Michael Clayton (poster)

Michael Clayton

di Tony Gilroy (Usa, 2007)
con George Clooney, Tom Wilkinson,

Tilda Swinton, Sydney Pollack. Austin Williams,
Sean Cullen, Michael O’Keefe, Ken Howard,
Merritt Wever, David Lansbury, Bill Raymond
Jennifer Ehle, Dennis O’Hare, Robert Prescott,
Daviz Zayas, Merritt Wever, Skipp Sudduth, Matthew Detmer

Chissà se a qualche aziendalista convinto verrà il magone, guardando questo film.
Michael Clayton (George Clooney) è un avvocato. Nonostante lavori da diciassette anni in uno studio legale non ne è diventato socio. E’ una specie di faccendiere: più che altro si occupa di ‘ripulire’ dove altri hanno ‘sporcato’. Ha dei problemi di denaro. Ha sempre avuto una passione per il gioco d’azzardo. Gli piace il poker. Tempo addietro si è indebitato. Parecchio. Tanto da essere costretto a vendersi il bar, quello che era il sogno di una vita, la cosiddetta ‘via d’uscita’. Peraltro il suo socio in affari – che poi è suo fratello – gli ha anche tirato un bidone (leggi ‘pacco’ o ‘sòla’). Per cui gli servono 80 mila dollari o giù di lì. E subito: nel giro di una settimana appena. Lo studio per cui lavora, inoltre, si trova in una fase delicata. Sta per fondersi con una società più grande: una specie fusione, acquisizione, incorporazione. Una di quelle cose lì, insomma. Non lo dovrebbe sapere nessuno ma in realtà lo hanno fiutato in molti. Clayton compreso. Bisogna andarci coni piedi di piombo e valutare ogni mossa prima di agire. Intanto uno degli affari più importanti dello studio sta per andare in fumo. Arthur Edens (Tom Wilikson), un importantissimo socio, uno dei più anziani, all’improvviso ha una folgorazione: sente che la causa che segue puzza, si rende conto di essere dalla parte del torto, capisce che sta difendendo degli assassini – ricchi sì ma aguzzini -vuole mandare all’aria tutto. Per di più s’innammora di una delle testimoni – Anna (Merritt Wever), una ragazina tutt’altro che bella o sexy, una sempliciotta di campagna minorenne – e si spoglia durante una testimonianza filmata. Clayton è chiamato – come al solito – a rimettere le cose a posto. Anche questa volta. Cerca di rimettere in ordine, di riportare alla ragione l’avvocato, di fargli riprendere le pillole che tengono a bada questi suoi istinti complusivi. E’ insomma un malato di mente ma sotto farmaci riesce a ragionare. E tra le altre cose è brillante come pochi – uno dei migliori. La U-North, ossia l’azienda a cui è stata intentata causa, quella difesa dallo studio per una causa del valore di 3 miliardi di Dollari, sapendo di essere nel torto, ricorre a mezzi tutt’altro che corretti pur di avere in pugno la situazione e di fare in modo che le cose depongano a proprio favore.
E con questo vi ho svelato l’80% del film ma non preoccupatevi. E’ il restante 20% ad essere importante. Leggendo questo post vi perdete poche sorprese.
Quel che conta è il sottotesto. Ossia è più importante la morale o fare al meglio il proprio mestiere? Sarebbe fantastico se le due cose coincidessero ma sappiamo benissimo che così non è. Soprattutto nel caso di Clayton. Dunque che fare? E poi come si fa ad essere a posto con la coscienza se come contraltare c’è una vita da marciapiede, a dormire sotto i ponti?
Altro fattore fondamentale: la recitazione. Matteo Bordone ha detto che questo film è recitato come si faceva un tempo, come facevano i grandi attori americani del passato. E bisogna dargli ragione. Soprattutto io rivaluterei Tom Wilkinson. Cioè non rivaluterei, continuerei a stimarlo. Lo faccio dai tempi in cui si spogliava (ancora?) in “Full Monty”.
Clooney è l’attore/star del nostro tempo. E’ un dato di fatto. Inutile opporvisi. A me fa piacere, intendiamoci. Mi piace lui e la sua faccia da sberle. Qualcuno (in molti) ha snobbato questo film perché aveva come protagonista Clooney. Sbagliato. “Michael Clayton” non sarà un capolavoro come “Good Night and Good Luck” ma merita molto. Almeno il costo di un biglietto di cinema.
Tilda Swinton com’è? Recita molto bene. Ma fa paura. Nel senso letterale del termine. E’ più che fredda. Avrà gli organi interni? Come si fa ad essere bianchi a quella maniera, dai? E’ viva o la muove qualcuno? Non stiamo parlando di bruttezza o di bellezza ma di esseri umani e di cyborg. Brividi.
Sydney Pollack ha mai pensato di darsi completamente alla recitazione? Non che come regista non valga. Anzi. E’ tanto bravo dietro la macchina da presa quanto lo è davanti. Ricordate la sua performance in Eyes Wide Shut? Beh, qui siamo agli stessi livelli. Bravissimo nelle scene drammatiche e quelle in cui si dimostra un uomo di polso con decine di anni d’esperienza alle spalle. Ma recita o è così anche nella vita. Bravissimo.
“Michael Clayton”: da vedere. Al più presto.
Se qualcuno vi dice che qui è già tutto visto, sentito, scontato, che non c’è nulla di nuovo, né di originale, dategli del bugiardo.
Nota: il film è prodotto, tra gli altri, anche dagli stessi Clooney e Pollack, più Soderbergh. E’ uscito nelle sale italiane lo scorso 5 Ottobre, distribuito dalla Medusa. Mi chiedo come mai. Ma Clooney e il sodale Soderbergh non pascolavano nei recinti Warner Bros.?

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e di MyMovies.it.