Credo che questo fosse il pensiero di un toro messicano quando qualche giorno fa, suo malgrado, si è trovato al centro di un’arena affollata di gente e di macchinette fotografiche pronte ad immortalare la sua agonia, nella sua ora di (macabra) celebrità. Ed alla seconda o terza banderillas ficcata nella schiena non ce l’ha fatta più, ed è iniziato il suo spettacolo. 
L’animale, il cui peso si aggira attorno ai 500 kilogrammi, dopo una breve rincorsa, con un balzo da gazzella più che da quadrupede pesante quanto un’utilitaria, ha saltato la recinzione alta quasi due metri e, dopo essere rimasto in bilico felino per qualche istante, è ripiombato sul pubblico stipato sulle gradinate. A questo punto ha cominciato a dispensare cornate a destra e a manca e se avesse avuto la parola qualche bestemmia forse l’avremmo sentita.
Una decina di feriti, qualche macchinetta fotografica rotta e il toro che, una volta immobilizzato, è stato spedito a miglior vita. Queste le notizie dei giornali.
Ma la vera notizia è che l’animale ha affrontato impavido a suon di cornate le migliaia di spettatori che gremivano l’anello degli spalti, dimostrandoci che, nonostante la considerevole sproporzione numerica, è sempre lui il più forte.
Alla faccia dell’acciaio affilato del matador.

Lunga vita al toro matador! …Olè!


Il filmato