L'ultimo re di Scozia

L’ultimo re di Scozia

L’ultimo re di Scozia

di Kevin MacDonald (Gran Bretagna, 2006)
con Forest Whitaker, James McAvoy,
Kerry Washington, Gillian Anderson,
Simon McBurney, Abby Mukiibi, David Oyelowo,
Adam Kotz, David Ashton, Barbara Rafferty

Questo si può definire un bel film? Sì, beh, di certo non è brutto. Diciamo pure che è confezionato bene, nonostante non stupisca più di tanto. Lo guardi da appena 10 minuti e già capisci che il bel giovinotto si pentirà presto di essersi preso un’infatuazione per il leader africano.
Quella raccontata è una storia vera, tratta dal romanzo omonimo di Giles Foden.

Nicholas Garrigan, un giovane scozzeze appena laureato in medicina, decide di andare in Uganda a prestare servizio volontario come medico. Arrivato in loco si stabilirà presso un presidio medico dove incontrerà una donna che lo affascinerà subito. Ben presto però avrà un incontro fortuito con il leader del paese, un generare che ha da poco preso il comando con un colpo di stato. Il giovane ne rimarrà affascinato. Sedotto dalle lusinghe del Presidente, accetterà di fargli da medico personale e finirà per diventare intimo amico nonché consigliere dello stesso leader. Il problema sarà che questo tipo di rapporto privilegiato non sarà tutto rose e fiori. Nicholas imparerà a sue spese che per governare bisogna sporcarsi le mani. In questo caso anche di sangue.
Ad essere sincero, mi stupisce un po’ che Forest Whitaker abbia preso un premio Oscar – come miglior attore protagonista – per questa interpretazione. Intendiamoci: io lo stimo, è davvero un bravo attore, ma ho trovato i suoi gesti un po’ troppo da americano – per non dire da Yankee – per essere quelli di un africano che ha combattuto a fianco degli scozzesi.
James McAvoy è un po’ il Muccino (Silvio) della Scozia. Gli somiglia davvero tanto, soprattutto con questo taglio di capelli. Non so se è un disonore per l’uno o per l’altro. Non è un istrione ma recita benino. I premi, difatti, non li ha presi lui ma l’attore comprimario. Si potrebbe dire che ha la faccia giusta per il ruolo assegnatoli; impersona bene il tipico giovane che in testa non ha nulla. Qui il suo personaggio è un dottorino, un laureato in medicina, e allo stesso tempo uno di quei giovani che pensa che il mondo sia fatto solo di sorrisi, di quelli che basta l’impegno ed il buon cuore per cambiare il mondo. In altre parole è un allocco imberbe, un libero sognatore – peraltro inesperto – la cui leggerezza nel prendere decisoni porterà guai ad un bel po’ di gente. Dunque si merita – a mio avviso – la punzione che gli infliggono.
Gillian Anderson appare per una quindicina di minuti appena. Ha il ruolo della moglie del dottore a capo del presidio medico, una donna pragmatica che vede con scetticismo l’entusiasmo intorno al nuovo capo di stato dell’Uganda. A stento la si riconosce. Sarà davvero quella frigida rossiccia che investigava al fianco di Fox Mulder nella serie “X-Files”? Da non crederci. Con 20 chili in meno pare essere ancor più giovane di quando giovane lo era sul serio. A momenti sembra quasi affascinante. Fate attenzione. Siete stati avvertiti.
Puntate gli occhi su Kerry Washington. E’ o non è sexy? Mi stupisce il fatto che non sia stata ancora classificata dal grande pubblico come ‘super gnocca esotica’. Come ha fatto a non diventare mira del desiderio di migliaia di uomini appasionati di cinema? Perché non ha ancora raggiunto il rango di una Rosario Dawson o di una Eva Mendes, di Salma Hayek o di Penelope Cruz? (Io ci aggiungerei anche Aisha Tyler – se permettete) Bisognava davvero aspettare questa pellicola per accorgersene? Qui interpreta la dolce e sensuale moglie del Presidente. Una delle tante, a dire il vero. Forse la più giovane.
Buona la scelta del casting di affidare a Simon McBurney il ruolo dell’inglese infido. La spia che cresce come una serpe in seno è un ruolo che gli si addice molto. Sguardo bieco e capello rado arruffato aiutano molto.
La colonna sonora contiene due o tre pezzi afro-funk molto potenti. Ti viene quasi di alzarti e metterti a ballare. Resistere è difficile.
Pellicola non per tutti. Attenzione alle scene cruenti e/o a quelle ad alta dose di tensione.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Qui trovate alcune versioni alternative della locandina.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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