Swept Away

Travolti dal destino
(Swept Away)

di Guy Ritchie (Gran Bretagna, 2002)
con Madonna, Adriano Giannini,
Jeanne Tripplehorn, Bruce Greenwood,
Michael Beattie, Elizabeth Banks, Lorenzo Ciompi,
Ricardo Perna, Andrea Ragatzu, David Thornton,
Beatrice Luzzi, George Yasoumi,
Yorgo Voyagis, Francis Pardeilhan,
Rosa Pianeta, Patrizio Rispo, Shavawn Marie Gordon

Diciamolo subito: questo è un remake inglese del noto film di Lina Wertmuller “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto“.
C’è da non crederci ma bisogna ammettere che Ritchie in diversi momenti riesce ad essere molto fedele al film a cui si ispira. Eppure il piccolo capolavoro della Wertmuller è tutta un’altra cosa. Quella fu una commedia, questa non si sa cosa sia. Potrei elencarvi decine di scelte registiche e di sceneggiatura che non stanno in piedi. Ve ne segnalo solo un paio: come fa il pescatore/marinaio di umili origini a farsi capire dalla ricca signora americana? Lui non parla in inglese ma siciliano. Sembra perciò poco verosimile che una snob americana, com’è la protagonista, possa abbassarsi a comprendere un dialetto del Sud Italia. Inoltre da dove viene tutto l’astio che Pippo prova nei confronti della altezzosa ospite della barca? Ad inizio film i due si sono appena conosciuti e già non si possono sopportare. Perché? Tutto il processo di costruzione dell’antagonismo tra i due viene quasi dato per scontato. Poi il film ci mette un bel po’ per decollare, il primo tempo è alquanto prolisso, le schermaglie tra i due si ripetono continuamente, ma l’odio delle prime battute appare ingiustificato. Si tenga anche conto che alcuni discorsi riguardanti la lotta di classe, messi in bocca a Miss Ciccone sembrano un po’ fuoriluogo.
Non mi è chiaro il periodo in cui è stato ambientato il film. Avrei detto gli anni ’80 ma poi all’improvviso, quando i due protagonisti naufragano e sono in balia del mare aperto, sentiamo dire alla signora Amber Leighton qualcosa del tipo “perché non ha portato con sè il telefonino?”. Ma come: il telefonino negli anni ’80? Improbabile. Che sia stato ambientato allora nei primi anni del 2000? Mah!
Fuori luogo anche un paio di inserti in cui vediamo Madonna cantare e ballare. Tra l’altro nella prima di queste due scenette, un sogno di Pippo, la si vede cantare e ballare un mambo ma da quando in qua la musica latino-americana è stata nelle corde della ‘signora tutta fitness e cabala’?
Adriano Giannini è un discreto attore ma ahimé spiace il fatto che cerchi in tutti i modi – soprattutto con quel dialetto siciliano forzato – di imitare il personaggio che 30 anni prima fu di suo padre. Non c’è nulla da fare. Giannini senior è inimitabile, nemmeno dal suo stesso figlio, che tanto gli somiglia. Il nuovo signor Carunchio sembra una macchietta del vecchio.
Il paragone tra Mariangela Melato e Madonna non è nemmeno proponibile. La prima è un’attrice, la seconda no. Inoltre quest’ultima appare come nient’altro che un fascio di nervi e muscoli tesi sotto uno strato di pelle il cui colore è assimilabile a quello degli Oro Saiwa. La Melato non è mai stata una bomba sexy del cinema italiano ma è fuori discussione che in quel film sia riuscita a tirar fuori un’invidiabile dose di fascino. Cosa che, invece, manca del tutto al personaggio portato sul grande schermo da Madonna. Hai voglia a tingersi i capelli di biondo platino e a fare decine di ore al giorno di palestra. Louise Veronica Ciccone era e tale rimarrà per sempre.
Zero approfondimento delle personalità degli altri attori. Appaiono poco e, per quel poco che appaiono, non dicono alcunché di funzionale alla storia. Sono quasi inutili. Una come Jeanne Tripplehorn, ad esempio, potevano anche risparmiarsela. Il budget del film forse sarebbe stato un tantino meno oneroso.
Colonna sonora non pervenuta. Unici brani degno di nota: quello di apertura, “Lovely Head” di Goldfrapp, e il mambo succitato, che andrebbe ascoltato ad occhi chiusi e comunque appare fuori contesto.
Nota: nel 2003 questo film ha vinto ben 5 Razzie Awards, i premi per i peggiori film dell’anno.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.