Sogni d’oro

Sogni d’oro (screenshot)

Sogni d’oro

di Nanni Moretti (Italia, 1981)
con Nanni Moretti, Tatti Sanguineti,
Laura Morante, Giampiero Mighini, Remo Remotti,
Alessandro Haber, Gigio Morra, Dario Cantarelli,
Miranda Campa, Sabina Vannucchi, Chiara Moretti,
Alberto Abruzzese, Luigi Moretti, Fabrizio Beggiato,
Mario Monaci Toschi, Cinzia Lais, Claudio Spadaro,
Nicola Di Pinto, Giovanna De Luca, Vincenzo Salemme,
Sara Di Nepi, Mario Cipriani, Oreste Rotundo

Uno di quei tipici film alla Nanni Moretti, molto autobiografici, attraverso cui il regista cerca di fare autoanalisi. La storia è quella di un regista (Michele Apicella, storico alter ego di Moretti), che ha difficoltà ad andare avanti con la sceneggiatura e le riprese del suo film perché s’innammora di una ragazza che lo ignora.
Le tematiche toccate sono le solite: i giovani e la loro apatia, le responsabilità, il diventare adulti, il fare cinema, il dibattere di cinema, i rapporti umani, i rapporti con l’altro sesso, l’innammoramento, la polemica con la televisione, il rapporto con il pubblico, la difficoltà nel trovare un produttore o nel farsi accettare una sceneggiatura. Interessante la messa in scena del parallelo tra il rapporto del protagonista che vive ancora in casa con sua madre ed il film che sta cercando di girare “La mamma di Freud”.
Inoltre ho trovato graffiante e sarcasticamente geniale la polemica sul fatto che i suoi film non arrivano ad un pubblico eterogeneo e di bassa estrazione popolare, polemica ottenuta citando ossessivamente “la casalinga di Treviso, il pastore abruzzese e il bracciante lucano” e arrivando persino a mostrarli in carne ed ossa, in qualità di critici quasi scocciati dal fatto di essere continuamente chiamati in causa.
Tatti Sanguineti più lo vedo recitare più mi fa simpatia. Se si pensa che è anche (e soprattutto) un rispettato critico cinematografico, si capisce come quest’uomo abbia dedicato la propria vita interamente al cinema.
Remo Remotti nei panni di Sigmeund Freud fa morire dal ridere, soprattutto nelle scene in cui da serioso anziano con la barba canuta si trasforma in un frignante bamboccio.
Molto brava anche Piera Degli Esposti nel ruolo della madre del protagonista.
Il padre di Moretti è stato usato per due piccoli cammei nella parte del produttore comprensivo, che svolge la funzione di padre premuroso.
Vedere il prof. Alberto Abruzzese, decisamente giovane, nei panni di un funzionario Rai senza cuore mi ha strappato un sorriso.
Piccoli capolavori gli scatti di ira di Nanni Moretti. Quando si lamenta, quando protesta animosamente, quando diventa insofferente, quando perde il controllo, ecco lì è davvero spassoso.
Questo film è valso a Moretti un riconoscimento speciale della giuria alla Mostra di Venezia del 1981.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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