Syriana

Syriana

di Stephen Gaghan (Usa, 2005)
con George Clooney, Matt Demon,
Amanda Peet, Max Minghella, William Hurt,
Alexander Siddig, David Clennon, Jeffrey Wright
Mark Strong, Chris Cooper, Christopher Plummer

Bel film sullo spionaggio, sui rapporti economici tra Stati Uniti e medio oriente. Per il taglio spionistico è stato ingiustamente accostato a Traffic. Questo film è però decisamente meglio della pellicola di Soderbergh. Qui c’è un cerchio che si chiude. Alla fine della pellicola la trama un senso lo prende, anche se sono passate più di due ore. I tasselli del complesso puzzle che l’autore da cui il film è tratto (Robert Baer) e il regista (Stephen Gaghan) hanno creato vengono a combaciare alla perfezione o quasi. Anche stilisticamente è davvero ben realizzato. La frammentazione dei luoghi in cui si svolgono i fatti (Marbella in Spagna, la Svizzera, il quartier generale della Cia a Langley, i pozzi petroliferi in Medioriente) non risente sulla fluidità della storia. Inoltre ogni ambientazione è ricreata in modo da sembrare molto credibile.
Sulla bravura degli attori poi non si discute. Clooney e Demon fanno il loro lavoro al meglio, come al solito. Anche se bisogna ammettere che la recitazione del piacione Matt, a parte un paio di scene, era tutt’altro che difficile. Clooney, invece, con la barba lunga e gli abiti dozzinali da grande magazzino pare ci sia nato. I panni dell’agente segreto totalmente dedito al suo lavoro gli stanno a meraviglia.
Tra gli altri attori una buona scoperta sono il giovane Max Minghella (parente?) nel ruolo dello studente coranico che si tramuta in kamikaze, Chris Cooper, che quasi ti sembra poco credibile come petroliere viscido e cinico – seppur distinto, dopo che l’hai visto nei panni dello straccione in "Il ladro di orchidee". Bravi anche Alexander Siddig, uno che forse nulla ha a che fare con i paesi arabi ma che è tagliato per il ruolo del giovane principe delfino, e Jeffrey Wright – già visto come simpatico investigatore provetto in ‘Broken Flowers’ – qui calato nei panni del giovane avvocaticchio di colore che, per ambizioni personali e voglia di carriera, aiuta una multinazionale del petrolio a cavarsela di fronte al veto che il ministero poteva mettere su di una strategica fusione con un’altra società. Peccato per William Hurt a cui hanno affidato solo poche scene in cui recita la parte di un ex agente CIA – ormai in proprio – che la sa più lunga di tutti.
Posso dire in tutta onestà che l’accoppiata Clooney/Soderbergh non ne sbaglia ormai più una. Di pellicola. Nè come produzione, nè come regia, nè come recitazione.
Una sola domanda: perchè Syriana? Il paese mediorientale, il sultanato al centro dei fatti era la Syria? Non ne ho trovato conferma nel film. Io ricordo solo che si parlava di pozzi petroliferi in Afghanistan.

La scheda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo e quella di Film.tv.