Mi piace lavorare - mobbing

Mi piace lavorare – mobbing

di Francesca Comencini (Italia, 2003)
con
Nicoletta Braschi, Camille Dugay Comencini
Marian Serban, Impero Bartoli, Stefano Colace
Moses Chika Obijiaku, Claudia Col
i

Triste, tristissimo, tristerrimo. Un film sul mobbing, ossia su tutta quella serie di pressioni – psicologiche e non – che un impiegato subisce sul luogo di lavoro. Come dire violenza ed angherie che un lavoratore subisce da colleghi, superiori e sottoposti.
Non reputo Nicoletta Braschi una grande attrice. Dico una cattiveria banale ma molto comune: se non avesse sposato Roberto Benigni forse non avrebbe mai avuto parti da protagonista in alcuni film. Ad ogni modo la Braschi ha una faccia da sfiga, per cui qui è perfetta. Il ruolo del lavoratore vessato, isolato, triste, frustrato e stressato le calza a pennello. Molto brava anche l’attrice che interpreta Morgana, sua figlia (Camille Dugay Comencini), benché scelta per motivi di ovvio nepotismo.
La trama: una donna con figlia adolesccente a carico, abbandonata dal marito, con un padre vecchio e malato sbattuto in una casa di riposo. A questo cumulo di sfortune le si aggiunge quella dei problemi sul lavoro, conseguenza della fusione dell’assorbimento in un’altra azienda della società per cui lavora. Da contabile nell’ufficio amministrativo viene la protagonista si trova pian piano ad essere spostata ad altri incarichi meno importanti ma più frustranti sotto l’aspetto psicologico. Una vera degradazione che finirà con l’ovvio esubero dall’organico. Anche quest’ultimo colpo basso però, sarà oltrenodo subdolo: un dirigente dell’azienda la costringerà alle dimissioni, anzichè comunicarle un licenziamento. 
Il film, anche se lento, è ben fatto, girato bene. A volte però, si ha qualche difficoltà a seguire il filo logico degli eventi, soprattutto perché l’intera storia viene raccontata dal solo ed unico versante della protagonista. Non è mai chiaro, durante tutto lo svolgimento, il reale motivo per cui Anna (Nicoletta Braschi) viene emarginata dai colleghi nè perché i suoi superiori tra tanti impiegati scelgano di sottoporre proprio lei a questa strategia di lento logoramento psicologico.

La scheda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo, quella di Film.tv.it e quella di MyMovies.it.