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Undelightful adv soundtracks



Il brano taroccato per lo spot che vedete qui sopra (Mars Delight) è “All mine” dei Portishead. Eresia!

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Dopo le palline colorate che ruzzolano giù per le strade di San Francisco, le esplosioni di vernice sui palazzoni e i conigli di plastilina che invadono la città, è la volta di un nuovo spot partorito per Sony dalle menti ultra creative dell’agenzia Fallon di Londra. 128 musicisti chiamati a suonare una melodia composta da Peter Raeburn. Ognuno suona una sola nota. Capolavoro!
Lo spot si chiama “Music Pieces” ed è stato diretto dal regista Nick Gordon per la campagna dei nuovi prodotti della linea Sony Walkman.
Clicca sul player in alto per visualizzarlo.
Fonte: Gizmodo.it.

SmeercHouse 28 Ottobre 2007



Anche questa settimana sono riuscito ad andare in onda, seppure ho dovuto far slittare la trasmissione di circa 24 ore. Puntata numero 4 della quinta edizione. Diversi brani presi in prestito dall’ottimo archivio di Dj Nero, una citazione sospetta di plagio nel mezzo e tanta musica house in coda.
Come al solito per ascoltare cliccate il tasto ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete in alto. Oppure cliccate qui per scaricare il podcast (File Mp3 da 42,1 MB – 122 Min. – 48Kbps – Mono – 22 kHz)

La tracklist:

1. Dj Cam feat. Tassel & Naturel – So What part II
2. Radio Citizen – El Cielo
3. Micatone – Nomad (Radio Citizen Remix)
4. Giuliano Palma & The Bluebeaters – Tutta Mia La Città
5. David Holmes – What R We Stealing
6. Chromeo – Bonafied Lovin’ (Tough Guys)
7. Chromeo – Tenderoni (Album Version)
8. Kathy Diamond – All Woman (Vocal Mix)
9. Rosalia De Souza – Canto De Ossanha (Big Bang Remix)
10. Martin Solveig – You Are My Friend
11. Calvin Harris – Love Souvenir
12. Neffa – Blu
13. U2 – Stay (Faraway, So Close)
14. M? – Hot Diggy
15. Quentin Harris feat. Colton Ford – Gotta Do
16. Victor Davies – Runaway Train (Wahoo Remix)
17. Deep Sensation – Somehow, Somewhere (There’s A Soul Heaven)(Cleptomaniacs Ghetto Anthem Mix)
18. Deelay & Crystal Waters – Come On Down (Extended Mix)
19. David Guetta – Love Is Gone (Original Club Mix)
20. SE:SA feat. Sharon Phillips – Like This, Like That (Vocal Mix)

Heartbreaker – Vizio di famiglia

Heartbreakers (poster)

Heartbreakers – Vizio di famiglia
(Heartbreakers)

di David Mirkin (Usa, 2001)
con Siguorney Weaver, Jennifer Love Hewitt,
Gene Hackman, Ray Liotta, Jason Lee,
Anne Bancroft, Nora Dunn

Questa commedia è una specie di versione al femminile di “2 figli di”. Due donne (madre e figlia) organizzano truffe ai danni di facoltosi uomini sfruttando appieno le loro doti da seduttrici incallite. Puntano un uomo, lo fanno innammorare, si fanno sposare, poi lo spingono al tradimento, lo beccano sul fatto e chiedono il divorzio. Lauto incasso assicurato.
Ma le cose non sempre vanno per il verso giusto. Dopo 13 matrimoni, messe alle strette da una severissima agente del fisco che esige tasse arretrate e minaccia sanzioni penali, le due mangiauomini decidono di andare a Palm Spring per fare il colpo della vita: incastrare un multimilionario babbeo con il collaudatissimo trucco. Purtroppo non sarà così semplice. Sulla loro strada troveranno infatti un barista innamorato della giovane figlia e un ex truffato pazzo d’amore per l’avvenente madre.
E’ una commedia un po’ telefonata (che brutto questo aggettivo), ossia si sa già dal principo come vanno a finire le cose. Tuttvia io l’ho trovata gradevole, soprattutto grazie al cast di prim’ordine. Insomma uno di quei film che è retto più dalla bravura degli attori che dal soggetto.
Sigourney Weaver veste i panni della quarantenne fatalona. Ammaliante e sicura di sè – forse fin troppo. Iperprotettiva nei confronti di sua figlia poiché da giovane è stata sedotta ed abbandonata da un bastardo – come dice lei. Ora: in quanto ad età ci siamo; ossia è vecchia abbastanza per essere la mamma della Hewitt ma sull’allure/fascino di questa donna avrei da ridire. La Weaver non è carina. Non lo è mai stata. Non ha un bel viso. Non credo che vestiti attillati, grandi scollature ammiccanti e continui accavallamenti di gambe siano sufficienti per fare di lei una matura femme fatale.

Jennifer Love Hewitt di suo è giovane e caruccia. A dirla tutta però a me non è mai piaciuta. Tutto sommato truccatori e costumisti sono riusciti a far di lei un bel bocconcino. Ha decisamente un bel fisichino, le sue forme sono in continuo miglioramento, nel ruolo è abbastanza credibile… eppure non mi ha convinto al 100%. Può una donna così farti innammorare seduta stante con un sol battito di palpebre? Ecco: questa è la domanda che mi sono posto.
Ray Liotta fa il malavitoso con la faccia d’angelo. Uno sciupafemmine dall’appetito sessuale inarrrestabile. Cosa che gli riesce magnificamente. E non aggiungo altro.
Ho trovato simpatico Gene Hackman nel ruolo del milionario, un vecchiaccio scorbutico e tabagista incallito, afflitto da una tosse fastidiosa. Peccato che il suo personaggio non duri a lungo e che non sia il fulcro della storia.
Jason Lee è quell’attore che fa il protagonista della serie tv “My Name Is Earl”. Senza baffoni è molto meno buffo ma se la cava egregiamente nella parte del bravo ragazzo che perde la testa per la piccola truffatrice carina ma stronzetta.
Squisita la colonna sonora: sono stati usati diversi brani ispirati alla bossa nova tradizionale. Tra questi anche “Tropicalia” di Beck.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Domani SmeercHouse

SmeercHouse logo

Mi spiace: stasera niente SmeercHouse. Sono impegnato in altre cose personali – più o meno importanti. Non preoccupatevi però; l’appuntamento di questa settimana con la trasmissione non salta. Provate a collegarvi domani, 29 Ottobre, sempre su RadioNation, canale 1, porta 8080. Magari verso le 16.00. Se non mi trovate provate anche alle 18.00. :D

Domani in tv

Confidence (poster)Quo vadis baby

Domani sera Rete 4 manderà in onda due film che vi consiglio di vedere.
ore 21.30 > Confidence di James Foley con Edward Burns, Rachel Weisz, Andy Garcia, Paul Giamatti e Dustin Hoffman;
ore 23.45 > Quo vadis, baby di Gabriele Salvatores con Angela Baraldi, Gigio Alberti, Andrea Renzi, Claudia Zanella, Bebo Storti, Luigi Maria Burruano ed Elio Germano.
Se cliccate sul nome dei film potete leggere cosa ne ho pensato quando li ho visti, tempo fa.

Rock dj set @ Jailbreak Pub

Jaibreak Rock Dj Set

Fra 3 ore circa mi trovate dietro la consolle del Jaibreak Pub a mettere musica rock! :-S
Prima c’è il concerto degli In Seta. Prima ancora un set live dei Loxx.

Maggiori informazioni sulla serata le trovate qui.

The Bourne Identity

The Bourne Identity

The Bourne Identity

di Doug Liman (Usa, 2002)
con Matt Damon, Franka Potente,
Chris Cooper, Julia Stiles, Clive Owen,
Brian Cox, Adewale Akinnuoye-Agbaje,
Orso Maria Guerrini, Tim Dutton, Nicky Naude,
Gabriel Mann, Dennis Braccini, Russell Levy

Un paio di domeniche fa ho visto sulla fiancata di un autobus un cartellone che pubblicizzava il terzo episodio della serie, quello dal titolo “The Bourne Ultimatum”. Un critico alquanto noto ne parlava come ‘il miglior film d’azione degli ultimi anni’. Io non lo so. Il terzo episodio non ho ancora avuto occasione di metterlo sotto la lente (uscirà nei cinema il 1° Novembre) ma, avendo visto il primo qualche sera fa (per metà su RaiTre e per metà in DivX), posso dire che non mi è sembrato tanto diverso dagli altri ‘action movie’. Magari dignitoso, quello sì, ma di certo le idee nuove erano poche. Forse il fatto principale, l’amnesia del protagonista, l’andare a ritroso nella scoperta della sua identità, è l’unico guizzo d’ingegno che, fortunatamente, regge tutto il resto. Credo tra l’altro che sia proprio preso dal romanzo da cui il film è tratto ossia “L’uomo senza volto” di Robert Ludlum.
Ad esempio tutta la sottotrama dell’innammoramento tra lui e lei è preso pari pari da “Commando”. Sì, proprio quello: il film del 1985 con Arnold Schwarzenegger come protagonista. Che poi altro non è che una messa in scena della classica sindrome di Stoccolma: il caso vuole che lei venga rapita da lui – in maniera più o meno violenta. Dopo tante peripezie vissute insieme, lei finalmente s’innammora di lui.
Buona l’idea del conto cifrato inserito sottopelle nel microchip a led luminoso.
Così come l’agenzia governativa che, fallito un obiettivo, tenta di disfarsi dell’agente in missione, liquidandolo e prendendone le distanze. Non succedeva così anche in “Spy Game” di Tony Scott con Robert Redford e Brad Pitt?
Già visto. Dunque ‘skippiamo’ oltre. Matt Damon è bravo a recitare. Certo. Le sue performance in “Ocean’s Eleven” ma soprattutto in “Genio Ribelle (Good Will Hunting)” sono state meravigliose. Poi tende a ripetersi. Bravo, ma non lo reputo uno degli attori più versatili. Per fare l’agente segreto ha la faccia troppo da bambocetto di buona famiglia.
Le scene d’azione sono valide. Ma io le ho trovate nella norma… sarà che non sono un esperto… L’inseguimento, ad esempio, mette addosso tanta ansia, scariche di adrenalina, ma chissà perché, se proprio Parigi deve essere lo scenario in cui rincorrersi con le macchine ad altissima velocità, io continuo a preferire gli inseguimenti nelle viuzze visti in “Ronin” di John Frankenheimer. Come mai, poi, l’auto guidata dal protagonista è una Mini? Cos’è, andava di modain quel periodo? Non erano anche Mini le auto usate per gli inseguimenti in “The Italian Job” (F. Gary Gray, 2003)?
Anche i combattimenti a mani nude dicono il fatto loro. Sono abbastanza rudi e iperrealistici da fare eiaculare un qualsiasi nerd con la fissa delle lotta e/o arti marziali.
Franka Potente non è carina, né bella, né figa. E’ un bene o un male secondo voi? Non so. Io in un film patinato di questo tipo mi aspetto di trovare un bel visino che risulti gradevole allo spettatore. Invece non c’era. Magari mi sbaglio. Magari la scelta era cosciente, volendo piazzare un volto più credibile nei panni di una sfigata, sfaccendata e squattrinata.
Chris Cooper l’ho scoperto con Il ladro di Orchidee. Chissà dove avevo la testa prima. Insomma lì la sua performace da schizzato sdentato esperto di botanica mi ha fatto trasalire. Guai a definirlo un attore di serie B. Questo è uno che vale. E molto. Da mettere poco lontano dall’Olimpo dei mostri sacri di Hollywood. Mi auguro che presto vinca un Oscar – qualora non sia già ancora accaduto.
Julia Stiles è troppo ‘zuccherino’ per far parte della più importante agenzia d’intelligence del mondo. Viso dolce non rende scaltrezza. Il suo personaggio è una specie di super segretaria tuttofare esperta di tecnologie e intercettazioni audio. Definirla agente speciale in missione all’estero sarebbe davvero troppo.
Vi ho già detto che Brian Cox è un grande attore? Si, credo di avervelo detto in occasione della recensione di “Correndo con le forbici in mano”. Qui fa le parte di un anziano agente CIA. Anzi no, di un dirigente conscio della sua funzione non proprio cristallina ma che sembra perplesso, turbato, forse pentito. Ma poi…
Ragazzi, ma l’avete visto Clive Owen? Questo è proprio il ruolo suo! Freddo, spietato, distaccato: killer professionista con gli occhialini da professorino del crimine. Simply perfect.
Mi fa piacere veder recitare un attore italiano così valido come Orso Maria Guerrini in una superproduzione americana. Peccato poi che il copione gli faccia cucinare ravioli. Vi sembra credibile che un marinaio italiano che sta due settimane in barca nel mediterraneo occidentale cucini sempre e solo ravioli nella sua cambusa? Non è il solito luogo comune dell’italiano visto dall’americano che di pasta e alimentazione all’italiana non capisce un tubo?
Due parole sulle location della pellicola. Parigi è un po’ un cliché che si ripete. Come a dire che non sei un agente internazionale degno di nota se non hai operato almeno una volta nella romantica capitale francese. Interessante la casa di campagna immersa nella neve – credo si trattasse della Francia del sud – e l’arredamento molto minimal e superchic dell’appartamento di Jason Bourne.
Colonna sonora: onestamente non me la ricordo. Non credo fosse degna di nota. Probabilmente una di quelle tracklist fracassone pseudo elettroniche che ormai sono sinonimo di ‘action’.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Scala di apprezzamento per esseri umani di sesso femminile

Carina, bella, bellissima, bona.
Rispettivamente: Katie Holmes, Paola Perego, Charlize Theron, Sonia Aquino.
Fuori categoria, da passarci una vita insieme: Giorgia Surina.

2061 – Un anno eccezionale

2061 (poster)

2061 – Un anno eccezionale

di Carlo Vanzina (Italia, 2007)
con Diego Abbatantuono, Emilio Solfrizzi,
Sabrina Impacciatore, Dino Abbrescia, Andrea Osvart,
Stefano Chiodaroli, Jonathan Kashanian, Antonello Costa,
Ninì Salerno, Ugo Conti, Anna Maria Barbera,
Massimo Ceccherini, Michele Placido,
Alessandro Paci, Paolo Macedonio

Se si è in cerca di buonumore di certo un po’ se ne trova in 2061. Qualcuno dirà che si tratta del solito film dei Vanzina ed in parte avrà ragione. Io, ad esempio, in diverse scene ho riso. E non me ne vergogno. Ho trovato molto divertenti alcuni passaggi in cui la loquela di Emilio Solfrizzi si fa serrata ed ansiogena – ma io, essendo pugliese, mi trovo qui ad essere di parte. Un po’ meno riuscita la performance di Dino Abbrescia – anch’egli pugliese. Non credo sia colpa sua. Forse il personaggio del mezzo matto non era adatto a lui.
Squisita Sabrina Impacciatore nei panni della prostituta dal cuore d’oro che si sacrifica per la causa della ‘Patria’. Tira fuori tutta la sfliza di espressioni romanacce di strada e ti fa sorridere. Più e più volte. A me piace sin da quando si guadagnò a fatica uno spazietto in Macao (la trasmissione tv di Boncompagni). Le scene in cui la sua Mara tuba con Nicola (il personaggio di Solfrizzi) non funzionano molto. Sembrano un po’ fuoriluogo. Una parentesi sentimentale in questa farsa triviale – a tratti anche slapstick – non ci sta. Ma non credo che la colpa sia dei due attori.
Michele Placido recita per una decina di minuti. Fa quasi un cammeo. Credo che in questi ruoli comici tenda un po’ a ripetersi. Per carità: è bravissimo e divertente. Ma mi sembra che alcune caratteristiche tirate fuori in 2061 per il cardinale patriota le abbiamo già viste nel prete pragmatico de La rosa del deserto.
Paolo Cevoli ahimé è un po’ limitato. Simpatico – io lo trovo geniale – ma non riesce a tirar fuori tutto l’assessore di Roncofritto che ha in sé. Occasione sprecata.
Ninì Salerno è perfetto nella parte del nobile. Un vero signore. Mi spiace che un attore del genere non venga mai lodato; è proprio bravo.
Ugo Conti da anni lo prendono a recitare solo per fare un’opera di bene. Lo so, è una cosa cattiva da dire ma io penso a lui. A quell’età fa ancora in tempo a cambiare mestiere? Spero di sì. Ripeto: lo dico per lui.
Andrea Osvart è mooooolto carina. Bionda, capello corto, gambe lunghe e fisico mozzafiato. Dice che non vuole buttarsi via, che non vuole rimanere ingabbiata nella parte della strafiga messa lì per portare dei maschi in calore al cinema. Però mi sa che ha sbagliato film. Fa piacere comunque vedere che parla benissimo l’italiano.
Anna Maria Barbera fa Anna Maria Barbera, ossia Sconsolata. Il solito ruolo. Ovvio. Vederla sparare contro le forze armate della repressione in minigonna è una scena imbarazzante che dà il voltastomaco.
Ceccherini fa il matto. Ancora una volta. Ancora una volta al suo fianco, in ombra, c’è il fedele compagno Alessandro Paci. Il siparietto sui fiorentini Cecchi Gori contro i Della Valle machigiani (vedi il riferimento ai Guelfi vs. Ghibellini) sembra scritto da loro due. Il linguaggio e i temi sono ricalcati da quelli della tifoseria della Fiorentina.
Su Antonello Costa e Paolo Macedonio calerei un velo pietoso. Mi spiace solo che ai due personaggi siciliani da loro interpretati vengano affibbiate diverse caratteristiche negative come l’ignoranza, la disonestà, l’ingenuità, ecc.
Jonathan Kashanian (il Jonathan del Grande Fratello e di Modeland) fa il gay effemminato. C’è niente di più banale? Le batture triviali da osteria si sprecano. Tra l’altro sono sempre le stesse da diecimila anni. Mi sembra assurdo che si sia prestato ad interpretare questo ruolo. L’avrà fatto per soldi e/o popolarità? Con un po’ più di coerenza e di dignità credo che avrebbe desistito.
Stefano Chiodaroli urla a perdifiato proprio come quando interpreta il personaggio del panettiere padano che l’ha reso famoso. Qui lo vediamo nei panni di un pazzo cannibale dalla forza sovrumana. Forse di tutti è quello che ci mette un po’ più di personalità.
Ma andiamo al sodo. Com’è Abbatantuono? Fa ridere? Si. Abbastanza. Non tantissimo. Ma se siete devoti del Terrunciello allora vi sbellicherete dalle risate. Il suo professore parla come il commissario Cotone di Viulentemente mia. Mi chiedo come mai Abbatantuono abbia ritirato fuori questo personaggio – è un linguaggio che adesso usa anche negli spot Telecom Italia. Ci aveva messo un ventennio per liberarsi da quel cliché. Adesso ci è ripiombato. Perché, di grazia? Spiace, in quanto da queste parti la stima per l’attore è davvero grandissima. Cioè, intendiamoci: Abbatantuono può e sa fare di più, sia nei ruoli comici, che in quelli drammatici. C’è ancora bisogno di parlare in maniera forzatamente sgrammaticata con una sequela infinita di calembour grotteschi? Non si tratta più nemmeno di una idea originale, dal momento che c’ha più di 30 anni.
Nel mix degli elementi che compongono questa commedia ci terrei a sottolineare il continuo riferimento al Risorgimento italiano (seppure in maniera squisitamente superficiale) e il tentativo (non credo riuscito) di riproporre l’avventura alla Brancaleone. Si, è vero: un gruppo di straccioni buzzurri e scalzacani attraversa l’Italia da Sud a Nord passando per mille disavventure. Ma non basta. Mi sembra difficile paragonare il lavoro che i due Vanzina e lo stesso Abbatantuono hanno fatto sulla sceneggiatura a quello che 40 anni fa fecero Monicelli, Age e Scarpelli. Non si tratta solo del soggetto ma soprattuto del linguaggio. Per entrambi i film potremmo dire che si tratta di commedia grottesca ma le molte volgarità di 2061 mi sembrano sul serio fine a se stesse. Insomma: quando avevamo 5 anni ridevamo ogni volta che sentivamo dire la parola ‘cacca’. Adesso saremmo anche cresciuti. E’ sbagliato pretendere una comicità un po’ più adulta?
Il film uscirà nei cinema italiani domani, venerdì 26 Ottobre, distribuito da O1 Distribution.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Qui il mirror su ScreenWeek Weblog corredato di foto.