novembre, 2007


21
nov 07

Il diario di una tata

Diario di una tata (poster)

Il diario di una tata
(The Nanny Diaries)

di Shari Springer Berman e Robert Pulcini (Usa, 2007)
con Scarlett Johansson, Laura Linney,
Paul Giamatti, Nicholas Reese Art,
Alicia Keys, Chris Evans

In questa commedia per tutti di tutte le età Scarlett Johansson fa la ventenne in cerca di se stessa. Una ragazza che, laureatasi in economia, sente di avere velleità più antropologiche che broker-oriented. Quasi per caso viene assunta da una signora della New York bene e si ritrova in men che non si dica a fare la tata per un marmocchio di circa 5/6 anni.
Cosa vogliono dirci regista e sceneggiatore? Boh! Non saprei dirlo con precisione. Che forse è difficile fare delle scelte quando si diventa adulti? Che anche lavori apparentemente semplici, umili, che non richiedono grandi studi e destinati alle categorie sociali più basse, nascondono sotto sotto una loro difficoltà? Forse.
Inutile dire che il riferimento a Mary Poppins qui è è più che esplicito. Basti vedere l’ombrellin rosso svolazzante e tendere l’orecchio alla suoneria del cellulare della protagonista.
Quello che non mi ha convinto è stata la critica alla upper class americana. Se l’intento fosse quello di fare satira verso questo gruppo sociale non credo che ci siano riuciti in pieno. Onestamente quello rappresentato non mi è sembrato un quadro spietato. Non c’era quel pizzico ci cattiveria che ci vuole sempre quando si devono attaccare i costumi. Ecco: metterli in ridicolo per tutta la durata del film e piazzare in fondo un bel finale dove tutto si risolve e i cattivi, gli aridi e gli insensibili si redimono, non mi sembra un esperimento riuscito. Hey, lo so: questa è una commediuccia leggera leggera all’americana, per di più prodotta dagli Studios. E allora? Una volta dovrebbero provare anche loro a crederci. A fare qualcosa di vero. Di reale. Di spietato e spiazzante. Di buoni sentimenti mostrati sul grande schermo ne abbiamo le tasche piene! Per non dire altro.
Mi fa piacere vedere che Scarlett Johansson stia crescendo come attrice. Credo che sia l’attrice giusta per questo ruolo. La giovane tata pasticciona ed affettuosa allo stesso tempo le riesce molto bene. Ben recitate le piccole parti in cui fa dei monologhi e validissimi anche tutti i voice-over.
Segnalazione per i voyeur fan della Johansson. Qui la tipa fa la sexy meno del solito. Anzi quasi per niente. C’è solo una scena vagamente sexy: quella in cui il marito della sua datrice di lavoro cerca di sedurla invitandola ad andare insieme al mercato a comprare delle arance per la spremuta. Bah! Che situazione stramba! In un altra scena, visibile anche nel trailer, le si vedono le mutandine fuori dai jeans? Scena sexy? Più che altro io l’ho trovata buffa e poco poco imbarazzate. Nulla più.
Interessanti le capacità di Nicholas Reese Art. Non appare come un bambino odioso. Anzi. Sa cosa fare e come farlo. Recita bene, devo ammetterlo. Ahimé non credo sia colpa sua se il profilo del piccolo che interpreta non sia molto approfondito. [Spoiler] Credo di non essere l’unico ad aver notato che il legame che s’instaura tra tata e bimbo non è poi esplorato così tanto da giustificare il dramma della separazione finale. Hey, un ‘I love you, Nanny’ detto così, all’improvviso, non credo basti. Certi sentimenti vanno esplorati e spiegati. Non si può certo buttarli lì, nel bel mezzo del nulla.
Più vedo Alicia Keys recitare al cinema e più mi sta simpatica. Qui interpreta Lynette, una giovane (e carina) laureanda in psicologia, amica della protagonista. Oltre ad avere una voce magnifica, la tipa se la cava discretamente anche davanti alla cinepresa. Potrebbe costruirsi una piccola ma interessante carriera cinematografica – in parallelo, ovviamente.

Di contro, Chris Evans è il solito bell’imbusto. Il giovinastro all’americana, che persino nel film stesso sbaffeggiano con l’appellativo di ‘Harvard Hottie’.
Laura Linney è pressoché perfetta nei panni della ricca (e moderna) signora della metropoli: Ricordate la donna in giallo dei Ferrero Rocher? Quella era molto Eighties. Questa, invece, è figlia del suo tempo e superficiale all’ennesima potenza. Bella, affascinante, bastarda, cinica, senza cuore e, allo stesso tempo, fragile e schiava del ruolo che con gli anni si è costruita nella cerchia sociale high profile a cui appartiene.
Non mi ha convinto del tutto Paul Giamatti, invece. Lo stimo – sia chiaro. Però qui lo si vede trasformatissimo. A momenti irriconoscibile. Sarà un buon attore ma l’abito scuro da businessman non è la sua mise migliore. Lo dico sia in senso letterale che figurato. Il papà distaccato, che si disinteressa della famiglia e dei figli per pensare solo alla carriera e al sesso con la sua collaboratice figa, non gli riesce granché bene. Forse non è nelle sue corde. Forse è la faccia ed il fisico che si ritrova. Davvero non so come spiegarlo ma spero di aver reso l’idea.
Buona anche la performance dell’attrice che fa la mamma della protagonista, Donna Murphy. Una di quelle mamme grandiose che sanno essere severe, integerrime, seriamente preoccupate per l’avvenire dei propri figli e, contemporaneamente, comprensive.
Commedia senza infamia e senza lode. Non commuove né fa sbellicare dalle risate. 6 di stima per l’idea e la scelta della protagonista.
Il film, che io ho avuto il privilegio di vedere ieri in anteprima in lingua originale sottotitolato, uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 30 Novembre, distribuito dalla 01 Distribution.
La produzione è a cura della Weinsten Company e della Film Colony.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Il mirror post su ScreenWeek Weblog.


21
nov 07

Morais vs. Barriales

Camila Morais - Laura Barriales

Camila Morais e Laura Barriales.
Sono i due nuovi volti femminili dei programmi di calcio di Italia 1. L’una, valletta di “Guida al campionato”, è nata in Brasile nel 1986; l’altra, valletta di “Controcampo – Diritto di replica”, è nata in Spagna il 18 Settembre del 1982.
Voi chi preferite? Io la seconda. Nettamente.


20
nov 07

Civico 0

Civico 0 (poster)

Civico 0

di Francesco Maselli (Italia, 2007)
con Ornella Muti, Massimo Ranieri e Letizia Sedrick

Il regista l’ha definito film-documentario. In ambito televisivo lo catalogherebbero sotto ‘docu-fiction’ o ‘docu-fiction’ ma il risultato comunque non cambierebbe. Tre storie di senzatetto, raccontate dalla viva voce dei tre prtagonisti ed interpretate da tre attori professionisti.
Stella, una giovane etiope che ancora ragazzina attraversa a piedi il deserto pur di arrivare in Italia e che una volta qui, in compagnia di suo marito e della sua piccola figlia si trova a vivere un odissea tra continui spostamenti di alloggi, sopprusi e continua e disperata ricerca di lavoro.
Nina, una rumena sulla quarantina che viene in Italia per cercare un lavoro e per raccimolare quindi del denaro da spedire alla sua sfortunata famiglia rimasta in patria. Una donna disperata, che non conosce una sola parola d’italiano e che si ritrova progioniera, rinchiusa in casa a far da schiava a due donne anziane.

Giuliano, un ‘fruttarolo’ di Campo dei Fiori. Un mammone che a cinquantanni vive ancora a casa con i genitori, anche a causa della misera esistenza che conduce. Quando improvvisamente more sua madre abbandona il lavoro e si ritrova sperduto nella sua stessa città, così inizia a vagabondare sui tram giorno e notte, senza meta e senza sosta.
Cosa non mi è piaciuto. La voce fuori campo. Lunghissima, pesante ed eccessiva. Spesso spezza la concetrazione e distoglie dalla visione di alcune immagini particolarmente toccanti.
Io avrei eliminato, o almeno ridotto, gli intermezzi tra un racconto e l’altro che sembrano solo tante mini riprese amatoriali in cerca di raccontare diverse situazioni di disagio, miseria e disperazione di gente che vive per strada con mezzi di fortuna. Pout pourri frammentario che credo non aggiunga molto ai tre racconti principali.
Cosa mi è piaciuto. La recitazione dei tre attori. Sia la Muti che Ranieri sono pressoché perfetti nei ruoli che sono stati loro assegnati. Lei è credibilissima nel ruolo della modesta rumena che per necessità si lascia morire lentamente – metaforicamente parlando – e che si sottomette alla schiavitù pur di sostenere la sua famiglia lontana. Lodevole il fatto di essersi fatta truccare come una semplice donna di mezza età, anzi escludendo quasi il make-up per risultare sciatta e priva di qualsiasi orpello seduttivo o il benché minimo segno di cura per l’aspetto esteriore.
Massimo Ranieri dà l’idea di essere un uomo ‘de Roma’. Lo sentiamo fare accenno anche ad alcune espressioni tipiche del romanaccio di strada. Questo ruolo non è che una conferma di quanto sia valido come maschera drammaica. Fossi stato il regista, avrei solo eliminato il dettaglio stretto sul volto del protagonista nel momento in cui questo apprende della morte di sua madre. Fermo immagine eccessivo che finisce per risultare come una forzatura superflua.
Anche l’interpretazione della Sedrick non è da buttar via. Anzi. Credo sia alla sua prima esperienza sull schermo ma se la cava in maniera più che dignitosa, senza mai andare sopra le righe. Il modo di mettere in scena la disperazione e la condizione di estrema miseria pare quello di un’attrice navigata.
Originale anche la locandina. Niente di già visto. Forse la foto di Ranieri non rende benissimo l’idea che il film tratti di gente che vive per strada ma di certo non è un tipo di artwork abusato.
Il titolo invece rende appieno. Il civico 0 è ovviamente quello di chi non ha alcuna fissa dimora. Buona idea.
Il film è ambientato nella Capitale ma racconta il disagio di sole tre vite ma tutto ciò ha sicuramente un forte significato simbolico ed esemplificativo che si può facilmente estendere ad altre migliaia di vite simili che sono sparse per tutta la penisola.
Spiace che questo film venga rilasciato nelle sale. Forse è un prodotto più adatto alla tv. Le gente spesso si reca al cinema per divertimento e/o svago. Credo che difficilmente le sale si riempiranno di gente disposta a deprimersi per 80 minuti. Meritevolissima però l’idea di trattare un tema spesso dimenticato come quello dei clochard – senza tetto, barboni, ecc. Chiamateli pure come vi pare. Il problema resta.
Il film, liberamente ispirato al libro “Il nome del barbone” di Federico Bonadonna, è stato prodotto da Roberto Andreucci per la A.K.S. (All Kind of Stuff) e dall’Istututo Luce. Uscirà in sala venerdì prossimo, 23 Novembre.
Alla regia hanno collaborato anche Gioia Benelli e Susanna Capristo.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Il post mirror su ScreenWeek.it Weblog.


18
nov 07

L’abbuffata

L’abbuffata (poster)

L’abbuffata

di Mimmo Calopresti (Italia, 2007)
con Diego Abbatantuono, Nino Frassica,
Gerard Depardieu, Valeria Bruni Tedeschi,
Paolo Briguglia, Donatella Finocchiaro, Elena Bouryka,
Lorenzo Di Caccia, Lele Nucera, Mimmo Calopresti,
Max Mazzotta, Silvana De Santis, Giuseppe Vitantonio Liuzzi

Risparmiate i soldi del biglietto: non vedetelo. Film inconsistente. Talmente inutile che ti fa venir rabbia di essere andato a vederlo. Delusione totale. Speravo decisamente in qualcosa di meglio. Mi aspettavo una commedia divertente, non foss’altro per un inedito Nino Frassica senza baffi e per la presenza di Diegone Abbatantuono.
Diamante, Calabria. Tre ragazzi vogliono fare il cinema. Hanno il desiderio di girare un film per cui cercano di farsi aiutare dal ‘Maestro’ (Abbatantuono), un regista milanese in vacanza da 4 anni nel loro paesino. Gli chiedono suggerimenti ma questi li tratta alquanto male, sperando di spingerli a fare meglio e ad impegnarsi di più. Decidono quindi di mettersi alla ricerca di una storia. Provinando tutto il paese in cerca di un volto valido, riescono a trovare una storia da raccontare: la zia di uno dei protagonisti da ragazzina s’innamorò di un giovane che partì come emigrante per l’America e che non tornò più. La faccia che dovrebbe interpretare il protagonista non si trova, però. Chiedono a tutti ma nessuno si offre. Così i tre partono per Roma, spronati da un attore amico del regista (Calopresti), il quale più che aiutarli cerca di sedurre la sorella di uno di loro – una biondina brillante ed intraprendente (Bouryka). Nella Capitale i tre incontrano ad un party anche la fidanzata di Gerard Depardieu, la quale promette loro di chiedere al suo uomo se vuole prendere parte al loro cortometraggio.
Tornati a casa, in Calabria, con la coda tra le gambe, senza aver concluso alcunchè, tutto sembra perduto. Finché non ricevono una telefonata da Depardieu in persona il quale li avvisa che sta arrivando a Diamante per recitare nel loro film. Tutto il paesino a questo punto ferma le proprie attività e si dedica a preparare l’accoglienza per il famoso attore. L’unico incredulo sull’arrivo della star internazionale è il registra/maestro.
Depardieu però arriva sul serio e viene accolto trionfante da un intero paese in festa. Tutti si siedono a tavola con lui in una cena pantagruelica – si uccide addirittura un maiale per pasteggiare. Il film si chiude con il funerale dello stesso attore che, durante la cena, viene colto da malore, probabilmente dovuto al troppo cibo ingerito.
Qualche riflessione sugli attori.
Abbatantuono sprecato. Gli voglio troppo bene per vederlo utilizzato – male – in queste pellicole. La sua vis comica ne risente eccessivamente. Sentirlo pronunciare delle frasi pesudo-esistenzialiste mette tanta tristezza.
La Finocchiaro è perfetta nei panni della popolana. Qui è una barista innamorata del regista brontolone.
Briguglia tutto sembra tranne che un calabrese.
Elana Bouryka è carina. Più passa il tempo più migliora nella recitazione. In alcuni casi qui è quella che regge meglio la scena.
Calopresti è pessimo sia dietro che davanti alla camera da presa.
Gerard Depardieu ha fatto Depardieu – sai che difficoltà! Gli hanno detto “Gerard, vieni: ti diamo dei soldi per fare te stesso. Ti devi sedere ad un tavolo pieno di cibo. Devi solo mangiare, bere e sorridere. Poi fingi di morire su di un divano. Simula uno svenimento e il film è finito”. Tutto qui.
Nino Frassica senza baffi ti lascia interdetto. Quando lo vedi anche con i capelli lunghi tinti di biondo ti dà quasi il voltastomaco. Però, a dire il vero, è forse l’unico che ti strappa qualche sorriso, insieme ad alcuni paesani molto spontanei.
A film terminato si è aperto un dibattito sull’effettivo fascino di V. B. Tedeschi. Io sono contrario. Si sappia.
Pessimo film autobiografico che potrebbe avere anche buoni intenti iniziali ma che non riesce affatto a convincere.
A tutto questo aggiungete anche il fatto che “L’abbuffata” è pieno di luoghi comuni:
- i giovani di un piccolo paese di provincia del sud che hanno idee e volontà ma che nessuno aiuta ad emergere,
- la ruspante vita di paese contro la frenesia delle metropoli,
- quant’è bello il Sud, il tramonto sul mare che appaga lo spirito, ecc.
- il buon cibo genuino cucinato dalle nonne,
- la vita dissoluta degli attori del cinema che pensano solo al loro lavoro, alla loro immagine, che vanno in giro per feste, che seducono ragazzine ingenue, ecc.
- il cinema ‘vero’ contro la tv e i reality show ‘finti’.
La colonna sonora è di un altro calabrese: Sergio Cammariere.
Il film ha ricevuto i contributi da Regione Calabria, Film Commission Calabria e Film Commission Torino Piemonte.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


18
nov 07

La strana coppia

The Odd Couple (poster)

La strana coppia
(The Odd Couple)

di Gene Saks (Usa, 1968)
con Walter Mattauh, Jack Lemmon,
John Fiedler, Val Avery, David Sheiner,
Herb Edelman, Larry Haines, Iris Adrian,
Carole Shelley, Iris Adrian, Monica Evans

Magnifica commedia in puro stile Sixties. Se avete nostalgia dei film divertenti e scritti bene è questo che dovreste vedere. Un superclassico del genere. Piece teatrale di Neil Simon adattata dallo stesso per il cinema. Matthau e Lemmon in perfetta forma. Intesa unica e scambio di battute precise al microsecondo. Confronto tra due veterani del mestiere che con molta probabilità erano amici anche lontano dalle scene.
La storia è cairna ma è quasi un pretesto per lasciare che i due protagonisti si affrontino in un esaltante duello linguistico senza pari.
Felix, un uomo sulla quarantina, viene cacciato di casa da sua moglie. Dapprima pensa seriamente al suicidio poi, dopo alcuni tentativi falliti, decide di andare dai suoi amici – impegnati nella serata del poker settimanale, a farsi commiserare. Oscar, il padrone di casa, preoccupato per la situazione decide di ospitare l’amico depresso tra le sue quattro mura. Presto però se ne pentirà poiché i loro due caratteri saranno estremamente differenti. L’uno è super preciso, maniaco dell’ordine e delle pulizie, attento ad ogni minimo dettaglio. L’altro – anch’egli separato – è uno sporcaccione, casinista, disordinato, che si sente a disagio e spaesato nel suo stesso appartamento a causa dell’intervento del primo.
La convivenza sarà difficile e presto diventerà coatta – in un certo qual modo – poiché, più passa il tempo, più Oscar ha difficoltà a sopportare gli atteggiamenti di Felix. L’apice lo si raggiunge dopo circa un mese quando i capricci di Felix, ancora molto innammorato di sua moglie, fa saltare un appuntamento a quattro, una serata galante, organizzata da Oscar con due coinquiline compiacenti.
Happy ending con la morale: i rapporti con le donne sono altalenanti, vanno e vengono, i matrimoni naufragano, ma l’amicizia tra uomini non muore mai.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


17
nov 07

SmeercHouse 17 Novembre 2007



Puntata numero 6, quinta stagione. Oltre due ore che sono filate via lisce senza quasi che me ne accorgessi. Puntata estremamente varia. Ho spaziato dal rhythm’n'blues alla bossanova, dal soul all’elettronica, dal rosko anni ’80 all’hip-hop degli anni ’90. Dal suono tribale della Ibadan sono passato a quello funk dei Clash, ho messo una riedizione in chiave dance di un recente pezzo pop-r’n'b, un assaggio di Cumbia colombiana ed un pizzico di musica cantautorale francese in chiave electro-downbeat. Ovviamente, in coda alla trasmissione, ho anche piazzato un po’ di musica House (vecchi classici e novità interessanti), ‘ché altrimenti non si potrebbe questo programma non si chiamerebbe Smeerchouse.
Grazie a chi ha ascoltato e a chi no (Dj Corrado Lezza, Brassy, Antodiggei, Rino ‘Brazil’, Ninna, ecc.).
Come al solito per ascoltare premete ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete in alto. Oppure cliccate qui per scaricare il podcast (File Mp3 da 50 MB – 146 min. circa – 48Kbps – Mono – 22 kHz)

Qui sotto trovate la tracklist.

1. Leo Cesari – Twist Druma (La Rinascente Rmx) (3:38)
2. Mo’Horizons – Quem Nao Tem Ninguem (5:17)
3. Estrela Guia – Maria Fumaca (4:51)
4. Ray Martinez – Lady Of The Night (11:32)
5. Variety Lab – R. Bvor (3:54)
6. The Boyz From Brazil – O Nosso Amor (Armada Mix) (4:01)
7. Bebel Gilberto – Sem Contencao (One Rascal Mix) (7:04)
8. Jerome Sydenham and Kerry Chandler – Áró (8:47)
9. Nicole Willis & The Soul Investigators – If This Ain’t Love (I Don’t Know What Is) (3:28)
10. Gene Chandler – There Was A Time (3:30)
11. April March – Chick Habit (2:07)
12. Yello – Oh Yeah! (3:02)
13. ESG – Tiny Sticks (3:03)
14. The Clash – The Magnificent Seven (Album Version) (5:35)
15. Snoop Doggy Dog – Who Am I (4:07)
16. Yves Montand – Pour Faire le Portrait d’un Oiseau (6:14)

17. Shirley Bassey – Get The Party Started (4:01)
18. Mary J. Blige – Just Fine (4:15)
19. Conjunto Tipico Vallenato – Cumbia Cienaguera (2:51)
20. Samim – Heater (6:30)
21. Tahiti 80 – Changes (Finchhatten “Schaffel Mix”) (3:59)
22. Matt’ Samo – Call It Jungle Jazz (4:14)
23. Jennifer Lopez – Get Right (Louie Vega Club Mix) (5:10)
24. This Is Rhythm feat. Natalie Williams & Reilly – No Strings (Main Mix) (4:36)
25. George Morel & Romina Johnson – Can’t Let Me Down (Morel’s Classic Mix) (6:18)
26. Deep Dish – Say Hello (4:35)


15
nov 07

Lo spaccacuori

Lo spaccacuori

Lo spaccacuori
(The Heartbreak Kid)

di Bobby Farrelly e Peter Farrelly

(Usa, 2007)
con Ben Stiller, Michelle Monaghan,
Malin Akerman, Jerry Stiller, Rob Corddry,
Carlos Mencia, Danny McBride, Ali Hillis, Eva Longoria,
Stephanie Courtney, Nicol Paone, Leslie Easterbrook,
Kayla Kleevage, Kathy Lamkin, Lauren Bowles,
Roy Jenkins, Michael Kromka, Nicholas Kromka,
Johnny Sneed, Danny R. McBride, Lorna Scott

Un film che non avrei mai visto ‘mia sponte’. Ma ieri sera mi hanno invitato e ci sono andato. Anche perché non mi andava di restare chiuso in casa e la compagnia era buona.
Dunque com’è questa commedia? Divertente, sì. Non un capolavoro ma ho riso parecchio. Ben Stiller ancora è in grado di far ridere con la sua mimica, le facce stralunate, il modo in cui riesce ad esprimere l’imbrazzo dei personaggi che interpreta.
La storia è quella di un neo quarantenne che è stufo di essere single. Va al matrimonio della sua ex e tutti lo prendono in giro. Così decide di ‘mettere la testa a posto’ e sposarsi con la prima ragazza che gli va a genio, dopo solo sei settimane da quando l’ha conosciuta. Una biondina tanto caruccia che però si rivela un disatro, sotto molteplici punti di vista: è un ex cocainomane con il setto nasale deviato capace di perdere liquidi dal naso ogni volta che beve, imbarazzantein decine di occasioni, completamente spiantata e senza un dollaro (nonostante si dedichi al volontariato di matrice ambientalista), esagerata, sguaiata e manesca a letto, scorreggiona, ignorante come una capra ecc. Dopo la cerimonia matrimoniale i due sposini andranno in luna di miele in un villaggio turistico Messicano, dove lui incontrerà un’altra ragazza per la quale perderà letteralmente la testa. Non avrà quasi il tempo di porsi il dilemma se restare con la sua neo-moglie o seguire il cuore, divorzare e tuffarsi in una storia d’amore con la nuova conoscenza. Le sua bugie infatti presto saranno scoperte e tutto andrà all’aria, anche grazie alla famiglia di lei che è bizzarra e ficcanaso. Il finale non ve lo racconto ma fidatevi se vi dico che c’è mancato tanto così che diventasse la solita commedia sentimentale dall’happy ending smielato.
Michelle Monaghan è carina a volte sì e a volte no. Forse ha il viso troppo da ragazzina – nonostante abbia 31 anni – per essere affiancata a uno come Ben Stiller. O magari, viceversa, è lui ormai ad essere troppo vecchio per fare il zitellone che si innammora di tipe così giovani.
Anche Malin Akerman sembra più piccola di quel che è. Ha 29 ma il ruolo da sbarazzina scervellata che interpreta la fa sembrare decisamente più giovane.
Mr. Stiller Senior (Jerry) è davvero spassoso. Sarà l’abbigliamento o magari la tintura dei capelli ma a tratti è l’elemento più buffo sulla scena.
Il personaggio di Tito – interpretato da Carlos Mencia – è alquanto stereotipato. Il classico messicano combinaguai, scansafatiche, inaffidabile, ecc. ma io l’ho trovato irresistibile. A volte basta un bel paio di baffoni e e due facce stralunate per scatenare in me una bella dose d’ilarità. Rob Corddry ci sta benissimo nei panni del marito schiavo del temperamento di sua moglie; il cretinetti che si fa beffe della sua compagna con gli amici ma è che ne è completamente succube in privato. Quadretto perfetto la cui satira dovrebbe aprire gli occhi a molti.
Anche Lauren Bowles se la cava bene nel ruolo della mogliettina stracciamaroni.
Interessante anche il profilo dei due gemelli teenagers (i fratelli Kromka): tanto stupidi quanto bastardi e pettegoli.
La scena più assurda: lei piscia – in pubblico -sulla schiena di lui per lenirgli il dolore causato dal liquido urticante di una medusa. Attenzione alla figa pelosa, arruffata e ‘pierced’.
Giudizio complessivo: la commedia per tutti con alcune scene di sesso che potrebbero far storcere il naso ad alcuni super-bacchettoni. Da non trascurare anche la morale di fondo che per alcuni potrebbe essere deviante: un uomo ha intenzione di tradire sua moglie durante la luna di miele, cioè solo dopo pochi giorni il giorno delle nozze. Le bugie hanno le gambe corte ma l’ostinazione maschile è dura a morire.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


15
nov 07

Cannucce rigide


Metafore della vita. Sarà un tantinello volgare ma se ci avessero aggiunto del testo sarebbe stato – forse – peggio.

Spot per il Viagra Pfizer. Arabia Saudita.
Grazie ad Enrico per la segnalazione.


15
nov 07

La mia ricetta per Radio Deejay

Old Deejay Logo

Leggo su Emmebi di Michele Borone e su Deeario di Tony Siino che gli ascolti di Radio Deejay stanno calando. Lo stesso Linus ha dichiarato ieri sul suo blog che non è contento di ‘come gioca la sua squadra’. Si suppone che presto ci saranno cambiamenti nel palinsesto della radio.
E’ sempre brutto fare i presuntuosi e uscirsene con frasi tipo ‘io l’avevo detto’ ma chi mi conosce sa che avevo fiutato da tempo una debacle di questo network radiofonico che tanto mi sta a cuore. Spesso con gli amici si è discusso delle scelte che il direttore artistico di Radio Deejay ha compiuto in questi ultimi anni, criticandole aspramente con un pizzico di malinconia per i bei tempi andati.
L’ho scritto già da qualche parte e lo ribadisco qui: se Linus si trovasse a passare da qui la ricetta per rimettere in piedi gli ascolti e il gradimento della sua stazione radiofonica gliela darei io.
1. Riattivare immediatamente trasmissioni come Deejay Time e Deejay Parade. Programmi che hanno dismotrato – storicamente – di essere in grado di influenzare persino il mercato discografico dei singoli.
2. Rimettere in sesto i Megamix Planet nelle notti del weekend.
3. Cancellare Sciambola e ripristinare Ciao Belli dalle 13 alle 14, mantenendo gli stessi autori e le voci di Diggei Angelo, Nicola Savino ed Albertino.
4. Cacciare via immediatamente e senza appello l’odioso Trio Medusa.
5. Richiamare una dolce voce femminile per il pomeriggio. Il ritorno di Paoletta sarebbe una buona idea.
6. Far slittare la Pina al preserale con un programma di Hip-Hop, magari affiancandole la brava Irene LaMedica.
7. Assoldare a suon di quattrini il grande Marco Biondi per la fascia 16-18.
8. Spostare Nikki dal pomeriggio a dopo la mezzanotte.
9. Lasciare intatto Deejay Chiama Italia. E’ l’unica cosa che funziona ancora bene.
10. Confermare per l’ennesimo anno “Cordialmente” di Elio e le Storie Tese.
11. Perfezionare gli orari di B-Side nel palinsesto settimanale.


14
nov 07

Separate alla nascita

Maggie Gyllenhaal Laura Troschel

Maggie Gyllenhaal, attrice, sorella del più noto Jake.
Laura Troschel, attrice, ex moglie di Pippo Franco.