Nuovomondo (The golden door)

Nuovomondo
(The Golden Door)

di Emanuele Crialese (Italia, 2006)
con
Vincenzo Amato, Charlotte Gainsbourg,
Aurora Quattrocchi, Francesco Casisa, Filippo Pucillo,
Vincent Schiavelli, Isabella Ragonese, Federica de Cola,
Ernesto Mahieux, Massimo Laguardia

Alla 36^ edizione del Festival del Cinema di Venezia, conclusasi qualche settimana fa, Emanuele Crialese ha vinto il Leone d’argento come rivelazione. Pare che questo premio sia stato creato quasi appositamente per premiare "Nuovomondo" e il suo regista. Alcuni maligni hanno parlato di contentino, dal momento che la giura ha scelto di dare il Leone d’oro al film cinese "Still Life" di Jia Zhangke. Adesso però la pellicola di Crialese è la candidata italiana agli Oscar 2006 nella categoria – ovviamente – di miglior film straniero, in attesa di entrare tra le cinque nomination finaliste.
Premi a parte, devo ammettere che ho apprezzato questo film. Il che non è poco, visto che difficilmente mi piace vedere al cinema storie ambientate nel passato, cioè indietro nel tempo più di 15/20 anni. Sono troppo figlio del presente, della modernità. Io sono fatto così. Ad ogni modo mi sto ancora chiedendo quali siano le ragioni precise che mi hanno fatto risultare gradevole "Nuovomondo". Sicuramente Crialese sa come raccontare le storie. È sicuramente questo il valore aggiunto.
La trama è semplice: all’inzio del secolo scorso una famiglia siciliana (un padre, due figli e una nonna) decide di emigrare verso gli Stati Uniti. La si vede prepararsi al viaggio, vendere i propri averi e imbarcarsi. La si segue nel lungo e periglioso viaggio in nave e ci si appassiona per le traversie che subisce persino al momento dello sbarco e mentre viene sottoposta alle pratiche burocratiche (psico-sanitarie) per l’accettazione nel ‘nuovo mondo’. In coda al film cioè, non c’è alcuna grande sopresa. Tutto scorre liscio. Sin dal principio lo spettatore sa cosa accadrà ma quello che affascina di "Nuovomondo" non è questo. Si tratta piuttosto del modo di raccontare le paure e le speranze dei migranti, la loro lingua, i loro costumi, le usanze, la scoperta di nuovi luoghi e di nuovi modi di pensare da parte di chi sin dalla nascita non si è mai spostato dal proprio luogo di origine.
In questo poi, l’attrice Aurora Quattrocchi meriterebbe un premio speciale. E’ stata davvero eccezionale nell’interpretare la signora anziana siciliana, contraria al viaggio sin dal principio, perpetuamente diffidente e restia ad adattarsi a qualsiasi situazione. Bravi comunque un po’ tutti gli attori, a partire da Vincenzo Amato che qui interpreta il padre di famiglia. Un capofamiglia esemplare, sempre preoccupato per la sorte della sua famiglia, attento che tutto vada per il meglio e allo stesso tempo inguaribile sognatore. Si vedano i surreali sogni che fa ad occhi aperti. Su tutti quello in cui nuota in un fiume di latte e quello in cui mette le mani su degli ortaggi giganteschi. Brava anche Charlotte Gainsbourg nel fare la giovane madame inglese tutta pizzi e merletti, una mosca bianca dalle maniere un po’ affettate che si trova in un marasma di italiani (meridionali) sudici e zoticoni che mai hanno messo il naso fuori dal proprio paisiello. Buona anche la recitazione di Filippo Pucillo. Suo il personaggio del figlio più giovane: muto, semplice e ingenuo, ma allo stesso tempo ostinato e gran lavoratore.
Un plauso va fatto poi anche alla ricerca storiografica sulla Sicilia d’inzio ‘900, sulle credenze, sul linguaggio, sui costumi e sugli usi, così come sul fenomeno dell’immigrazione italiana verso gli States. Senza questi studi il film sarebbe diventato una macchietta sciocca e per nulla realistica.

La scheda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo, quella di Film.tv.it e quella di MyMovies.it.