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«A discesa iniziata, sto solo aspettando di fermarmi per inerzia»

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Ratatouille

ottobre 5, 2007 film Comments

Ratatouille (poster)

Ratatouille

di Brad Bird (Usa, 2007)

Io sono di parte. Io non dovrei scrivere una recensione, né parlare, di film Pixar perché semplicemente li adoro. Difatti credo che “Ratatouille” sia uno dei più bei film mai prodotti dalla Pixar. In un’ipotetica classifica forse dietro solo a “Gli Incredibili” e a “Monsters & Co.”.
Questa pellicola è meravigliosa. Dunque, vediamo: per spiegarlo da dove posso incominciare? Dal punto di vista tecnico/espressivo, più passa il tempo più gli uomini di casa Pixar si migliorano. Come esempio vi basti osservare il dettaglio del pelo dei topi o i riflessi di luce sui capelli della giovane cuoca – si direbbe ‘commis’ ma a me piace usare ancora il termine ‘cuoca’.
Certe scene ti lasciano a bocca aperta per come sono curate nei dettagli o per il dinamismo così realistico – vedi tutte le volte che uno o più topi scappano per sottrarsi alla furia degli umani, o alla discesa rocambolesca nelle rapide di un corso d’acqua nella campagna francese.
Dal punto di vista della storia devo ammettere che non è banale. Anzi presenta degli elementi di originalità. Si, vero: c’è la storia dell’amicizia tra due giovani cuochi che si trasforma in amore, c’è l’amicizia tra un simpatico animaletto ed un ragazzo, c’è il rapporto conflittuale padre/figlio, c’è il cattivo che ostacola il buono, tutti elementi idealtipici. Ma c’è anche qualcosa di nuovo come il raggiungere i sentimenti del perfido antagonista andando a toccargli alcune corde nostalgiche (non vi dico come per non togliervi il gusto della sorpresa), c’è il tema dell’haute cuisine e quello dello slow food vs. i cibi surgelati e/o precotti.
Insomma una bella commedia a cartoon in puro stile Pixar, in cui il pizzico del buonismo Disney c’è, si sente, ma fortunatamente non è tanto e non dà fastidio.
Volete che vi racconti l’incipit della storia in poche righe? Un topolino si vuole distinguere dal suo gruppo. Si sente diverso dagli altri: non sente solo il bisogno di sfamarsi ma ha una vera predilezione per il cibo. Quando mette qualcosa in bocca riesce a provare mille sensazioni estatiche. Una disavventura lo porta in città. Casualmente arriva nel ristorante che porta il nome del suo mito, un famosissimo cuoco francese – ormai però defunto. Qui incontra un ragazzo molto imbranato, uno sguattero, che presto però, con il suo aiuto, riesce a diventare una piccola celebrità dei fornelli.
Mi è piaciuta molto la costruzione di alcuni personaggi come il cuoco Gusteau, un bonario chef ciccione che dispensa consigli a Remy, il topo protagonista – nonostante in realtà sia solo una proiezione della sua immaginazione, così come ho trovato molto simpatico sia il personaggio del fratello di Remy, che s’ingozza con qualsiasi cosa commestibile gli capiti a tiro, che il misterioso cuoco in seconda che pare abbia un passato da galeotto.
L’immagine che si dà della Francia è ancora quella della Parigi da cartolina ma cosa importa? In fondo questa è una favola bella che serve a far sognare. Una deroga al realismo, in questo caso, è più che doverosa.
Di questo film mi è piaciuto tutto. Persino i titoli di coda. Non ho voluto lasciare il cinema sino alla fine, anzi ho odiato quella gente che, appena accese le luci in sala, è iniziata a sgattaiolare via, distraendomi dalla visione della buffa animazione finale.
In apertura di film hanno mostrato un piccolo teaser trailer di “Wall-E”, il film che la Pixar porterà nelle sale l’anno prossimo, ed uno spassosissimo corto cartoon con protagonista un alieno tanto maldestro quanto simpatico.
Note tecnico/artistiche: la scenggiatura è di Brad Bird. Il soggetto è stato scritto dallo stesso Brad Bird, da Jim Capobianco, da Jan Pinkava, da Emily Cook e da Kathy Greenbergle. Brad Lewis ha svolto il ruolo del produttore. Il produttore esecutivo è John Lasseter (il regista di Cars, Toy Story 2 e Bug’s Life). Le musiche sono di Michael Giacchino.
Nella versione originale è stato Peter O’Toole a dare la voce al personaggio di Anton Ego.
“Ratatouille” è il nome di un piatto della tradizione popolare francese a base di verdure tagliate a fette. Il termine si pronuncia “Ratatuì” (non ho capito se con, o senza, accento sull’ultima vocale).
Questo film uscirà nelle sale italiane il 19 Ottobre distribuito dalla Disney.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Il mirror su ScreenWeek Weblog.

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2 giorni a Parigi

ottobre 5, 2007 film Comments

2 giorni a Parigi (poster)

2 giorni a Parigi

di Julie Delpy (Francia, Germania, 2007)
con Julie Delpy, Adam Goldberg,
Daniel Bruhl, Marie Pillet, Albert Delpy,
Aleksia Landeau, Adan Jodorowsky, Alexandre Nahon,
Chick Ortega, Ludovic Berthillot, Veronica R. Moreno

Stupenda commedia. Molto esilarante. Io e i miei amici (Anna e Flavio) abbiamo riso dall’inizio alla fine. E – vi dico di più – in sala non eravamo i soli.
Julie Delpy ha scritto, diretto ed interpretato questo piccolo gioiellino di pellicola. Non solo. Suo anche il montaggio e la scelta delle musiche. Se non sbaglio in un pezzo canta anche in compagnia dei Nouvelle Vague.
La trama: Marion e Jack, due giovani fidanzati (lei parigina, lui americano) vanno in vacanza a Venezia. Prima di tornare a New York, dove vivono, passano da casa di lei, a Parigi, per riprendersi il gatto e per conoscere i genitori di lei. Cosa succede durante questi due giorni trascorsi nella capitale parigina? Di tutto. Lui è completamente spaesato. Non conosce la lingua e si sente continuamente preso in giro – anche perché, in realtà, un po in giro lo prendono. Anzi un bel po’. Soprattutto il papà di lei.
Il film porta alla luce un sacco di temi che sono frequentissimi nelle problematiche di coppia, come la gelosia, gli ex, l’amore e l’amicizia, il sesso, la perdita dell’interesse dell’uno nei confronti dell’altra – e viceversa. Metteteci sul carico anche che lui è un ipocondriaco cronico, igienista, alquanto chiuso alle novità, follemente geloso e fortemente competitivo – odia il fatto che la sua donna primeggi su di lui in qualsiasi campo. Lei invece è una fotografa alquanto libertina, nel senso che ha avuto un passato abbastanza variegato dal punto di vista sessuale. In qualche occasione inoltre perde completamente le staffe, dà di matto e si scaglia violentemente contro le persone che reputa la feccia dell’umanità.
La completa mancanza d’adattamento di lui, la stranezza dei parigini che incontreranno e le bugie di lei sui rapporti (mai chiusi) con i suoi precedenti partner porteranno alla rottura del rapporto.
Ho apprezzato particolarmente il finale. Particolarmente serio e dalle tinte fortemente drammatiche. La Delpy è stata molto brava a tracciare in pochi minuti, con l’aiuto della sua voce fuoricampo, un riassunto di cosa significhi ad una certa età sentirsi soli, aver paura di un rapporto di coppia definitivo, accontentarsi dei pregi del partner, dimenticandone i difetti, e cose di questo genere. Una riflessione breve ma intensa e dal forte significato realistico.
Questa è una commedia tutta basata sulla parola e sul dialogo. Gli scambi di battute tra i due protagonisti sono assolutamente godibili. Emtrambi hanno dei tempi comici pressochè perfetti. Due maschere – ma forse sarebbe meglio dire due facce – dall’espressione semplice, banale, comune che però riuscivano a tirar fuori un’acume, una sapidità di battute, davvero notevole. Sarcasmo puro. Ne sono sicuro: i critici sarebbero pronti a definire la Delpy come la nuova Woody Allen in gonnella. Ma sarebbe riduttivo e forse fuorviante. Le uniche cose che accomunano i due sono la città di residenza (New York) e un paio di tematiche (il sesso ed i rapporti di coppia). Forse troppo poco per accomunarli con tanta facilità.
Pellicola consigliata a tutte le coppie d’innammorati con un minimo senso di autoironia.
Gossip meta-cinematografico: i due attori che interpretano i genitori di lei sono davvero i genitori di Julie Delpy. I due attori protagonisti, diverso tempo prima di girare il film erano fidanzati. Dopo aver girato la pellicola, ed essendo stati insieme due anni per realizzare le riprese, sono tornati a fare coppia fissa. Nella vita reale così come sul grande schermo, dunque.

Qui il trailer italiano.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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