapersela cavare nelle situazioni di crisi. Nel novero dei bei visini del film metteteci anche Jud Tylor – nei panni della ragazza da copertina, che in testa al film vediamo nella piscina con Charlie Wilson – e Emily Blunt, qui impegnata nel ruolo dell’efficente segretaria personale dell’onorevole protagonista.
Film consigliato. Per una volta la CIA, i servizi segreti, gli onorevoli, le commissioni parlamentari, la politica e l’amministrazione americana tutta, non vengono dipinti come il bene assoluto, impegnato nella guerra contro il male (in quel caso il Comunismo della Russia anni 80). Il protagonista è un uomo che abusa un bel po’ del suo potere, che fa una vita molto dissoluta e che si circonda di belle donne, alcool e cocaina, prima di trovare la buona missione della sua vita. La co-protagonista è una mangia uomini, una ricca ipocrita che sfrutta l’ideologia religiosa a suo vantaggio. Inoltre, a fine film gli USA risultano vincitori. Aiutano gli afgani a respingere i russi e riescono nella loro impresa. Tuttavia non c’è molto da rallegrarsi. Si consegnano medaglie in pubblico ma in privato, nelle sedi che contano, l’atteggiamento non è esattamente identico. Fa piacere vedere, insomma, che siamo ben lontani da quel tipo di pellicola strategico-militar-patriottica che da queste parti non è mai vista di buon occhio.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.











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