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SmeercHouse 30 Novembre 2006

La playlist della puntata numero 12, stagione 4. Qui il podcast.

Gotan Project – Celos
Pariss Clemons – This World
Alliance Ethnik – Honesty & Jalousie
Ying Yang Twins feat. Wyclef Jean – Dangerous
Beyoncè – Irreplaceable
Alice Russell feat. Quantic – Somebody’s Gonna Love You
Jestofunk – I’m Gonna Love You (MC Turbo Sax)
Sumo feat. Rigas – Tribute (Original Mix)
Montefiori Cocktail – Black Horse and The Cherry Tree
Piero Piccioni – Esculapio (Tramonto Romano Mix by Zoil Aloeasy)
Johnny Dorelli – Arriva La Bomba
Senor Coconut y Su Conjunto – Tour De France (Merengue)
Mighty Ryeders – Evil Vibrations
Gunter Kallmann Choir – Daydream
Ronny Jordan – The Jackal
Liquid Liquid – Optimo
ESG – You Make No Sense
The Chemical Brothers – Block Rockin’ Beats
Father Bingo – Dry Lots And Red Ones (MC Jack in the Box Remix)
Bumcello – Dalila (Martin Solveig Remix)
Moloko – The Time Is Now (Can 7 Soulfood Mix)
Atrium – In Love With You
Dennis Ferrer – Church Lady
Mason – Exceeder (Original)

Marie Antoinette

Marie Antoinette

Marie Antoinette

di Sofia Coppola (Usa, 2006)
con Kristen Dunst, Rip Torn, Jason Schwartzman, Marianne Faithfull,
Steve Coogan, Judy Davies, Rose Byrne, Asia Argento, Danny Houston

Premessa 1. Non mi piaccono i film in costume.
Premessa 2. Trovo che Sofia Coppola sia una grande regista. Io adoro i suoi due film precedenti.
Premessa 3. Non conoscevo la storia di Maria Antonietta. A malapena sapevo che è stata una regina di Francia e che fu decapitata a causa dei moti popolari durante la Rivoluzione Francese.
Detto questo, mi permetto di aggiungere che il film non mi è piaciuto un granchè. Per tutto il primo tempo e per gran parte del secondo mi ha annoiato. Ma forse l’opinione è soggettiva. Molto soggettiva. Forse ero io ad essere troppo stanco, ad avere troppo sonno. Forse. Chissà.
Comunque sia, alla regia di Sofia Coppola non si può dire nulla. Tutto perfetto. Perfettino. Pure troppo. Ad alcuni è sembrata una seduta di fotografia. Uno splendido set, ma animato. Tanto che ti viene da dire «A Sofi’, se proprio volevi, facevi una mostra fotografica invece che un film!» Sono d’accordo con Yakanama quando dice che alcune scene avevano una fotografia per grandi versi assimilabile a quella di David LaChapelle. Solo che a me LaChapelle non mi piace. Anzi mi fa schifo. (Che è diverso). Io amo il minimal. Secondo me più togli e più abbellisci. Per me meno pomposo è sinonimo di più essenziale. Esteticamente più affine ai miei gusti estetici.
Grandi meriti per i costumisti, nononstante – pare – i nobili dell’epoca non si vestissero in quel modo. Location da restare a bocca aperta. Gli esterni in particolar modo sono strabilianti. I giardini di Versaille sono sempre i giardini di Versaille. Mica cazzi. Anche il filmino della comunione sarebbe stato grandioso se l’avessi girato tra le fontane, le piscine e le siepi antistanti i palazzi regali. Bravi anche i pasticceri per le opere dolciarie: torte, pasticceria mignon, budini e chi più ne ha più ne metta. La pompa magna viene cioè rappresentata giustamente in pompa magna.
Kristen Dunst è una bella biondina. Questo è palese ed indiscutibile. Però la tipa recita anche bene. Molto bene. Prendere lei come attrice protagonista è stata una scelta decisamente azzeccata. Soprattutto per le scene in cui vediamo una Maria Antonietta giovane, vivace, piena di brio, spensierata, ecc. Come a dire che la Dunst è ancora una ragazzina e fare la smorfiosa le riesce benissimo.
Bravi anche due o tre attori comprimari come Jason Schwartzman (Luigi XVI), Danny Houston, (il fratello di Marie Antoinette), Rip Torn (Re Luigi XV) e Rose Byrne (la Contessa di Polignac). La recitazione di Asia Argento non è pervenuta. Continua a fare se stessa. Non recita. E’ acida e stronza e continua a fare quella acida e stronza. Troppo facile.
Questi i fattori positivi. Tutto il resto, secondo me non andava. Come la colonna sonora, ad esempio. Di un ruffiano esagerato. Tutta quella musica new-wave, post-punk non ha nulla a che fare con l’epoca. Si d’accordo, ogni regista è libero di mettere sotto le immagini la musica che gradisce… ma… questo era un richiamo più che esplicito per tutti i nati tra il ’67 e il ’76. Quelli nati dopo manco sono giustificati. Le critiche positive parlano di ‘accostamento volutamente stridente’, di ‘straniamento’. Ma smettiamola per favore! Quando uno fa un errore lo ammetta. Non si giustifichi con un "l’ho fatto apposta. Era voluto". E poi, diciamolo, fatevi una cassetta e sentitevela a casa. Con le cuffiette, per giunta!. Non c’è bisogno di andare al cinema per sentire ‘sta roba. Non se ne può più di questa musica anni ’80!!!
Insomma diamo a Cesare quel che di Cesare. Però forse da una che ha diretto "Il giardino delle vergini suicide" e "Lost in translation" mi aspettavo altro. Qualcosa di più, ecco. Speriamo che Sofia non ci deluda ancora con la prossima pellicola. La nostra stima per lei rimane immutata. Nonostante Marie Antoniette, nonostante tutto.  

Il sito ufficiale italiano e quello americano.
La scheda di
Cinematografo.it, quella di FilmUp e quella di MyMovies.

RadioNero 29 Novembre 2006

La playlist:

Arrested development – Since The Last Time
Arrested development – Miracles
Arrested development – Heaven
Arrested development – Sunshine
Arrested development – I Got The Feeling
Arrested development – Renee
Arrested development – Caught Me

Cappello a Cilindro – Guarda Che Luna
Ruben Gonzalez – La Enganadora
Senon Coconut y Su Conjunto – Riders On The Storm
Troublemakers – Every Day Is Just An Extension Of Yesterday
Jetlag con Max Gazzè - È Necessario
A Certain Ratio – Shack Up
John Legend – Prelude
John Legend – Let’s Get Lifted
Freddy Robinson – Black Fox
N.E.R.D – Provider (Zero 7 Radio Edit)
Micatone – Out Of The Game
Dave Brubeck Quartet – Toki’s Theme
Non Voglio Che Clara – Il Nastro Rosa
Paul Weller – The Start Of Forever
Editors – Fingers In The Factories
Oasis – Cast No Shadow
Ursula Rucker – Seven
Jamiroquai – Drifting Along
Nobraino – Spider Italiana
Dean Martin – Sway
The Beatles – While My Guitar Gently Weeps
Shigeru Umebayashi – 2046 Main Theme (Rumba Version)
Josè Altafini – La Rosa

* dall’album "Since The Last Time" degli Arrested Development.

Un italiano in America

Un italiano in America

Un italiano in America

di Alberto Sordi (Italia, 1967)
con
Vittorio De Sica, Alberto Sordi
Bill Dana, Franco Valobra, Lou Perry,
Gray Frederickson, Alice Conden, Bettina Brenna


Onestamente pensavo che la regia di questo film fosse stata curata da De Sica. In realtà poi, a fine pellicola sui titoli di coda ho letto che invece si trattava di Alberto Sordi. Quasi a dire cioè che a volte l’allievo supera il maestro. Comunque sia a me questo film è piaciuto molto. Credo che sia un classico del genere. Sempre a patto che un genere così possa esistere. Diciamo pure quindi piccolo capolavoro della celeberrima commedia all’italiana. La coppia De Sica/Sordi, tra l’altro, ha sempre dunzionato bene, sin dai tempi della prima edizione de "Il conte Max", film che proprio in questi giorni viene citato e parodiato dalla coppia De Sica figlio (Christian) e Rodolfo Laganà in uno spot Tim.
La trama: Alberto Marozzi è benzinaio trentenne della provincia di Viterbo. Un giorno, all’improvviso, viene invitato da suo padre, Lando Marozzi detto Mandolino, ad andare negli Stati Uniti, nonostante non l’abbia mai conosciuto e sia stato da questi abbandonato quando era ancora bambino. Arrivato negli States rimane incantato dalla grandeur delle città americane, dai paesaggi, dalle automobili, dalle costruzioni e dalla mentalità moderna degli americani. Suo padre si finge ultramiliardario e gli promette un futuro raggiante da ricco cittadino americano. Ben presto però l’imbambolato Alberto si accorgerà che suo padre è un truffatore incallito e che le sue sono solo grandi frottole. Si renderà anche conto che forse sarebbe stato meglio per lui restare al paese per trascorrere una onesta vita da benzinaio. 
Piccolo appunto: facendo forse leva sull’ignoranza degli italiani di allora riguardo la geografia del suolo statunitense, il viaggio che intraprendono padre e figlio risulta un po’ sconclusionato. Da un momento all’altro i due, infatti, si ritrovano immediatamente dalle strade del Bronx al confine tra California e Nevada.
La colonna sonora curata dal maestro Piero Piccioni è, a dir poco, bellissima.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

10 milioni di post su Spinder

Splinder

Non so se vi siete accorti ma Splinder, da pochissimo, ha superato i dieci milioni di post complessivi. Questo, ad esempio, è il numero 10009607 . Son cose.
Buoni auspici.

L’amico di famiglia

L'amico di famiglia

L’amico di famiglia

di Paolo Sorrentino (Italia, 2006)
con
Giacomo Rizzo, Fabrizio Bentivoglio, Laura Chiatti,
Marco Giallini, Clara Bindi, Gigi Angelillo, Roberta Fiorentini,
Barbara Valmorin, Lorenzo Sorrentino, Geremia Longobardo,
Nicola Grittani, Francesco Grittani, Emiliano De Marchi
 

Se dovessi fare una classifica dei film di Paolo Sorrentino metterei questo "L’amco di famiglia" al secondo posto, subito dopo l’inarrivabile "Le conseguenze dell’amore" ma prima de "L’uomo in più". In pratica questa pellicola mi è piaciuta molto ma non quanto la seconda opera filmica del regista.
De "L’amico di famiglia"
 mi sono piaciuti soprattutto gli attori e il loro modo di recitare. Asciutto, senza fronzoli e decisamente realista. Dunque bravi innanzitutto quelli del casting.
Giacomo Rizzo recita benissimo. Spiace dirlo per lui, ma ha una faccia ed una postura perfetta per mettere in scena l’usuraio. Sarà forse perchè proviene da un ambiente in cui non è molto difficile incontrare/scontrarsi con personaggi di quella risma. Di sicuro non gli sarà stato difficile trovare volti e personalità a cui ispirarsi.
Laura Chiatti è molto giovane e carina ma già presenta delle buoni doti di recitazione. I dialoghi tra lei e Geremia – il vecchio protagonista – sono credibili, di buona levatura e molto intensi. Brava e sensuale.
Fabrizio Bentivoglio non fa una piega. Pulito, preciso. Recita – come al solito – senza sbavature. La sua presenza dà grande significato alla scena, persino in quei momenti in cui indugia in lughi silenzi. Il suo accento veneto, inoltre, gli conferisce una grande carica di simpatia.
Gigi Angelillo in questo film fa la parte del padre della sposa – un ruolo secondario – eppure recita benissimo. Lo si era già visto esprimersi molto bene in "Mio cognato" ma qui rende ancora meglio. Sopratutto nei dialoghi faccia a faccia con sua figlia, in cui tira fuori grande pathos rivelando tutta la sofferenza scaturita dalla vergogna per una grama vita in un paese di provincia.
Piccola citazione anche per Marco Giallini che, con il suo grugno beffardo, riesce ad esprimere sempre una certa simpatia.
La storia è abbastanza originale. Azzeccatissimo il ribaltamento del punto di vista per cui in coda si fa difficoltà a distinguere con precisione i buoni dai cattivi. Persino il protagonista, insomma, persino quel laido del cravattaro riesce ad incutere nello spettatore una certa pena/tenerezza per la sua condizione da inferiore, escluso, emarginato, gabbato, feccia della società. Ho trovato comunque un po’ pedante questa evidenziazione delle caratteristiche negative nel profilo del protagonista. Mi spiego. D’accordo, Geremia è uno strozzino, un laido, un vecchio viscido, uno che si eccita guardando delle ragazzine in pantaloncini giocare a pallavolo. Tutto sommato il modo in cui la sua personalità viene tracciata mi sembra esagarato. Perché renderlo avaro a tal punto? Perché rappresentarlo sempre mentre si ciba di piatti poveri, mentre setaccia le spiagge in cerca di monete e preziosi, mentre ruba cracker in un supermercato? Che bisogno c’era? Sarebbe stato odioso – ed odiato – comunque, anche senza questa estrema caratterizzazione. Non è questa forse una pedanteria che rischia di sfumare in caricaturizzazione?
Il soggetto e la sceneggiatura sono dello stesso regista napoletano. I miei migliori complimenti per la ricchezza delle battute. Si ride spesso e molto. Di gusto.
La fotografia è curata in maniera superba da Luca Bigazzi. E qui mi soffermerei per spendere due parole sulla tecnica registica e sulle luci. I film di Sorrentino, ormai si sa, sono tecnicamente molto ben fatti. Ci si trova sempre un’ottima fotografia, colori vividi, chiaroscuri che affascinano l’occhio, inquadrature che lasciano a bocca aperta e movimenti di macchina da insegnare nelle scuole di cinema. Ad un certo punto però, guardando "L’amico di famiglia", ti viene da chiederti quanto tutto ciò sia funzionale al racconto, alla storia. Ovvero: la tecnica non si starà mica trasformando pian piano in tecnicismo? Manierismo? In altre parole più impertinenti mi chiedo: ma Sorrentino non si starà bullando ed autocompiacendo di saper fare film così belli, così ineccepibili dal lato della forma, tanto da mettere in secondo piano i contenuti?
Nota: le coreografie del balletto per la finale della gara di Miss Agro Pontino sono state curate da Pappi Corsicato.

Il sito ufficiale.
La scheda di
Cinematografo.it, quella di FilmUp, quella di Film.tv.it
e quella di MyMovies.it.

SmeercHouse 23 Novembre 2006

Il podcast e la tracklist della puntata numero 11 (Stagione 4):

Cab Calloway – Minnie The Moocher
Lalo Schifrin feat. Mike Melvoin – Jim On The Move
Gary McFarland – More
Bud Shanks, Clare Fischer & Joe Pass – Samba De Orfeu
Cool Water feat. Timepassing – It’s Samba
Yoshinori Sunahara – Love Beat (Fez Remix)
The Maxwell Implosion – Tic Tac (Nicola Conte Remix)
Montefiori Cocktail – Dammi Fuoco (Light My Fire)
Mondo Candido – Ciao Pudore
Mario Biondi and the High Five Quintet – On A Clear Day (You Can See Forever)
Nelly Furtado feat. Timbaland – Crazy (Radio 1 Live Lounge Session)
Mina – Spiral Waltz
Flora Purim – Overture
All Saints – RockSteady
Yvette Michelle – Everyday And Everynight
Dj Fede feat. Esa – Family Affair
Mc 900 feat. Jesus – Falling Elevator
Aphex Twin – Windowlicker
Moby feat. Debbie Harry – New York New York
Scissor Sisters – Kiss You Off
R. E. Light Orchestra – For Your Love (Original Version)
Romanthony – Bring U Up (Original Mix)
Tune Brothers – Serenata (Original Mix)
S.U.M.O. feat. Clarissa Muvemba – Lovebeat
Mia. – Tanz Der Moleküle (Album Version)
Solar System feat. Kendra – Careless Butterfly (Wahoo Remix)

Un testo al dì (23/11/06)

“Spiral Waltz”
di Sergio Bardotti e Piero Piccioni. Eseguita da Mina.
Tema della colonna sonora del film “La decima vittima” di Elio Petri.

Se quando sei qui tremo tutta
Se non so resistere mai tremo tutta
Soltanto con te sono pazza
Perché non nasce in noi la spirale
E’ calda la mia bocca sulla tua
come la bocca di una colt
Come i baci che dò tutto fuoco
Così puoi bruciare su dai, sono pazza
Perché non nasce in noi la spirale
E’ più forte di me quando c’è la spirale
La vita no non conta più ucciderei subito.
Sono pazza, si sono pazza
perché perché c’è in noi questa spirale.
Maaaaaa la luna
ci cadrà ci cadrà ci cadrà tra le braccia
Un brivido d’amore questa spirale
che sale la sera
Io morirei morirò la spirale và
E senza fine girerà sempre senza fine
Solo conta questo solo vale
Perché non nasce in me la spirale.

I Dulevànd tornano al Teatro Vascello

Dulevà nd al Teatro Vascello - Reading

Sabato prossimo, 25 Novembre, i Dulevànd tornano ad esibirsi al Teatro Vascello di Roma, in occasione di un nuovo reading per presentare Appena il tempo di andar via, romanzo di formazione del giovane scrittore Fabio Morici. Io ci sarò. Siete tutti invitati.

Teatro Vascello (sala 2)
via Giacinto Carini, 78 – Roma
Spettacolo più consumazione: 6 Euro.

(clicca sull’immagine per ingradirla)

RadioNero 21 Novembre 2006

La playlist:

Midlake – Roscoe
Midlake – Bandits
Midlake – Head Home
Midlake – Van Occupanter
Midlake – Young Bride
Midlake – Branches

Edwin Collins – A Girl Like You
The Stone Roses – I Wanna Be Adored
The Servant – How To Destroy A Relationship
Planet Funk – It’s Your Time
Joe Jackson – Steppin’ Out
Guillemots – Made Up Lovesong #43
Amari – Conoscere Gente Sul Treno
Whitest Boy Alive – Fireworks
Dawn Penn – No No No
Greyhound – Move On Up
Easy Access Orchestra – Glider Girl
The Latin Blues Band feat. Luis Aviles – (I’ll Be A) Happy Man (Boogaloo)
Tennessee Ernie Ford – Sixteen Tons
The Undisputed Truth – Smiling Faces Somethimes (Futureshock Main Ingredient Mix)
Lalo Schifrin feat. Mike Melvoin – Jim On The Move
I Soliti Due – Qualcosa Non Va (Manueli prod.)
Mario Biondi & The High Five Quintet – On A Clear Day (You Can See Forever)
Nouvelle Vague – Don’t Go
Ane Brun – To Let Myself Go
Giuseppe Battiston – Nathan Il Saggio
Radiodervish – Fedeli D’Amore
Orchestra di Piazza Vittorio – Balesh Tebsni
Aut – Fatalità [anteprima RadioNero]

* tratto dall’album "The trials of Van Occupanther" dei Midlake.