L’abbuffata (poster)

L’abbuffata

di Mimmo Calopresti (Italia, 2007)
con Diego Abbatantuono, Nino Frassica,
Gerard Depardieu, Valeria Bruni Tedeschi,
Paolo Briguglia, Donatella Finocchiaro, Elena Bouryka,
Lorenzo Di Caccia, Lele Nucera, Mimmo Calopresti,
Max Mazzotta, Silvana De Santis, Giuseppe Vitantonio Liuzzi

Risparmiate i soldi del biglietto: non vedetelo. Film inconsistente. Talmente inutile che ti fa venir rabbia di essere andato a vederlo. Delusione totale. Speravo decisamente in qualcosa di meglio. Mi aspettavo una commedia divertente, non foss’altro per un inedito Nino Frassica senza baffi e per la presenza di Diegone Abbatantuono.
Diamante, Calabria. Tre ragazzi vogliono fare il cinema. Hanno il desiderio di girare un film per cui cercano di farsi aiutare dal ‘Maestro’ (Abbatantuono), un regista milanese in vacanza da 4 anni nel loro paesino. Gli chiedono suggerimenti ma questi li tratta alquanto male, sperando di spingerli a fare meglio e ad impegnarsi di più. Decidono quindi di mettersi alla ricerca di una storia. Provinando tutto il paese in cerca di un volto valido, riescono a trovare una storia da raccontare: la zia di uno dei protagonisti da ragazzina s’innamorò di un giovane che partì come emigrante per l’America e che non tornò più. La faccia che dovrebbe interpretare il protagonista non si trova, però. Chiedono a tutti ma nessuno si offre. Così i tre partono per Roma, spronati da un attore amico del regista (Calopresti), il quale più che aiutarli cerca di sedurre la sorella di uno di loro – una biondina brillante ed intraprendente (Bouryka). Nella Capitale i tre incontrano ad un party anche la fidanzata di Gerard Depardieu, la quale promette loro di chiedere al suo uomo se vuole prendere parte al loro cortometraggio.
Tornati a casa, in Calabria, con la coda tra le gambe, senza aver concluso alcunchè, tutto sembra perduto. Finché non ricevono una telefonata da Depardieu in persona il quale li avvisa che sta arrivando a Diamante per recitare nel loro film. Tutto il paesino a questo punto ferma le proprie attività e si dedica a preparare l’accoglienza per il famoso attore. L’unico incredulo sull’arrivo della star internazionale è il registra/maestro.
Depardieu però arriva sul serio e viene accolto trionfante da un intero paese in festa. Tutti si siedono a tavola con lui in una cena pantagruelica – si uccide addirittura un maiale per pasteggiare. Il film si chiude con il funerale dello stesso attore che, durante la cena, viene colto da malore, probabilmente dovuto al troppo cibo ingerito.
Qualche riflessione sugli attori.
Abbatantuono sprecato. Gli voglio troppo bene per vederlo utilizzato – male – in queste pellicole. La sua vis comica ne risente eccessivamente. Sentirlo pronunciare delle frasi pesudo-esistenzialiste mette tanta tristezza.
La Finocchiaro è perfetta nei panni della popolana. Qui è una barista innamorata del regista brontolone.
Briguglia tutto sembra tranne che un calabrese.
Elana Bouryka è carina. Più passa il tempo più migliora nella recitazione. In alcuni casi qui è quella che regge meglio la scena.
Calopresti è pessimo sia dietro che davanti alla camera da presa.
Gerard Depardieu ha fatto Depardieu – sai che difficoltà! Gli hanno detto “Gerard, vieni: ti diamo dei soldi per fare te stesso. Ti devi sedere ad un tavolo pieno di cibo. Devi solo mangiare, bere e sorridere. Poi fingi di morire su di un divano. Simula uno svenimento e il film è finito”. Tutto qui.
Nino Frassica senza baffi ti lascia interdetto. Quando lo vedi anche con i capelli lunghi tinti di biondo ti dà quasi il voltastomaco. Però, a dire il vero, è forse l’unico che ti strappa qualche sorriso, insieme ad alcuni paesani molto spontanei.
A film terminato si è aperto un dibattito sull’effettivo fascino di V. B. Tedeschi. Io sono contrario. Si sappia.
Pessimo film autobiografico che potrebbe avere anche buoni intenti iniziali ma che non riesce affatto a convincere.
A tutto questo aggiungete anche il fatto che “L’abbuffata” è pieno di luoghi comuni:
– i giovani di un piccolo paese di provincia del sud che hanno idee e volontà ma che nessuno aiuta ad emergere,
– la ruspante vita di paese contro la frenesia delle metropoli,
– quant’è bello il Sud, il tramonto sul mare che appaga lo spirito, ecc.
– il buon cibo genuino cucinato dalle nonne,
– la vita dissoluta degli attori del cinema che pensano solo al loro lavoro, alla loro immagine, che vanno in giro per feste, che seducono ragazzine ingenue, ecc.
– il cinema ‘vero’ contro la tv e i reality show ‘finti’.
La colonna sonora è di un altro calabrese: Sergio Cammariere.
Il film ha ricevuto i contributi da Regione Calabria, Film Commission Calabria e Film Commission Torino Piemonte.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.