
Little Miss Sunshine
di Jonathan Dayton e Valerie Farris (Usa, 2006)
con Toni Collette, Greg Kinnear, Steve Carell,
Paul Dano, Alain Arkin, Beth Grant, Abigail Breslin
Un gradevolissima commedia fuori dall’ordinario. Una dimostrazione palese di come la cinematografia statunitense contenga ancora al propio interno quegli anticorpi capaci di criticare il proprio paese. Per molti versi quello che Jonathan Dayton e Valerie Farris hanno messo sullo schermo è uno sberleffo a molti vizi e manie tipici degli Usa, come le lezioni lavaggio-del-cervello simil PNL, la fisime legate al peso, i concorsi di bellezza per bambine (ossia la competizione sin dalla più tenera età), il porre il successo personale sopra ogni cosa, l’ossessione dell’essere vincenti, la disgregazione del nucleo familiare tradizionale, l’estremizzazione dell’erotismo e del sex-appeal, il concetto del ready-to-use applicato a qualsiasi cosa, la perdita del valore e del piacere di cucinare del cibo sano, ecc.
La trama è semplice ma tutt’altro che banale o già sentita: una famiglia sull’orlo del fallimento più totale (non solo economico) si riunisce e parte per la California utilizzando uno sgangherato pulmino Wolkswagen. Motivo del viaggio: accompagnare la piccola di famiglia alle finali di un concorso per piccolissime reginette. Little Miss Sunshine, appunto. Sarà l’occasione per tutti di stare un po’ di più insieme e conoscersi un po’ meglio.
Tutti gli attori sono bravissimi, a partire da Paul Dano che interpreta un adolescente super-determinato che legge Nietzche e che si autocostringe a star zitto al fine di raggiungere il suo unico scopo nella vita: entrare nell’aeronautica, fino al nonno erotomane e cocainomane (Alan Arkin). Senza dimenticare lo zio studioso di Proust, interpretato da Steve Carell, già visto in "40 anni vergine", il papà fallito (Greg Kinnear) e la mamma nevrotica ed insipida (Toni Colette). Eccellente anche la piccola Abigail Breslin che dà sicuramente il meglio di se nella parte finale del film.
Intutile aggiungere che il film mi è piaciuto molto. Un solo appunto a coloro i quali hanno adattato, tradotto e titolato la versione italiana: perché chiamare il film ‘Little Miss Sunshine’ se per tutta la durata della pellicola ci si riferisce al concorso come ‘Piccola Miss California’? Delle due l’una: o cambiavate anche il titolo del film o lasciavate non tradotto il nome del concorso all’interno della pellicola.
Consigliato a tutti: grandi e piccini. Nonostante ci siano soventi riferimenti al sesso questo film è tutt’altro che volgare. Anzi, voglio esagerare, sotto certi aspetti potrebbe anche essere educativo. A meno che voi non siate già americani. In quel caso – forse - sarebbe già una causa persa.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.






Il film più bello in assoluto che è uscito nel 2006, un capolavoro!
Bel blog!
se ti va passa sul mio!
Lorenzo
Grazie per i complimenti e per essere passato di qui.