Il boss e la matricola (poster)

Il boss e la matricola
(The Freshman)

di Andrew Bergman (Usa, 1990)
con Matthew Broderick, Marlon Brando,
Bruno Kirby, Penelope Ann Miller, Leonardo Cimino,
Arthur Fleeber, Vera Lockwood, Tax Konig, Paul Benedict,
J. H. Millington, Jon Polito, Frank Whaley, Kenneth Welsh,
Maximilian Schell, Pamela Payton-Wright, Bert Parks

Questa per me non è stata una prima visione. No, decisamente. “Il boss e la matricola” è un film che avrò visto già 3 o 4 volte eppure ogni volta riesco a divertirmi, ad apprezzarlo – dal primo all’ultimo fotogramma. È una commedia senza pretese, di quelle semplici, qualcosa che non rimarrà negli annali del cinema internazionale ma che comunque funziona. Funziona soprattutto per la simpatia che traspare (ancora oggi) dalla faccia pulita del bravissimo Matthew Broderick. Un ventottennne (all’epoca) che è stato in grado di mettere in scena una credibile intrepretazione del giovincello ingenuo che dalla provincia si sposta a New York per frequentare l’università.
La storia racconta di come questo giovane sempliciotto, appena arrivato nella Grande Mela, si trova, suo malgrado, invischiato in una faccenda poco pulita, ossia il traffico internazionale di animali in via d’estinzione finalizzata alla produzione di cene a base di cibo esotico. Una cosa incredibilmente geniale ed originale. I complimenti vanno ovviamente a chi ha scritto il soggetto, che poi sarebbe anche lo sceneggiatore, nonché regista del film.
Fa piacere anche vedere che Marlon Brando si prende in giro, interpretando il ruolo di un anziano gangster di origine italiana, conciato in modo che assomigliasse spaventosamente a Don Vito Corleone, il personaggio che aveva già impersonato ne “Il padrino”; una citazione questa gustosissima.
Bizzarra la parte affidata a Penelope Ann-Miller. Chi se la ricorda come la ballerina che fa perdere la testa ad Al Pacino in “Carlito’s Way” si troverà un po’ spiazzato nel vederla qui interpretare la giovane figlia del boss che seduce il protagonista, mettendolo ulteriormente nei casini.
Va citato anche il ruolo di spalla affidato a Frank Whaley, un attore mai entrato nell’Olimpo di Hollywood che però mi piace ricordare per l’interpretazione dell’impiegato di supermarket che s’innamora pazzamente della sexy Jennifer Connely in “Tutto può accadere (Career Opportunities)”. Qui fa il pavido compagno di stanza del protagonista.
Buffissimi anche Jon Polito con i suoi bizzarri baffetti, la panza e la pelata lucida che gli conferiscono un’aria da laido imbranato, Paul Benedict nei panni del professore di cinema cagasotto e leccaculo che ha sempre la testa rivolta ai suoi film preferiti e Maximilian Schell che fa il cuoco pazzoide dal forte accento tedesco.
Pellicola per tutta la famiglia. Da vedere assolutamente, soprattuto se si ha tra i 12 e i 99 anni.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.