2 giorni a Parigi (poster)

2 giorni a Parigi

di Julie Delpy (Francia, Germania, 2007)
con Julie Delpy, Adam Goldberg,
Daniel Bruhl, Marie Pillet, Albert Delpy,
Aleksia Landeau, Adan Jodorowsky, Alexandre Nahon,
Chick Ortega, Ludovic Berthillot, Veronica R. Moreno

Stupenda commedia. Molto esilarante. Io e i miei amici (Anna e Flavio) abbiamo riso dall’inizio alla fine. E – vi dico di più – in sala non eravamo i soli.
Julie Delpy ha scritto, diretto ed interpretato questo piccolo gioiellino di pellicola. Non solo. Suo anche il montaggio e la scelta delle musiche. Se non sbaglio in un pezzo canta anche in compagnia dei Nouvelle Vague.
La trama: Marion e Jack, due giovani fidanzati (lei parigina, lui americano) vanno in vacanza a Venezia. Prima di tornare a New York, dove vivono, passano da casa di lei, a Parigi, per riprendersi il gatto e per conoscere i genitori di lei. Cosa succede durante questi due giorni trascorsi nella capitale parigina? Di tutto. Lui è completamente spaesato. Non conosce la lingua e si sente continuamente preso in giro – anche perché, in realtà, un po in giro lo prendono. Anzi un bel po’. Soprattutto il papà di lei.
Il film porta alla luce un sacco di temi che sono frequentissimi nelle problematiche di coppia, come la gelosia, gli ex, l’amore e l’amicizia, il sesso, la perdita dell’interesse dell’uno nei confronti dell’altra – e viceversa. Metteteci sul carico anche che lui è un ipocondriaco cronico, igienista, alquanto chiuso alle novità, follemente geloso e fortemente competitivo – odia il fatto che la sua donna primeggi su di lui in qualsiasi campo. Lei invece è una fotografa alquanto libertina, nel senso che ha avuto un passato abbastanza variegato dal punto di vista sessuale. In qualche occasione inoltre perde completamente le staffe, dà di matto e si scaglia violentemente contro le persone che reputa la feccia dell’umanità.
La completa mancanza d’adattamento di lui, la stranezza dei parigini che incontreranno e le bugie di lei sui rapporti (mai chiusi) con i suoi precedenti partner porteranno alla rottura del rapporto.
Ho apprezzato particolarmente il finale. Particolarmente serio e dalle tinte fortemente drammatiche. La Delpy è stata molto brava a tracciare in pochi minuti, con l’aiuto della sua voce fuoricampo, un riassunto di cosa significhi ad una certa età sentirsi soli, aver paura di un rapporto di coppia definitivo, accontentarsi dei pregi del partner, dimenticandone i difetti, e cose di questo genere. Una riflessione breve ma intensa e dal forte significato realistico.
Questa è una commedia tutta basata sulla parola e sul dialogo. Gli scambi di battute tra i due protagonisti sono assolutamente godibili. Emtrambi hanno dei tempi comici pressochè perfetti. Due maschere – ma forse sarebbe meglio dire due facce – dall’espressione semplice, banale, comune che però riuscivano a tirar fuori un’acume, una sapidità di battute, davvero notevole. Sarcasmo puro. Ne sono sicuro: i critici sarebbero pronti a definire la Delpy come la nuova Woody Allen in gonnella. Ma sarebbe riduttivo e forse fuorviante. Le uniche cose che accomunano i due sono la città di residenza (New York) e un paio di tematiche (il sesso ed i rapporti di coppia). Forse troppo poco per accomunarli con tanta facilità.
Pellicola consigliata a tutte le coppie d’innammorati con un minimo senso di autoironia.
Gossip meta-cinematografico: i due attori che interpretano i genitori di lei sono davvero i genitori di Julie Delpy. I due attori protagonisti, diverso tempo prima di girare il film erano fidanzati. Dopo aver girato la pellicola, ed essendo stati insieme due anni per realizzare le riprese, sono tornati a fare coppia fissa. Nella vita reale così come sul grande schermo, dunque.

Qui il trailer italiano.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.