Lascia perdere, Johnny!

Lascia perdere, Johnny!

di Fabrizio Bentivoglio (Italia, 2007)
con Antimo Merolillo, Ernesto Mahieux,
Fabrizio Bentivoglio, Lina Sastri, Toni Servillo,

Roberto De Francesco, Luigi Montini, Flavio Bonacci,
Valeria Golino, Ugo Fangareggi, Daria D’Antonio, Peppe Servillo

Sarò breve. Il regista c’è la storia manca. Fabrizio Bentivoglio è una garanzia davanti alla macchina da presa. Ma anche dietro. Voglio dire che il film, dal punto di vista registico è girato molto bene. Soprattutto le scene in esterna. Quello che manca è una storia solida, interessante ed avvincente. Ad esempio il codino in cui vediamo il protagonista nella sua triste trasferta lombarda si poteva tranquillamente evitare. Risulta sinceramente superfluo.
Siamo a Caserta. Metà degli anni ’70. La storia è quella di Faustino Ciaramella – poi rinominato Johnny – un giovane innamorato del rock che desidera fare il chitarrista. Dapprima segue in giro per i paesini della Campania un orchestrina sgangherata, capitanata da un maestro d’orchestra sui generis. In seguito si affida nelle mani di un impresario che gli promette sia un contratto (utile soprattuto ad evitare di prestare servizio militare di leva) che la possibilità di suonare nell’orchestra di Riverberi, un grande maestro del Nord di fama nazionale, arrivato in città per una serie di concerti nel Casertano. Tra la premessa e la conclusione accadono diverse (dis)avventure che non sto a raccontarvi. Di fatto però il film sembra sempre che stia lì lì per partire, invece non parte mai. Non si entra mai nel vivo del racconto e quando invece credi che si sia chiuso, quando attendi il cartello “Fine”, ecco che si trascina per altri 15 minuti, con la speranza di una chiusa nostalgica e/o poetica ma senza una idea che sia una.
Altre cose che non vanno: Antimo Merolillo. Sarà giovane ma non credo che abbia belle speranze. Faccia mono-espressiva. Che andrà anche bene per l’80% delle emozioni che il protagonista era tenuto ad esprimere ma… che succede dopo? Che altro sa fare Merolillo a parte quello sguardo vacuo che si perdere in una smorfia da giovane sognatore sfigato?
Di Bentivoglio ho già detto. Aggiungo solo che si è scelto un ruolo che gli si addice tantissimo. Pur interpretando il maestro d’orchestra di fama un tantinello antipatico, che se la tira un po’ e spesso fa il sostenuto, riesce ad essere ugualmente affascinante. Sarà il capello brizzolatissimo, sarà il baffo canuto ma molto curato, in queste vesti piace sia alle donne che agli uomini.
Ernesto Mahieux è nato per interpretare il truffaldino campano. Qui lo vediamo sotto le laide spoglie di Raffaele Niro, un impresario che ha sempre le mani in pasta.
Lina Sastri è stupenda. Per la prima volta in vita mia mi trovo ad apprezzare quest’attrice. Il suo è un ruolo originale che getta una buona luce sulla figura della vedova meridionale. Misurato alla perfezione. Mai sopra le righe. Tanti sorrisi dolci e sinceri più una o due lacrime nella sua ultima scena. Perfetta. Stima meritatissima.
Chi si perde un po’ nella macchietta è Toni Servillo, nel ruolo del maestro d’orchestra d’esperienza, un bidello fanfarone caricatissimo. Il suo Domenico Falasco è un vecchio pseudo-saggio, volgare, ubriacone e infine anche mezzo pazzo. Ad ogni modo quest’attore mi fa sempre tanta simpatia.
Bravissimo suo fratello Beppe, invece, nel ruolo del crooner o, come spiega lui stesso, cantante confidenziale. Interpreta Jerry Como (Gerolamo Comini), un uomo semplice e modesto che accetta di cantare per un grande maestro d’orchestra in cambio di qualche giorno di ferie al mare per la sua famiglia. La sua è una grande voce, calda e intonata. Nonostante la mancanza dei suoi occhiali lo rende praticamente cieco, lo vediamo ugualmente accettare di buon grado la sfida di cantare sul palco senza lenti.
Valeria Golino ha un ruolo di secondo piano. Fa la parruchiera sulla trentina di cui è segretamente innamorato il giovane protagonista. Mai ruolo le riuscì meglio. Forse non sembra un complimento ma la sciampista è decisamente nelle sue corde.
Apprezzamento per le musiche, scritte da Fausto Mesolella degli Avion Travel, ossia dallo stesso uomo i cui racconti sono serviti da ispirazione per la creazione di “Lascia Perdere, Johnny!”.
Questo film, una produzione Fandango con la collaborazione di Medusa e Sky, è arrivato in sala il 30 Novembre 2007.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.