Le avventure acquatiche di Steve Zissou

Le avventure acquatiche di Steve Zissou
(The life acquatic with Steve Zissou)

di Wes Anderson
con Bill Murray, Angelica Houston,
Cate Blanchett, Owen Wilson,
Willen Defoe, Jeff Goldblum, Seu Jeorge

Commedia molto divertente dallo stesso regista de “I Tenenbaum”. Anche il cast riprende alcuni attori che hanno a quel piccolo capolavoro ad opera di Anderson (vedi Bill Murray, Angelica Houston e Owen Wilson).
Si narra la storia di un esploratore del mare (che in alcuni aspetti, come la papalina rossa, ricorda Jacques Cousteau) un personaggio molto strano che gira i mari su di una nave sgangherata in compagnia di una truppa affiatata ma incredibilmente sui generis. Da segnalare il marinaio che suona continuamente alla chitarra cover acustiche di vecchi brani di David Bowie (Seu Jeorge), un altro marinaio (Willem Dafoe) che soffre di carenze di affetto e di attenzione da parte del suo capitano, un altro ancora che riprende con la cinepresa tutto quello che accade sulla barca e nella vita intorno al capitano.
Nel corso di questa lunga avventura il protagonista, Steve Zizzou (Bill Murray), si metterà alla caccia dello squalo giaguaro che in una precedente esplorazione ha divorato il suo amico e collega di sempre, tale Esteban Du Plantier. Durante il viaggio incontrerà ed assolderà un suo fan che dichiara di essere suo figlio (Owen Wilson), vivrà una crisi matrimoniale con sua moglie (Angelica Houston), cercherà di sedurre una giovane giornalista incinta (Cate Blanchett), si imbatterà in una nave di pirati, farà pace con il suo storico avversario professionale/personale (Jeff Goldblum). Tutto questo e molto altro ancora in soli 118 minuti, senza che mai il racconto diventi noioso o che si perda il bandolo della matassa.
Geniale la realizzazione del plastico della nave a mo’ di sezione a grandezza naturale. Da antologia la scena in cui Zizzou litiga con suo figlio mentre passa da una zona all’altra della nave: una sequenza in presa diretta con la camera che si sposta sul carrello da sinistra a destra a seguire i due protagonisti attraverso lo spaccato della nave.
Ancora una volta Bill Murray dimostra di essere un attore versatile più che versatile. Alla sua età molti colleghi sono più che finiti; Murray, con commedie come questa o con film come ‘Lost in translation’, ha saputo riproporsi al grande pubblico senza snaturarsi o svendersi a mega produzioni di cassetta.
Angelica Houston è un’attrice di serie A. Spiace che recentemente Hollywood si sia un po dimenticato di lei. È sufficiente un suo sguardo di sufficienza per farti capire che di pasta è fatta. Bravissima.
Owen Wilson ha la faccia del pesce lesso. Ce l’ha sempre avuta e sempre ce l’avrà. È dunque perfetto in questo ruolo del trentenne ancora adolescente, del bambinone mai cresciuto che ha il sogno di diventare il beniamino del suo ritrovato padre.
Cate Blanchett non è la mia attrice preferita ma qui ci sa fare. Non serve grande impegno per questa parte ma quel poco d’impegno che ci vuole ce lo mette.
Willem Defoe merita tantissima stima. Altri attori del suo rango, essendo snob all’inverosimile non avrebbero mai accettato una parte come la sua in questo film assurdo e dalla produzione quasi indipendente. Lui ha accettato questa parte e l’ha recitata benissimo, fregandosene giustamente del ruolo da fesso che qui deve svolgere. Lodi lodi lodi.
Jeff Goldblum me lo ricordo dai tempi di “Le ragazze della terra sono facili”. Mi ha sempre fatto simpatia. Anche qui non è da meno. Un ruolo piccolo ma valevole di un “bravo”.
Nota 1. Nella colonna sonora è presente un brano dei Sigur Ros. Trattasi di “Staralfur”. Pian piano questo gruppo sta uscendo dalla sua nicchia originaria. Entrare nella colonna sonora di un film con una traccia e arrivare con un’altra nella classifica ’50 Songs’ di Radio Deejay sono due forti segnali di una strada molto breve verso il successo di massa.
Nota 2. Il protagonista indossa un paio di scarpe Adidas che pare siano state appositamente create per il film in questione. Questo modello di sneakers è piaciuto così tanto che per la Rete si è sviluppata tutta una ricca tematica intorno all’argomento. Qualcuno ha anche provato a crearsele da solo, modificando un modello simile. Michele Boroni ne parla QUI nel suo blog ‘Consigli a Lapo’. QUI un mini articolo da Internazionale. QUI e QUI le Adidas Zissou.

QUI la scheda di Cinematografo.it e QUI quella di FilmUp Leonardo.