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Milano vs. la Bat provincia

I testi a confronto di Frangetta (Milano is burning) e BAT is burning.

Frangetta (Milano is burning)
di Il Deboscio

BAT is burning
di Smeerch feat. Grafiii


Accumulo libri
Vado allo spazio Oberdan
Vivo all’Isola
Vivo sui Navigli
Vivo in Buenos Aires
Voglio un loft
Compro i Taschen
Faccio lo Ied
Faccio filosofia in statale
Faccio lettere
Faccio la Naba
Facevo Brera
Farò i soldi
Me ne andrò da Milano
Facevo la cameriera
Faccio la barista anzi no la barman
Faccio la dj

Organizzo feste
Mi metto gli occhiali grossi
Mi tolgo gli occhiali grossi
Faccio la grafica
Faccio la copy
Faccio tante foto in digitale
Ho il Macintosh

Vado alle feste di MTV
Che bravo Kounellis!
Che bravo Alessandro Riva! 
Che bella la mostra sulla street art
Gli adesivi
Io aderisco
Guardami, guardami sto appoggiata al muro
Bevo solo la birra e il cuba libre
Sono una tipa complicata
uuuuuuh se sono complicata!
Almeno due concerti al mese
Quanto mi diverto!
Vado al Rocket
Vado al Plastic
Vado al Gasoline
Le mie amiche sono troppo delle pazze
Sono una indie rocker

Sono indigente
Ho la frangetta
Sono estroversa
Sono introversa
Non mi piace il cazzo
Per carità vai via con quel cazzo!
Chattiamo su messenger
Ti faccio vedere le foto del mio gatto
Ti mando una canzone troppo bella
Questa sera andiamo al leonkavallo
Andiamo in ticinella
Minchia che flash!
Facciamoci una canna
La barella no, è da stronzi
Non mi interessano i ragazzi con la macchina bella
A me piace il maggiolone
A me piace il furgone della Volkswagen
Che bello il salone del mobile
Quanta creatività!
Che bello il Mi-art
Basta, Alighiero Boetti ha rotto le palle!
Mi piacciono le foto di Basilico
sono molto intense
Ho Fastweb
mi scarico un film di Antonioni
Fellini, Pasolini, Rossellini, Bolognini
andiamo ai Magazzini
Godard, Truffaut
Non mi piace il cinema americano:
è troppo commerciale
Andiamo alla biennale
I miei genitori non mi capiscono
mio papà mi dice solo "Porco Dio! 
mi spezzo la schiena per farti studiare
Studia, cretina!
Io non ho potuto!"


Milano?!? No non ci posso andare
il mio fidanzato si incazza
Ho casa in affitto a bari
a Bari sta il casino
I paesi limitrofi ormai sono out!
Compro gli elastici di etro
ce li hanno tutte
i cerchietti e i dodo
ce li hanno tutte
Ho le Hogan e i dondup
vanno di moda
I am a very stylish girl!

Conosco tutte le serate in discoteca e le feste private
I p.r. mi mandano gli sms
Sono trooppoo giusta!!!

Oh Raga’, ma si vede che mi sono fatta la lampada?

Mi faccio tante foto con la digitale
così dopo le metto sul profilo
In disco mi fanno sempre le foto
così dopo le metto sul profilo
Sono iscritta a Barinight
Hai il mio nick? Sono Tipagiusta87
Wow!!!

Le mie disco preferite sono:
Jubilee, Lampara, Gorgeous…
Io ho la Mini, tu?
La Smart!
Giro in macchina con la mia amica
Così mi vedono tutti
Ho il cappello di Pinko
Ho fatto un cd troooppo bello!
Love Generation e Ralf a palla!

Sono sempre in lista privé
Bevo vodka pescalemon
Guardami, guardami!
Mi sono stirata i capelli oggi
Sono una tipa troppo avanti!
Ho la borsa di gucci
Leggo glamour
Oggi ho fatto shopping in via Sparano
lì è più giusto
La domenica pomeriggio caffè con le mie amiche del cuore
Mado’ Come sta bono quello che sta passando mo’ vedi vedi
Oh raga’, andiamo a Mykonos o a Ibiza?

Sono una chic io!
Ho gli orecchini di Chanel!
Tutti dicono che sono  facile
Tutta invidia!
Ho tutti gli animoticon su MSN
Collegati, ti faccio vedere le foto di Riccione

Oh Senti a quello che sta a dire,
che io sto svarionata oggi!

Fumo le canne perchè lo fanno tutti
Amo i ragazzi con la macchinona
A me piace l’SLK
Gli ho mandato un SMS non mi risponde.
Madò che palle! Io lo lascio a quello!

Studio a Bari
faccio Economia
Anche noi facciamo l’happy hour
in piscina
o ai Magazzini Get
Ho i Rayban
Ce li hanno tutti
Ho visto "Tre metri sopra il cielo" 17 volte
Quanto sta bono Scamarcio!
Il mio scrittore preferito è moccia
Vedo "Beautiful", "Cento vetrine", 
"Uomini e donne"
… chissà chi va in esterna oggi?!?

I miei genitori mi danno tutto
mia madre mi dice spesso
"Hai studiato troppo oggi,
andiamo a fare shopping
con la carta di papà!"

Italy is burning

Il Deboscio "Frangetta"

Da qualche giorno circola in rete un file audio chiamato "Milano is burning", più tardi ribattezzato "Frangetta". Si tratta di una base, un beat di musica dance elettronica molto minimal e acida su cui una voce sintetica di donna elenca decine di luoghi comuni sulla capitale meneghina. Una specie di frasario della giovane milanese radical-chic molto fighetta. Qui il testo trascritto. Pare che l’abbia creata Il Deboscio. Io ho scoperto tutto ciò grazie al buon Akille.
Linus e Nicola Savino, poi, l’hanno fatta sentire a Radio Deejay il 16 Maggio durante il programma Deejay Chiama Italia e da lì in poi è stato tormentone. Hanno persino lanciato una specie di gara, un concorso senza premi, invitando gli ascoltatori ad inviare una propria versione localizzata. In pochi giorni sono già state realizzate 2 tracce: una per Bologna ed una per Bergamo. Le trovate su Deejay.it.
Oggi ne ho scoperte anche altre due splendide versioni. Una 
"Roma is burning" realizzata da tale Davide Disko Machine e una "Palermo is burning" (uploadata da Tony Siino sul blog collettivo palermitano Rosalio.it).
A dire il vero ho anche scoperto che il primo ad aver pensato una genialata del genere è stato un americano (as usual). In quel caso il testo era dedicato a New York (
New York is burining) ma onestamente non credo che ne sia mai stata realizzata una traccia audio.
Catepol ne ha fatto anche la versione geek dal titolo "Twitter is Burning".
Arriviamo a stasera. Anzi a questa notte. Chiacchierando con
Dory Picca (a.k.a. Graffii), ci è venuta in mente l’idea di realizzarne una versione dedicata alla nostra terra di origine, il nord-barese. Lei ci ha messo la voce. Io le ho dato qualche spunto per il testo e ho preparato la base. Da qui BAT is burning (traccia che potete ascoltare qui sotto). BAT, per chi non lo sapesse, è l’acronimo di Barletta Andria Trani, un nuovo capoluogo di provincia. La fantomatica stesta provincia della Puglia.
Ma quanto siamo provinciali?!? :)

Smeerch feat. Graffii – BAT Is Burning by smeerch

Zodiac

Zodiac

Zodiac

di David Fincher (Usa, 2007)
con
Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr.,
Chloe Sevigny, Mark Ruffalo, Anthony Edwards, Brian Cox,
Elias Koteas, Dermot Mulroney, John Carrol Lynch,
Ed Setrakian, Bob Stephenson, John Getz, Candy Clark, Jason Wiles,
Donal Logue, June Raphael, Patrick Scott Lewis, John Lacy, Pell James,
Richmond Arquette, John Terry, Ciara Hugues, Philip Baker Hall,
David Lee Smith, Betty Murphy, Shane Woodson, James Carraway,
Zach Grenier, Charles Schneider, Tom Verica, Jimmi Simpson

Su una scala da 1 a 10 a questo film darei 7 e mezzo. Ad essere sincero dal regista di grandi film come Seven e Fight Club mi aspettavo qualcosa di più. Ma andiamo con ordine.
Come dice il mio amico Flavio/Zap, a momenti questo più che un film è un documentario. Difatti è una ricostruzione di un fatto accaduto realmente. Anzi di più fatti in quanto copre un arco temporale di circa 20 anni. Quei 20 anni in cui ha agito il serial killer che volle farsi chiamare Zodiac. Un tizio che compì diversi delitti in California e che riuscì a non farsi mai prendere. Ancora oggi difatti non si è certi su quale fu la vera identita di questo asssassino. Per non parlare del fatto che riuscì a farsi pubblicare dalla stampa diverse lettere minatorie e che ottenne una specie di dibattito in diretta televisiva via telefono.
Quello che mi ha convinto, e che più mi è piaciuto, del film è stato il modo di raccontare di Fincher. In particolar modo mi riferisco alle scene in cui si vede il killer compiere i propri delitti. Si assiste al fattaccio e si vive la suspence in modo molto realistico, forse quasi iper-realistico. Ed è un bene che non ci siano quelle sciocche musichette, quei jingle in crescendo che in un certo cinema di genere serve a sottolineare il momento di paura. Come a dire: "Adesso devi emozionarti. Aspetta e impaurisciti". Il bello, dicevo, è che Fincher non usa questo artificio retorico. Tu vedi la scena del crimine durante il suo farsi e senti la tensione salire non perchè c’è la musichetta ma perché vedi tutto dal vero, cioè con grande senso del reale. Non sai mai cosa aspettarti, non sai come succederà ma sai che succederà. In questo il regista è stato bravo. E’ qui che il film ha il suo punto di forza.
Dove invece Zodiac vacilla è sul tempo della narrazione: due ore e mezza sono troppe, soprattutto quando quel ritmo incalzante che nelle prime battute tiene alta l’attenzione, già verso la metà dell’opera rallenta e si fa noiosetto. In principio ti lascia vedere tutti i particolari, tutte le angolazioni, tutte le indagini, ti vengono presentati i personaggi. I salti temporali sono brevi. Poi questi iniziano ad allungarsi: una settimana, un mese, due mesi, quattro mesi, un anno, quattro anni, ecc. Non esagero se dico che nell’ultimo quarto d’ora si copre quasi 10 anni di storia.
Un altro fattore critico è la mancanza di un focus centrale intorno a cui far ruotare la storia. Le vicende non vengono narrate dal punto vista dell’assassino, ma nemmeno da quello della polizia o da chi si mette ad indagare. Mi spiego: alla fine del film ti chiedi chi sia davvero il protagonista. Per tutta la seconda parte il personaggio centrale che reclama attenzione ed identificazione è sicuramente il vignettista del giornale; per la parte centrale, invece, è la coppia dei detective che indagano sul caso. Poi uno di questi due abbandona e il regista decide a quel punto che non è più funzionale per la storia. Non sappiamo più nulla di lui. Stessa sorte per Paul Avery, il giornalista che finì minacciato da Zodiac a causa dei suoi articoli che lo riguardavano. In principio sembra un elemento fondamentale, poi esce di scena quando viene cacciato dal giornale per problemi di droga ed alcool. Che fine avrà fatto? Ce lo dicono sono alla fine del film con due insipide righe di testo.
Sono sicuro che qualche signorina si è messa le mani sugli occhi durante i momenti di violenza esplicita e di sangue. Sangue che pure c’era ma non è elemento fondamentale. Ad esempio nella scena del duplice accoltellamento non ne scorre una sola goccia.
Riguardo lo stile registico mi trovo parecchio d’accordo con Gabriele Niola, il quale paragona alcune scene della città in notturna alla modernissima tecnica di ripresa dall’alto inaugurata da Michael Mann. Vi consiglio vivamente di guardare
la sua mini analisi video (un focus) su questa pellicola.
Per quanto riguarda la recitazione vi faccio un elenco puntato.
1. Robert Downey Jr. era e rimane un grande attore. E’ una fortuna che sia uscito dal tunnel della droga (guarda caso ci era finito proprio come il personaggio che interpreta). Per me recita benissimo. Sullo schermo questa volta è il migliore. Ma forse io sono di parte. Lui mi piace da sempre.
2. Dicono che Jake Gyllenhaal sia brano. Sarà… ma la sua faccia non mi convince (ancora). Troppo insipido, troppo bravo ragazzo. Non ha un grande ventaglio di espressioni. E’ sempre lì tra il perplesso e l’imbambolato, qualsiasi cosa accada al suo personaggio. Ma forse devo vedere più pellicole in cui recita per valutarlo meglio. Giudizio sospeso.
3. Anche Anthony Edwards mi è sempre piaciuto. Lo ricordate in E.R.? Faceva il medico. Qui fa il detective. I capelli brizzolati aiutano a convincere lo spettatore. E’ molto credibile. Fa quasi tenerezza nella parte del pacato investigatore (quello che un giorno di questi vorrebbe assaggiare la cucina giapponese).
4. Mark Ruffalo è da tenere d’occhio. Bravo. Dov’è che l’ho gia visto? Il poliziotto che mette tutto se stesso nel lavoro gli viene bene. Forse un po’ troppo giovane come età. Ma anche questo è un segnale positivo. Insomma chi l’ha detto che l’uomo saggio deve essere sempre rappresentato da una persona anziana?
5. Dermot Mulroney c’ha la faccia da fesso. Invecchia e rimane sempre ingessato. Se Babbeo appariva in "Il matrimonio del mio migliore amico",  in Zodiac non è che cambi poi molto.
6. Chloe Sevigny si vede poco. Non ha grande rilevanza. Fa la moglie del vignettista e spesso non si capisce se è lì lì per sbottare o se, in fin dei conti, è una che abbozza, che sta lì, che aspetta, comprende, sopporta, soffre, ecc. Pare che quest’attrice abbia un fascino capace d’intrigare molti uomini. Io non sono tra quelli.
7. In alcune scene John Carrol Lynch mette i brividi per come interpreta il principale sospettato. Serial killer disadattato ci è nato. Buona dunque la scelta di casting.
8. Adoro Philip Baker Hall. E’ uno dei personaggi più affascinante di "Magnolia". Dove lo metti sta. E sta benissimo. Qui fa la parte dell’esperto grafologo. Quello anziano, d’esperienza, la cui infallibità viene anche messa in discussione un paio di volte. Meraviglia recitativa (anche in vestaglia da camera).
La colonna sonora mi ha fatto impazzire. Quasi quasi la cerco e la compro. Nei momenti meno tesi ci sono dei bellissimi pezzi funk, alcuni anche abbastanza classici. Roba che ti vien voglia di alzarti in piedi e muovere le anche o, perlomeno, battere le mani a tempo.
Trovo la locandina molto bella. Mi piace molto il taxi giallo immerso in un mare di scuro nero urbano. Attenzione al logo ingannevole: può sembrare quello di un film di tipo sci-fi o supernatural. Il simbolo che portebbe ricordare la croce celtica non ha nulla a che vedere con il nazismo. 

Che altro aggiungere? Io questo film l’ho visto al cinema. Ultimo spettacolo, quello delle 22.30. Sono sicuro che qualcuno si è un po’ appisolato verso la fine. Cavolo, siamo usciti dalla sala che era l’una passata! Per inciso: grazie e Flavio ed Anna che mi hanno accompagnato.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Segnalazioni incrociate

Tormenton's League

Ancora una volta: tu fai le cose per scherzo e loro ti prendono sul serio. Non so nemmeno io come ma Zoro ha fatto sì che un mio post finisse come fonte di ispirazione per una specie di giochino messo in piedi da Music.Excite.it: la Tormenton’s League. Si tratta di un campionato per eleggere il brano tormentone dell’estate 2007. La cosa è molto divertente e – lo ammetto – mi ha dato un pizzico d’orgoglio. Ve la segnalo.

Orwell 1984

Orwell 1984

Orwell 1984

di Michael Radford (Gran Bretagna, 1984)
con John Hurt, Richard Burton, Suzanna Hamilton,
Andrew Wilde, David Trevena, David Cann, Peter Frye,
Gregor Fisher, Cyril Cusack, Anthony Benson, James Walker

Vi dirò poche cose: questo film mi è piaciuto. Ma ovviamente meno del romanzo di George Orwell da cui è tratto. Stimo molto quest’autore in quanto credo che avesse capito tutto della vita (intesa nel senso più ampio del termine).
Bravissimo il regista Michael Radford a rendere la cupezza dell’atmosfera di un indefinito futuro in cui regna il totalitarismo assoluto.
Sensata anche la scelta del cast: i due amanti protagonisti non sono belli, non sono le solite star strafighe del cinema. Ed è un bene poiché questo aiuta a comprendere la mediocrità dei personaggi che vivono la storia raccontata. Sono normali, sono come noi. Siamo noi. Una cosa del genere potrebbe succedere ad ognuno di noi, a tutti.
Richard Burton forse è sprecato. Il suo è un volto troppo bonario. Per la figura del capopartito O’Brien io avrei preso qualche volto più rude o comunque qualuno a cui sarebbe riuscito più semplice avere espressioni severe e seriose.
La colonna sonora è stata curata dagli Eurythmics; il loro suono a volte pare quasi attuale cioè fin troppo moderno per essere stato creato nel 1984.
Nota 1. Il film è stato girato nel 1984 esattamente nei mesi in cui Orwell ambientò il suo romanzo.
Nota 2. Richard Burton è morto nel 1984. A lui è dedicato questo film.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Nottuno bus

Notturno bus

Notturno Bus

di Davide Marengo (Italia, 2007)
con
Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno,
Ennio Fantastichini, Antonio Catania, Roberto Citran, Alice Palazzi,
Iaia Forte, Mario Rivera, Francesco Pannofino, Anna Romantowska,
Ivan Franek, Paolo Calabresi, Marcello Mazzarella, Manuela Morabito

Questo film mi ha stupito in maniera positiva. Mi ha prima incuriosito – ho voluto recarmi in sala per vederlo – poi mi ha sopreso favorevolmente. Mi aspettavo una commedietta all’italiana con attori dalla recitazione sopra le righe, storia banale, incuria nelle musiche, nelle ambientazioni, ecc. Invece devo ammettere che Davide Marengo ci ha saputo davvero fare. Le vicissitudini dei personaggi si incastrano molto bene. La storia fila dritta senza alcuni buchi. I suoi unici punti deboli, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, possono essere 4: la non spiegazione dei canali attraverso cui il microchip arriva a Roma nelle mani di un commercialista, l’organizzazione polacca che vuole mettere a tutti i costi le mani sul piccolo pezzo di silicio, l’inseguimento rocambolesco in autobus (risible spaghetti action) e la dubbia utilità della storia d’amore tra l’agente segreto corrotto e la sua vecchia fiamma.
In Italia non è frequente vedere gialli di questa fattura (se volete potete chiamarli anche thriller o noir, è solo questione di terminologia). Interessante anche la costruzione psicologica dei personaggi: l’autista di autobus genio della filosofia che, dopo aver mollato l’università, è caduto nel tunnel dei debiti da gioco d’azzardo (poker, per la precisione); la piccola giovane ladra di professione dal passato burrascoso e dal fascino irresistibile; la coppia di poliziotti, l’uno rude, burbero, manesco e pasticcione, l’altro freddo, preciso, riflessivo ma debole e ipocondriaco; l’agente  segreto d’esperienza, corrotto ma dal cuore tenero; il cravattaro grossolano, gigante e stupido; il malavitoso di origini slave. Si, vabbè, letti così sembrano tutti un po’ luoghi comuni, un po’ personaggi stereotipi e stereotipati, ma vi assicuro che sullo schermo funzionano. E anche bene. O almeno così come li ha fatti recitare Marengo hanno un qualche senso che vale davvero il prezzo del biglietto.
L’unica recitazione eccessiva mi è sembrata quella di Francesco Pannofino (ma dov’è che ho già sentito questa voce? Sarà sicuramente un doppiatore di serie A. Il suo timbro mi è molto noto) Ma, tutto sommato, forse è anche un bene che sia stato così. La sua figura ha reso il tutto un più po’ leggero, inserendo quel tocco di comicità che non guasta, che permette al film di non prendersi troppo sul serio.
Bravo anche Citran nei panni dell’astuto agente che però è sfigato, deboluccio di stomaco e con gli occhi ipersensibili.
Mastandrea fa il Mastandrea e lo fa bene. Mi è piaciuto. Ormai l’ho digerito, assimilato. Ce ne ho messo di tempo ma adesso lo apprezzo. L’uomo della strada, il romano qualunque, gli riesce benissimo. Di umanità ne ha da vendere. Perfetto nella mediocrità. E non mi si venga a dire che il termine ‘mediocre’ è portatore di un’accezione negativa. Non ne voglio proprio sentir parlare. Prendete lezioni di latino e/o sfogliate un dizionario etimologico.
Giovanna Mezzogiorno è carina… oh se è carina! Molto. Ma non è bella. Non per me. Per cui il ruolo della femme fatale non lo regge propriamente a mestiere. Diciamo pure che non le riesce benissimo. Nelle scene iniziali soprattutto, quando cioè si aggira ipertruccata e con la parrucca riccioluta. Ma non lo si dice per cattiveria: semplicemente questi non sono ruoli per lei. Faccia altro. Le diano altri 10, 100 "Ultimo bacio". A noi va bene così.
Ennio Fantastichini è perfetto. Ma quanto avrà studiato per entrare nel personaggio dell’agente segreto di alto livello? Gli riesce così bene che sembra non abbia fatto altro nella vita. Le espressioni di sofferenza e di uomo sicuro di sè sono tra quelle che gli riescono meglio. Buffissimo quando si mette la vestaglia per frugare sul luogo del delitto. Il condomino tanto infame quanto ficcanaso è un’altra delle figure che gli riescono molto bene.
Iaia Forte ha un paio di scene. Forse tre. E’ simpatica ma qui non ha modo di esprimersi. Peccato. Avrebbe dovuto avere più spazio, anche perché per una volta le hanno affidato un ruolo meno border-line: fa la moglie di un poliziotto. Forse un po’ rompiscatole e troppo poco autoritaria nei confronti di sua figlia. Tutto qui.
Una sola piccola apparizione anche per l’ottimo Catania. Appare nella prima scena del film. Poi buio per tutto il resto della pellicola. Peccato. Vi ho già detto che amo quest’attore e i suoi personaggi?
Mario Rivera fa un po’ il gigante buono, anche se intrerpreta uno strozzino violento e allo stesso tempo babbeo.
Anna Romantowska dovrebbe fare la donna matura dal fascino immutato. Non so se ci riesce poi così bene. Ma la colpa non è del tutto sua, piuttosto è della storia-nella-storia che hanno inserito – diciamo inutilmente – nel film.
Ivan Franek è decisamente valido come mini boss della mala da quartiere. Fa la parte di uno slavo (o albanese?) che fa la bella vita. Lo so, l’ho già detto: sarà uno stereotipo ma funziona. Il suo personaggio gestisce un locale e non perde occasione di infilarsi in affari loschi, quando c’è da guadagnare. Buona interpretazione anche nella scena – non facile – del torturato.
Paolo Calabresi non rende granchè come ricettatore e falsificatore di documenti con la copertura da fioraio. Ma anche in questo caso le scene a lui concesse sono troppo poche per un’accurata valutazione.
Molto interessante la colonna sonora. A parte due pezzi di Daniele Silvestri (il maliconico ed affascinante "Mi persi" su di una tenera scena d’amore e il neo tormentone "La paranza" sui titoli di coda che suona tanto ruffiano ed inappropriato) mi preme segnalare anche le tracce originali composte per l’occasione da Gabriele Coen e dallo stesso Mario Rivera (il Titti del film). Brani di elettronica contemporanea che non risultano per nulla pesanti o acidi. Gradevoli. Mi sono piaciuti molto e – a dirla tutta – non puzzano nemmeno di produzione di casa nostra.
Detto questo devo dire che sono anche un po’ curioso – adesso – di leggere il romanzo omonimo di Giampiero Rigosi da cui è stato tratto questo film.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it

Dulevànd al MarteLive

Martedì scorso, 15 Maggio, sono stato al MarteLive per sentire l’esibizione dei Dulevànd. Mi sono divertito molto. Non solo per la loro musica ma anche per l’ambiente. L’Alpheus di Roma (via del commercio 36) è veramente enorme e l’organizzazione ci sa fare davvero. Non foss’altro per la quantità dei contenuti proposti: sezione fumetto, due stage per la musica (concorso emergenti e artisti più o meno noti), zona teatro, mostre fotografiche, banchetti gadget e merchandinsing, ecc.
Qui sotto potete vedere
il clip che ho registrato durante l’esizibizione dei Dulevànd.
Sul
mio account Flickr trovate anche una quindicina di scatti riuniti in questo set.
Qui invece ci sono gli scatti che Uglyox (Patrizio Cocco) ha realizzato per la DNAMusic.

Il tormentone dell’estate

Prima che arrivi Luglio vediamo di fare questo esperimento. Ho raccolto pareri in giro per la blogosfera italiana su quale potrebbe essere il brano tormentone della prossima estate. Il meme l’ha lanciato Michele Boroni sul suo blog ‘EmmeBi’.
Fabio de Luca su WeekenDance dice che "D.A.N.C.E." dei Justice potrebbe essere la nuova "Gam Gam". Dobbiamo credergli? O è troppo indie? Forse troppo eletttronica, poco pop? Secondo Dj Nero è troppo poco ignorante e quindi rilancia con "Ok" degli Shit Disco
Secondo Giorgio Valletta il pezzo che ci scasserà le scatole potrebbe essere "Limonare" dei Crookers. Qui il loro MySpace e questa l’esibizione su Radio Deejay durante B-Side di Alessio Bertallot.
Akille scommette sul nuovo pezzo di Irene Grandi, "Bruci la città" - scritto da Francesco Bianconi, leader dei Baustelle – anche perché il video con immagini da Second Life risulta molto ruffiano. Inoltre Akille ci indica "Raffaella è mia" di Tiziano Ferro, che ha una combinazione ritmo/basso estremamente potente, e il nuovo singolo di Simone Cristicchi che si chiama "L’Italia di Piero".
Zoro si butta sul trash segnalando "Dancing" di Verka Serdyuchka, una drag queen ucraina.
Io ho azzardato cose tipo
"G.H.E.T.T.O. Love" di Macy Gray o "Tell Me ’bout" It di Joss Stone. Ma sarebbero da tener d’occhio anche "Starz In Their Eyes" di Just Jack"Stop Me" di Mark Ronson, cover di un vecchio brano degli Smiths (dicono).  
Altri rischiano poco e segnalano il classico di
Vasco Rossi "La compagnia", cover di Lucio Battisti. Altri citano Gaia & Luna, quelle due bambine che stanno spopolando con le vendite su i-Tunes con una canzone dedicata al Blasco dal titolo appunto "Come Vasco Rossi". Tra i papabili a tormentone diamo per buono anche "Hey" der Piotta feat. Mariangela.
Ah, ovviamente
"La paranza" di Daniele Silvestri è partita prima degli altri e potrebbe anche stancare subito ma, a volte, il vantaggio accumulato torna utile.

Divertitevi a dire anche la vostra. Prima che sia troppo tardi.

SmeercHouse 17 Maggio 2007

A distanza di un mese circa dall’ultima puntata, sono finalmente riuscito a mandare in onda (online) la numero 25 della quarta stagione… ci vuole tenacia e costanza…  
Qui la registrazione - anche detta podcast
(File Mp3 da 33,4 MB compresso a 22.050Hz – 40Kbps - Durata: 117 minuti).

1. Kirsty MacColl – In These Shoes (3:39)
2. Monsieur Blumenberg – Can’t Get You Out Of My Head (4:29)
3. Bran Van 3000 – Drinking In L.A. (3:52)
4. Moloko – The Time Is Now (4:24)
5. Mad Mike – Hi-Tech Dreams (6:43)
6. Bob Dylan – The Man With The Long Black Coat (Smeerch Remix) (4:48)
7. Kelis – Caught Out There (4:08)
8. Timbaland feat. Nelly Furtado and Justin Timberlake – Give It To Me (Dirty) (3:57)
9. Nas feat. Chrisette Michele – Can’t Forget About You (4:34)
10. Beastie Boys – Shake Your Rump (3:17)
11. Visioneers – Ike’s Mood I (4:21)
12. Queen & Wyclef Jean feat. Pras – Another Bites The Dust (4:01)
13. Macy Gray – G.H.E.T.T.O. Love (3:08)
14. Chief & Soci feat. Irene LaMedica – Vivrei Di Te (5:39)
15. Mark Ronson – Stop Me (Original) (7:07)
16. Dondolo – Dragon (Shit Robot Fire Breathing Remix) (10:53)
17. Nina Simone – Aint Got No I Got Life (Groovefinder vs. Simone Remix) (4:28)
18. Funkerman & Fedde Le Grand pres. F To The F – Wheels In Motion (Chocolate Puma Remix) (7:03)
19. Janet Jackson – Go Deep (Masters At Work Thunder Mix) (9:06)
20. Big Moses & Kenny Bobien – Brighter Days (7:56)
21. Apollo 440 – Stop The Rock (3:32)

Always in my ears

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