Guarderemo i mondiali di calcio sul tivufonino?
Tre Italia presenta il primo modello di cellulare atto alla ricezione del segnale DVB-H 
(Nicola Bruno –
www.itnews.it – 04/05/06)

È fatta. La tv mobile in Italia partirà con il campionato del mondo di calcio. Tre Italia ha reso noto che tra pochissimi giorni inizierà a vendere il cellulare LG U900, il primo a supportare la tv digitale DVB-H (Digital Video Broadcast-Handheld). La distribuzione di questo apparecchio partirà a Giugno proprio con il lancio del serivizio della tv in mobilità.
Le 64 partire dei campionati di calcio di Germania, commentate dalla sagace Gialappa’s band, non saranno l’unico contenuto ad essere trasmesso. Infatti da subito sarà possibile vedere sul tivufonino (marchio già registrato da Tre Italia alla stregua di videofonino) anche altri canali del gruppo Rai, di Mediaset e di Sky. Già pronta anche La3, la tv della stessa Tre Italia. Previsti a regime circa 20 canali televisivi entro la fine del 2006.
Il servizio di trasmissione del segnale televisivo sui cellulari abilitati prende il nome Walk Tv ed è già attivo – a dire il vero – da qualche giorno. Ovviamente il primo evento importante sarà il campionato mondiale di calcio, lo sport più seguito in Italia. Proprio per questo motivo, dunque l’evento si configura come test importantissimo per tastare il polso della ricettività degli Italiani ad un servizio di questo tipo. Si sa, l’italiano medio è un grande utilizzatore del mezzo tv. Davanti allo schermo passa diverse ore al giorno. Ma sarà disposto a sborsare dei soldi per portarsi dietro il televisore, per tenerlo sempre in tasca a portata di mano (e di occhio)?
I piani alti della LG sono orgogliosi di aver fornito il primo modello per questa tecnologia su cui molti hanno puntato. Il primo telefono cellulare UMTS con il supporto per lo standard DVB-H. Il telefonino è un gioiellino, un concentrato di tecnologia. Un display da 2,2 pollici a matrice attiva TFT, con risoluzione Q-VGA, panoramico ed orientabile orrizzontalmente (landscape view) per permettere una visione che si avvicini il più possibile a quella cui lo spettatore televisivo è abituato.
Come tutti i modelli di UMTS l’LG U900 ha due fotocamere, una da 1,3 Megapixel posizionata all’esterno per scattare foto e girare piccoli filmati – e dotata anche di zoom 2x – l’altra interna con risoluzione più bassa per le chiamate video. La memoria del telefono è di appena 51 Mb ma può essere facilmente espansa attraverso schede in formato MicroSD (Micro Secure Digital). La batteria pare che sia di lunga durata e capace di sostenere circa 2 ore di visione continuativa di mobile tv. Questo modello è anche un triband (900, 800, 1800 MHz) e un lettore multimediale. Supporta infatti brani audio e filmati nei formati: Mp3, Mp4, Amr, Xmf, Wmv, Wma, 3GP, Midi, H263, AAC e AAC+. Non manca uno speaker integrato per il vivavoce, connettività USB e Bluetooth.
L’apparecchio, nonostante sia così ben equipaggiato, pesa solo 100 grammi. Due le colorazioni per l’LG U900 (argento e nero satinato) che sarà in vendita dalla metà di Maggio in circa 5000 punti vendita Tre. Non ancora noti i prezzi di vendita al pubblico. Con molta probabilità questo modello, così come il suo successore, il Samsung P910, sarà incluso in offerte che implicano la sottoscrizione del servizio “Walk Tv”.
Nel successo di questa tecnologia, strettamente legato ad un nuovo stile di consumo del mezzo televisivo, ci sperano in molti. Tre Italia compresa, ovviamente, che pare sull’iniziativa abbia investito cifre che in Italia non si vedevano dai tempi del Piano Marhsall (testuali parole).
Se c’era però da essere contenti per la buona riuscita della presentazione del servizio, tenutasi qualche giorno fa a Roma presso gli studi di Cinecittà, gli umori nei corridoi dell’azienda sono mutati ben presto. Domenica scorsa, infatti, una pepatissima puntata di Report ha calato delle ombre sulla società capitanata da Vincenzo Novari. Messo alle strette da una loquace Milena Gabanelli, l’amministratore delegato della Tre Italia è parso in evidente difficoltà di fronte ad alcune domande della giornalista. L’intera puntata ha sollevato dubbi sulle politiche di acquisto dell’azienda e su alcuni altri eventuali sprechi, a fronte della prossima ventura capitalizzazione in borsa. Altre domande di natura moralistica sono state sollevate sulla presunta vendita di materiale pornografico a soggetti che non hanno compiuto ancora la maggiore età.
L’immagine della Tre non né è uscita limpidissima. Grattacapi in vista?