Grazie, zia

Grazie, zia

di Salvatore Samperi (Italia, 1967)
con Gabriele Ferzetti, Lisa Gastoni,
Lou Castel, Nicoletta Rizzi, Massimo Sarchielli

Pellicola in bianco e nero. Film pseudo-erotico. Tentativo mal riuscito di mettere in scena della malizia. La storia narra di un giovane paraplegico che trascorre l’estate nella villa di una sua giovane zia di nome Lea. Tra i due scatterà l’amore e l’erotismo, pur senza arrivare mai all’atto sessuale completo. Che fosse ancora troppo per l’Italia del 1967 una pellicola con una storia d’incesto?
Ad ogni modo anche qualsiasi dialogo con una parvenza di dialettica politico-sociale è a dir poco verbosa e ridicola allo stesso tempo. Un linguaggio che dev’essere parso vetusto anche allo spettatore del 1967.
Lou Castel è insopportabile. Non tanto per il ruolo che interpreta (Alvise – il protagonista), quanto per la sua mimica impacciata e la faccia da fighetto fallito.
Di questo film ricorderò solo il fascino della bella Lisa Gastoni, nella parte della zia mora e dallo sguardo seducente.
Finale tragico ma che non riesce a trasmettere alcuna emozione.
Recitazione pessima. Doppiaggio da dimenticare.
Il tema musicale è da paranoia. Effetto forse voluto?. Il compositore è il M° Ennio Morricone. Il direttore d’orchestra, invece, è il M° Bruno Nicolai. Durante alcune scene non mancano comunque brani ye-ye molto divertenti.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.