Pastina by Auro

Un tempo al mio paese si era soliti chiedere a qualcuno che si dimostrava deboluccio “Ma hai per caso mangiato la pastina?”. Questo accadeva quando io ero ragazzino ma credo che in giro la frase si senti ancora in bocca a qualche giovincello.
Siamo di fronte ad un tipico caso di ribaltamento causa-effetto.
Il fatto è che quando eravamo a letto malatucci le nostre mamme, preoccupate, si prendevano cura di noi, consigliandoci (obligandoci) di mangiare una bella pastina – magari in brodo. Ingurgitavamo dunque qualcosa di leggero – come la pastina – onde evitare acidità di stomaco o un generico affaticamento dell’intero apparato digerente. Era cioè un modo di intervenire sul malato, di andare a curare (seppure in maniera del tutto empirica e tradizionale) un problema di salute. Chissà perché poi le cose si sono ribaltate, per cui se ti vedevano debole, facevano due più due, ti etichettavano come malato e ti chiedevano se per caso non avessi mangiato la pastina. Insomma è esattamente il contrario: come se mangiare pasta di piccolo formato rendesse deboli e malatucci.
Brano consigliato, da ascoltare durante la lettura di questo post: “Listen passenger” di Turi.
Photo by Auro