Dj Kicks - Erlend Oye

Martedì 14 Febbraio 2006
Erlend Øye @Akab – Roma

Due sere fa sono stato all’Akab per sentire il dj-set di Erlend Øye. Compagni di esperienza Dj Nero e Yakanama.
La soffiata mi è arrivata il giorno prima, lunedì scorso, da
un altro – più o meno noto – blogger. La cosa che mi ha incuriosito è che Mr. Øye, oltre che mixare i brani, pare che canti sulle tracce. Live.
Bene. Per quanti non lo sapessero, Erlend Øye è il 50% del duo norvegese Kings of convenience. L’altrà metà risponde al nome di Eirik Glambek Bøe.
La serata in 14 punti:
1. L’Akab è un bel locale. Diciamo così. Due sale belle grandi. Bar al centro di una di queste. Arredamento diginitoso. L’Akab, secondo me, si trova in una zona abbastanza degradata di Roma ma comunque quell’area intorno al ‘monte dei cocci’ (leggi Testaccio), tutto sommato, qui in città è il fulcro di certa vita notturna e danzereccia. E’ un locale così bello che nel socio storico (leggi Dj Nero) è subito scattata la voglia di organizzarci un party. La voglia eterna rimane: salire dietro consolle di un certo rango. Aggiungeteci anche che l’impianto audio è uno dei migliori che abbia mai sentito in vita mia. A volume alto il suono tiene. Nessuna distorsione mentre il colpo di grancassa ti sconquassa le viscere. 10 al soundsystem.
2. Erlend Øye ha effettivamente cantato sui suoi passaggi (dei veri e propri missaggi non erano. Almeno non sempre). Dunque si è trattato di un vocal-set oltre che di un dj-set. Anche la locandina, infatti, dichiarava: “Erlend Øye – The Singing Dj”. Il nostro ha cantato comunque anche prima della sua performance dietro i piatti. Ha fiatato nel microfono con la sua delicata vocina anche mentre il dj resident faceva la sua performance.
3. La serata era all’Akab ma era organizzata dal gruppo “l-ektrika”. Ora mi chiedo: chi era l’uomo in consolle? Esu o Fabrice? Chi dei due? Sono sicuro che il duo resident delle serate l”-ektrika” è formato da questi due figuri. Ma quello che sembra una via di mezzo tra il comico Fabio Ferri e il dj Dino Lenny chi sarebbe? Esu o Fabrice? Ad ogni modo, chiunque egli sia, si è dimostrato tecnicamente ineccepibile. 9 al mixaggio. 6 alla scelta dei brani. A me l’elettronica così spinta non piace. Nemmeno la cosiddetta hard-house o la prog-house, la minimal-house, ecc. Eppure devo ammettere che ha saputo scegliere delle tracce che hanno permesso ad Erlend Øye di sbizzarrirsi col canto sul suo set (quasi meramente strumentale). 10 per la sintonia con l’ospite. Se Erlend ha apprezzato il dj resident non vedo perché dovrei schifarlo io.
4. Da segnalare tra le varie canzoncine abbozzate sulle acide basi “No good, start the dance” dei Prodigy. Non so quanti l’abbiano riconosciuto ma a me ha fatto piacere. Mi è scappato un sorriso. Bene così.
5. Simpatica la scelta di canticchiare un brano e suonarlo subito dopo. Così è stato per “Smalltown boy” dei Bronksi Beat. La pista tutta ha apprezzato.
6. La pista ha apprezzato anche “Take My Breath Away” dei Berlin. Il superospite ad un certo punto ha spezzato il flusso danzereccio e ha fatto partire questo lento-classicone. Forse al momento gli è venuto in mente che era la notte di San Valentino. Dunque via con la dedica per gli innamorati. O presunti tali. Molte coppiette si sono lasciate andare ad effusioni in zona bar. E’ subito scattato il momento limonata (per quanti non fossero ancora coinvolti in questa languida pratica).
7. I brani riconosciuti durante il dj-set. Alan Braxe & Fred Falke: “Rubicon”. Depeche Mode “Enjoy The Silence”. Kings Of Convenience: “I’d Rather Dance With You”. Kraftwerk: “Pop Corn”. Desireless “Voyage Voyage”. King Of Convenience: “I Don’t Know What I Can Save From You (Royksopp Remix)”. Depeche Mode: “Strange Love (Blind Mix)”. David Bowie: “Let’s dance”. Io sono andato via dopo che nel cdj è stato messo “Intro” dall’EP “Running” di Alan Braxe & Fred Falke. Ero a posto. Un nostalgico della “bella House” come me era soddisfato. Serata chiusa. Si poteva lasciare il locale contenti. Prova serata superata.
8. La presenza di molte tracce electro anni’80 non mi ha infastidito più di tanto. Che faccio: inizio a preoccuparmi?
9. Erlend Øye durante la sua performance alla consolle non ha utilizzato i giradischi. Ha suonato solo tracce digitali. Tutto materiale su cd. Il 90% di questi pareva non essere originale. Nessuna polemica. Anzi: Respect!
10. Prima di salire alla consolle Erlend Øye è entrato nel locale solo (senza seguito di portaborse, leccaculo o groupies), si è fatto un giro tra le sale e ha visto che nessuno gli ha rivolto la parola. Il tono understatement era sufficientemente basso. Si poteva cominciare.
11. L’inizio della serata è infatti stato in sordina. Ma gradevole. Il nostro si è limitato a prendere in mano il microfono e a iniziare a soffiarci dentro qualche nota.
12. Erlend Øye balla in maniera completamente scomposta e ridicola. Sarà l’estrema altezza, sarà l’estrema magrezza, saranno gli occhialoni so eighties… ma così riusulta ancora più simpatico.
13. Se volete avere idea di quale era l’atmosfera che si respirava martedì notte all’Akab ascoltate pure la compilation Dj Kicks da lui mixata. (Etichetta K7).
14. Se volete avere un altro punto di vista sulla serata leggete
questo post del blogger Akille. Anche lui era presente in pista ma ha vissuto una esperienza abbastanza diversa dalla mia. Il suo post si chiama “Il pubblico non è ancora pronto”. La sua teoria è che se a suonare quelle stesse tracce non ci fosse stato l’Erlendo ma un qualunque altro dj le cose sarebbero andate diversamente. In malo modo, diciamo. Sarebbero volati pomodori. Forse Akille ha ragione. Capita spesso anche a me di pensare una cosa del genere quando ascolto dj-set abbastanza discutibili dal punto di vista della scaletta e dei passaggi.

http://www.erlendoye.com/
http://www.k7.com/data.pl?release=%21K7161CD
http://www.discogs.com/artist/Kings+Of+Convenience