Andai da Grazia e trovai chiuso

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Domenica (ieri) sera sono stato all’Auditorium di Roma per l’aperitivo organizzato dal blog di Grazia. Mea culpa: ho fatto tardi. I battenti si aprivano alle 18.30. Io sono arrivato alle 19.20 circa. Mi accompagnava l’amico Domenico ‘Negus’. Cinquanta minuti di ritardo non mi spaventavano ma il fatto che, entrando nel complesso del Parco della Musica, abbia notato centinaia di persone uscire con una borsa sotto braccio mi ha insospettito. Non poteva che essere un omaggio. Orde di gadget-hunter che si avviavano verso casa. Dubbi s’adombravano nella mente. Può mai essere terminato tutto l’ambaradan? Di già? Preoccupato entro e raggiungo il grande salone che si trova sotto le gradinate della Càvea. I miei timori erano fondati. L’evento era già bello che terminato. O quasi. I camerieri stavano sbaraccando, portandosi via tutti i vassoi del buffet che parevano quasi immacolati – o comunque in grado di poter sfamare ancora una quindicina di persone. Non mi sono dato per vinto. Ho pazientato e allo stesso tempo mi sono dato da fare. Ho cercato in giro Bambolescente per i saluti di rito. Ero ovviamente anche in cerca di spiegazioni e volevo gentilmente porgerle le mie scuse per il ritardo. Nulla. Scomparsa. Intanto Onino è passato a dare un occhiata con un amico. Un rapido ragguaglio sulla repentina chiusura del party/evento e sparisce anch’egli. Come mai? Scopro stamane che i due avevano deciso di mettere mano al proprio portafogli e spiluccare qualcosa al bar di fronte. Un ripiego insomma su di un’aperitivo auto-finanziato.
Dopo quindici/venti minuti di attesa arriva finalmente Laura Carcano. Saluti, baci, domande. Mi dicono che qualcuno si sia spacciato per il sottoscritto, accaparrandosi il badge con il mio nome. Poco male. Non mi tange. Mi danno un pass vuoto a mo’ di contentino. Sarà gelosamente conservato come ricordo. Appena sono stato adocchiato dalla Laura sono stato riempito di gadget: una copia dell’ultimo numero di Grazia, una copia di “Ti con zero” – romanzo di Italo Cavino – e un’utilissima agendina ad anelli con fogli quadrettati che da stamane è andata a fare da corredo permanente della mia borsa jeans da giorno Energy.
Ma insomma: cosa era successo? Come mai un durata così breve? A quanto pare le graziabloggers sono state scacciate nel senso letterale del termine. Uno degli sponsor, o chi per lui, aveva pattuito con la direzione dello stabile la chiusura per le ore 21.00 ma poi, verso le 19.15 qualcuno ha dato ordine ai camerieri di sala di battere in ritirata. Nessuno dell’organizzazione però ha mosso una foglia, o meglio: nessuno si è opposto, si è fatto valere o ha minacciato una campagna denigratoria pluriennale sulle testate Mondadori nei confronti dell’Auditorium romano.
Ti veniva quasi da dire che Roma è Roma e non Milano. Ma son parole intuli e sprecate. Vuoi che non lo sappiano? Qui la puntualità non è di casa. Daccordo. Ma anche loro… chiudere un evento mondano così raro (ed eslcusivo?) così presto! Quantomeno io lo reputo strano. Non ho partecipato a migliaia di aperitivi in vita mia ma aprire e chiudere le danze in meno di un’ora non m’era capitato. Sarà stato a causa del tipico assalto al buffet che a quanto pare si è consumato in una manciata di attimi?
Poco male. Pazientemente io e il Negus abbiamo atteso che le Monda-organizers terminassero di sistemare il loro equipaggiamento. Ci siamo presentati ad alcune bloggers, giornaliste e/o pseudo tali, quindi abbiamo proposto una capatina nel centro della Capitale per rifocillarci adeguatamente. Ci hanno seguito fidandosi ciecamente Bambolescente, Viscontessa e Visconte, Silvia e Michela della Mondadori, Giulia di SaiTenereUnSegreto e Roberta di LoFaAncheBaricco. Le abbiamo quasi costrette a prendere i mezzi pubblici (minacciando in alternativa ore di girotondi per trovare parcheggio nei paraggi di piazza del Popolo), nonostante fossero in bilico sui tacchi/trampoli da diverse ore. Siamo finiti a cenare in piazza Augusto Imperatore da ‘Gusto. Due chiacchiere in compagnia accompagnate da bruschette miste, qualche pizza e diversi boccali di birra.
Mi ritengo fortunato: la serata è stata gradevole. La compagnia è stata di compagnia. Si è riso. Abbiamo anche cooptato due simpatiche invitate per il prossimo party dell’ex Staff Andria. Cosa volere di più da una domenica sera di fine Settembre?

31 comments

  1. Interessante resoconto. Una domanda:
    Avete fatto alla romana con le madmuasels o ognuno ha pagato il consumato?

  2. Le mondadorine hanno messo in rimborso spese. Il resto è stato diviso in parti uguali.
    Ci tengo a precisare che il Domenico e il sottoscritto non erano i soli uomini alla tavolata. Con noi c’era anche il signor Visconte.
    Ma non si diceva, poi, “Mademoiselles”?

  3. ma la domanda dell’(caro Smeerch, diresti così te, giusto?)Enrico deriva forse dal fatto che è invidiosissimo di Smeerch+Domenico+il-signor-Visconte che hanno bivaccato con le madmuasels?
    :)

  4. Non so Milla. Non credo. Enrico è un caro amico che si diverte a pungolarmi. L’invidia non c’entra. Credo volesse sottolinerare le mie inutili precisazioni diaristiche. O forse no. Forse buttarla sulla mia (presunta) avarizia. Mah…
    Io comunque l’articolo determinativo davanti ai nomi propri lo metto solo a fini canzonatori.
    Sono uomo del sud, io! :D

  5. Caro Smeerch (2), ho deciso che il 10 novembre ti porto giù una bella camionata di Men’s Health. Vedo che anche te, nonostante le tue resistenze, ne avresti alquanto bisogno. Come tutti gli uomini hai qualche problemino a individuare le figure retoriche (il fine della parentetica di cui sopra era solo canzonatorio).
    Sono una donna, io!* :D

    * è gradita l’interpretazione non sempre letterale di quello che (stra)dico

  6. Vagonate di Men’s Health? Oddio! E adesso come la interpreto? :D
    Decine di copie o decine di lettori omossessuali? :D

  7. [ti rispondo da sotto la scrivania. dove sono rotolata mentre leggevo il tuo ultimo commento]

    ora però sono io che non so come interpretare il tuo shift camionata=>vagonata… c’è sotto qualcosa oppure resto fedele al mio motto “gli uomini vanno sempre presi alla lettera” e lo considero una svista?

  8. Siamo finiti in un vortice di fraintendimenti. :D
    Io volevo semplicemente chiedere: chi mi porti alla festa? Copie del giornale per istruirmi su l comportamento degli uomini di mondo degli anni 2000 o esseri umani di sesso maschile?
    No, perché a questo punto io opterei per la meno peggio delle due ipotesi: il giornale. :D

  9. ma quello l’avevo capito anche da me!!!!! ma per cosa mi hai preso.
    io ti chiedevo solo se c’era dell’altro che dovevo tirar fuori dal tuo “vagonata”! cmque ok, mi hai risposto lo stesso.

    ma… stai cercando di vendicarti (indebitamente, del resto)???

    ps. permettimi di correggerti. Non “sul comportamento degli uomini di mondo degli anni 2000″ ma “sull’ABC del comportamento degli uomini da che mondo è mondo”

  10. Io avevo semplicemente frainteso “camionata” con “vagonata”. Ma poi.. al limite… non si possono trattare da sinonimi per una volta? :D
    Null’altro da tirarci fuori da quel termine.

    Non ho nulla di cui vendicarmi. :)

    Lascia che me la tiri su questa cosa. “sull’ABC del comportamento degli uomini da che mondo è mondo” non ho bisogno di consigli! :D

  11. … si dice sempre così!
    :)

  12. Ciao Milla, ciao Nicola. Mi sono molto divertito a leggere i vostri commenti.
    Milla ero anche un po’ invidioso. Ebbene sì.

    Enrico

  13. No, Enrico non calare le braghe così presto. :D

  14. Ciao Enrico (Nicola l’ho già salutato 20 volte oggi). Anch’io mi sono divertita molto a leggere i vostri commenti.
    E… calate pure, non vi preoccupate. Le donne non vi giudicano male per questo (anche Men’s Health approverebbe).

  15. Dovrei inziare a farmi pagare per questo massivo ‘name product placement’ :D

  16. be’… pensavo fossimo già d’accordo, no? te pensi al ‘name product placement’ e io a caricare la vagonata di [bip!*]

    * mi astengo da qualsiasi forma di pubblicità spudorata

  17. … quasi quasi ci faccio un post. Gratis ovviamente. :D

  18. … nel qual caso le vagonate (camionate?) saranno 2.
    te lo meriti

  19. Allora me le vado proprio a cercare!
    Cosa dovrei fare, invece, per non riceverne manco una, di vagonata? :D

  20. Cara Milla,
    a men’s health preferisco vanity fair che mi accompagna la mattina presto prima di andare al lavoro.
    A tal proposito vi chiedo, vi si addormentano anche a voi le gambe quando leggete troppo al bagno?
    E soprattutto vengono anche voi i cerchietti rossi sulle cosce dovuti al peso dei gomiti appoggiati per la lettura?
    Attendo vostri lumi.

  21. E ti pareva che si finiva a parlare di merda? :D
    Men’s Health dovrebbe essere un ‘maschile’. Vanity Fair un femminile. E mi dicono sia pure moooolto meglio. :D

  22. Confermo Smeerch: Vanity Fair è molto meglio.

    C’e’ un problema pero’: quando rubo Vanity Fair alla mia ragazza mi appassiono sempre a quelle storie un po’ troppo da femmine. Allora mi viene il senso di colpa.

    Chiudo quindi la rivista e passo a Men’s Health (“come farle dimenticare il suo ex” e’ il mio articolo preferito).

    Il risultato è che rimango sempre in bagno e la comunicazione di coppia ne risente in modo decisivo. Come fare?

  23. tutto ciò che è femminile è molto meglio.

    detto questo, rendo merito a Enrico che al bagno ci porta la concorrenza :)

  24. Flavio, e a me lo chiedi?! :D

  25. Flavio, è semplice: Men’s Health va letto fuori dal bagno

  26. Io da un paio d’anni in bagno leggo solo GQ.

  27. bravo Smeerch!

  28. Anche Affari e Finanza di Repubblica spinge molto.

  29. Mi dicono soprattutto l’editoriale di Turani. :D

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