Domino

Domino

di Tony Scott (Usa, 2005)
con
Keira Knightley, Michey Rourke,
Edgar Ramirez, Jacqueline Bisset, Mena Suvari,
Christopher Walken, Rizwan Abbasi, Delroy Lindo,
Mo’Nique, Ian Ziering, Brian Austen Green, Macy Gray,
Lucy Liu, Kel O’Neill, Dale Dickey, Tom Waits, Jerry Springer,
Stanley Kamel, Tabitha Brownstone, Lew Temple, Dabney Coleman
 

Domino è sostanzialmente un film d’azione. Ok. Ma come altro definirlo? È anche un po’ thriller, un po’ poliziesco, un po’ pulp – in quanto a stile. Da questa pellicola mi aspettavo meno. Molto meno. Avevo letto qualche recensione – qualche riga – non proprio positiva. Invece mi è quasi piacuto, a parte un paio di svaccate, come ad esempio quella di Tom Waits che appare come spirito guida durante un’allucinazione di gruppo dovuta ai fumi della mescalina.
Questo film prende spunto da una storia vera. Domino Harvey è esistita davvero. Era una cacciatrice di taglie, ex modella, figlia di un noto attore (Laurence Harvey). Dunque, in un certo senso, si potrebbe parlare anche di bio-pic, ossia di una biografia cinematografica. Ma di sicuro sceneggiatore e regista ci hanon calcato la mano. hanno romanzato davvero un bel po’. E’ ovvio. Si fa davvero fatica a credere che tutto quello che si vede sullo schermo sia davvero successo.
Ad ogni modo il film piace. Se si tiene conto che è sempre un action-movie, tutto sommato non è girato affatto male. Ad iniziare dagli attori.
Il cast è richissimo e di prim’ordine. Keira Knightley ci sta bene nella parte della fighetta che si diverte a fare la dura, checchè ne dicano quelli che preferiscono vederla nei panni da timorata di Dio (vedi ad esempio il ruolo di Lizzie Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’).
Christopher Walken è bravo a fare la parte del produttore televisivo senza scrupoli ma forse è un po’ sprecato. Troppo poche sono le scene a lui dedicate.
Michey Rourke è ormai un mammouth del grande cinema hollywoodiano. Lo chiamano una volta ogni 2/3 anni per una particina. Questa volta è quasi co-protagonista e ce la mette tutta per dimostrare che è ancora un valido attore. Diciamo pure che ci riesce abbastanza bene perché questo ruolo di trucido, di duro dal cuore tenero, gli calza a pennello. Per fare l’uomo di mezza età, mezzo gigante, tutto muscoli, tatuaggi e cicatrici sulla faccia forse non hanno dovuto nemmeno truccarlo un granché.
Edgar Ramirez è un attore che potrebbe aver fortuna nei prossimi anni, se non altro perché pare che alle donne piaccia tantissimo. Un macho di origine latina, muscoloso, coi capelli lunghi… non chiedetemi perché ma piace. La love story sottotraccia del suo personaggio con la protagonista ha un non so che di romantico.
Jacqueline Bisset continua ad essere una donna molto bella ed affascinante. Nonostante i suoi 62 anni. Anche qui il casting ha fatto il suo lavoro per benino. La sensuale signora dagli occhi blu è molto credibile nel ruolo di mamma per una bellissima giovane quale è Keira/Domino.
I due reduci della serie Beverly Hills 90210, ossia Ian Ziering e Brian Austen Green, fanno tenerezza. Interpretano se stessi e si prendono per il culo da soli. Sorrisi per loro. Massimo rispetto. Mena Suvari sta ancora crescendo o è già cresciuta troppo? Dopo ‘American Beauty’ sembrava essere già stata lanciata nell’Olimpo dello star system di Hollywood. Adesso la guardo nei panni dell’assistente (segretaria) occhialuta del produttore televisivo e non mi sembra una scelta adeguata. Forse perché il suo ruolo era davvero marginale… chissà! Bisognerebbe attendere un altro ruolo più impegnativo per lei… prima di giudicarla.
Anche la cantante Macy Gray ha un ruolo marginale. Così marginale che l’ho riconosciuta solo a dieci minuti dalla fine del film. E non ci sarei nemmeno riuscito se, nel cinema, una mia amica non me l’avesse suggerito.
Lucy Liu secondo me non è né sexy né bella. Ma qui non conta. Ciò che conta è che non mi pare adeguata nel ruolo dell’agente FBI che cerca di mettere sotto torchio una Domino coinvolta in un pluri-omicidio ed appena scampata ad un’imboscata letale. Cioè le parti da donna d’acciaio, da volpe furba, da faina le vanno quasi bene. Il poliziotto scaltro no. L’agente in gonnella non fa per lei.
La grassa Mo’Nique fa simpatia, sopratutto quando ruba la scena a tutti con la piazzata negli studi televisivi del Jerry Springer Show.
Delroy Lindo mi piace molto come attore, sin dai tempi di ‘Le regole della casa del sidro’. Anche qui, con gli elegantissimi abiti da avvocato/uomo d’affari e malaffari, non sfigura affatto. Bravo. La sua è una faccia che può dare ancora molto al cinema.
Di Tom Waits ho già detto. Recita abbastanza bene. Forse calca un po’ la mano. Ma lui non è un attore professionista e poi ha avuto solo una scena per mostrare ciò che vale sul grande schermo. Per farvi un’idea date una occhiata anche al film ‘Coffee & Cigarettes’.
Di Rizwan Abbasi non so che dire. Cioè lui recita bene. L’afghano fanatico nazionalista gli riesce bene. Però perché inserire un accenno agli esperti di esplosivi di fede islamica? Non vi pare un po’ fuori luogo in questo polpettone sanguinolento tutto ambientato tra la viziosa Los Angeles ed il deserto del Nevada? Perché ricordarci a tutti i costi – ed in ogni frangente – che gli USA stanno vivendo l’incubo del terrorismo di matrice islamica?
Dabney Coleman è un vecchietto che mi fa simpatia. Bravo qui nei panni del proprietario di un mega hotel-casinò di Las Vegas ammanicato con la mafia. Ma dove l’avrò già visto? In quale altro film?
La trama del film: Domino Harvey (Keira Knightley) è una ragazza ribelle che, dopo la morte del suo pesce rosso impara a non affezionarsi a nessun essere vivente, onde evitare di soffrire. Perde il padre sin da bambina e si ritrova chiusa in un collegio poiché sua madre (Jacqueline Bisset) si mette alla ricerca di un uomo ricco da accalappiare. Ben presto, crescendo deciderà di dire vaffanculo al mondo. Per seguire sua madre nella ricerca di un ricco babbeo da impalmare lascia il Regno Unito (che lei odia profondamente) per stabilirsi a Los Angeles, a suo dire la città più pericolosa del mondo. Qui, dopo aver vissuto dei giorni insulsi nell’high school e qualche situazione davvero degradante in una confraternita al college, decide di mollare la scuola e trovarsi un lavoro che le piaccia. Opta per il cacciatore di taglie, incontra la leggenda Ed Moseby (Michey Rourke) e lo convince a prenderla in squadra con lui facendo leva sulla sua faccia tosta (parcheggiata su di un visino dolce) ed il suo sex appeal. Le cose fileranno lisce finché il suo team di cacciatori di taglie non verrà scritturato da un produttore televisivo (Christopher Walken) per un reality show.
Buona la colonna sonora. Sono presenti parecchi brani hip-hop con linguaggio alquanto piccante e brani comunque dai bpm sempre sostenuti per dare ritmo e velocità alla pellicola.
Il regista, Tony Scott, è lo stesso di ‘Top gun’, ‘Revenge – vendetta’, ‘Spy Game’, ‘Giorni di tuono’ e ‘Nemico pubblico’.
Se vi piacciono i film d’azione, anche solo un po’, vi consiglio questo film. Vale il costo del bigletto. Almeno per metà.

La scheda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo, quella di Film.tv.it e quella di MyMovies.it.