Good night and good lucka

Good night, and good luck

di George Clooney
con David Strathairn, George Clooney,
Robert Downey Jr., Jeff Daniels, Frank Langella

Ottimo film che consiglio a tutti coloro i quali apprezzano il cosidetto film d’autore.
Una pellicola girata completamente in bianco e nero, ambientata ai tempi in cui la tv era in bianco e nero. Difatti il film narra le gesta di un giornalista della CBS, tale Edward Murrow, e della sua squadra di colleghi, un gruppo di uomini che negli Usa degli anni ’50, durante la campagna maccartista, decisero di mettere in difficoltà proprio il sen. McCarthy. Una storia sulla integrità morale del giornalismo, sulla passione e l’amore che ci si può mettere nel fare quel lavoro, sul rispetto per le libertà (individuali e non), sull’appoggio e la solidarietà tra colleghi, sui media, sulle loro armi a doppio taglio e su molto altro. Gustose anche le due storie parallele alla trama principale: un amore un po’ sofferto perchè clandestino (alla CBS negli anni ’50 non ci si poteva sposare tra colleghi) e le pressioni e le critiche deprimenti a cui un mezzobusto viene sottoposto da parte di un suo collega giornalista della carta stampata. Peccato per la morale che apre e chiude l’intera pellicola: un po’ troppo buonista e paternalista.
I
l secondo film da regista di George Clooney merita riconoscimenti. Infatti durante l’ultima mostra del cinema di Venezia ha rastrellato ben due premi: uno a David Strathaim come miglior attore protagonista e uno all’accoppiata Clooney/Heslov per la migliore sceneggiatura. 
A dire la verità io il premio l’avrei dato anche al direttore delle luci per come ha sottolineato l’eleganza del bianco e nero in diverse scene. Due esempi su tutti: 1. quando il protagonista si avvicina al leggio per leggere il suo messaggio al club dei giornalisti e in controluce si vede tutto il fumo diella sigaretta, appena aspirata, venire fuori dalle sue narici; 2. quando Robert Downey Jr. riceve delle informazioni riservate da un agente segreto nella mega hall di un palazzo dell’amministrazione americana (con molta probabilità il Senato). Notare qui, in questa scena, i repentini lampi di luce che invadono i corpi dei due attori. Si ha la sensazione che lì fuori, dietro la porta, ci sia un sole spacca-pietre che fa capolino ogni qual volta qualcuno dischiude la stessa porta.
Citazione particolare per Robert Downey Jr.: io adoro la sua recitazione misurata. Mai un eccesso, mai una sbavatura. Di un attore così Hollywood non dovrebbe ricordarsi solo di tanto in tanto per piccole parti come questa.
Intenso il ruolo recitato da Frank Langella. Qui lo vediamo vestire i panni del vecchio direttore generale della CBS, un uomo abbastanza saggio, che non vuole mettere in difficoltà i suoi uomini, che lascia correre, che appoggia i rischi della sua squadra affiatata di giornalisti ma che, tutto sommato, deve portare a casa dei risultati, deve tenere su la baracca, sempre stretto tra interessi economici e/o politici. 
George Clooney dirige ma si ritaglia anche una particina come comprimario, accanto al protagonista. Lo vediamo nei panni del co-autore del programma di approfondimento giornalistico di cui tratta il film. Quel co-autore e collega cha funge anche da assistente di studio durante la diretta del programma. Curioso il modo in cui Fred Friendly (Clooney) dà i tempi al presentatore-protagonista (Strathairn).
E su questi che dire? Ha vinto il premio a Venezia e se l’è meritato in toto. E’ bravissimo. Mette una certa flemma in tutte le scene che ggira, contribuendo in questo modo a lasciare una sua impronta, qualcosa che rende il film particolare e unico. Privo di genere.
 

La scehda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo
QUI il sito ufficiale italiano e QUI una ricca galleria di foto dal set del film.