La bestia nel cuore

La bestia nel cuore

di Cristina Comencini (Italia, 2005)
con Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio,
Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston

Questo film è una mattonata pazzesca. Noioso, lento, eccessivamente drammatico, scontato in diversi passaggi. Intendiamoci, gli attori sono bravi. Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzoggiorno, Stefania Rocca, recitano tutti bene. Però il film non c’è. La storia non è originale (due fratelli che, attraverso i ricordi, vivono l’incubo di quando il prorpio padre approfittava sessualmente di loro) e la regia non c’è. O meglio, la regia c’è ma è anonima, banale, nessuna trovata stilistica che possa farti distinguere il tocco della Comencini da quella di un altro regista da fiction. Eppure il film, tra l’altro, cerca di polemizzare proprio sull’infausto mondo delle serie televisive. Si scaglia infatti contro la serialità, la banalità delle situazioni, i dialoghi improponibili, ecc. Mette in scena anche un regista schiavo del suo ruolo, ottimo in gioventù nella direzione di spettacoli teatrali, con il sogno in tasca di un grande film, ma che per denaro è costretto a fare tv e a girare fiction.
Insomma, questo ‘La bestia nel cuore’ vuole denunciare la fiction, ma potrebbe benissimo essere ridotto ad un paio di puntate da mandare in prima serata su RaiUno durante la stagione autunnale. Nessuno si accorgerebbe che in realtà è stato ideato per il grande schermo.
Tornando al tema principale, il dramma della violenza domestica e sui minori, mi chiedo: visto che sin dal primo quarto d’ora si capisce benissimo cosa è successo alla protagonista (Sabina, Giovanna Mezzogiorno) che bisogno c’è alla fine di un ‘momento chiarificatore’, in cui i due fratelli si siedono a tavola e spiegano per filo e per segno quello che di brutto è accaduto tra le loro mura domestiche negli anni dell’infanzia?
Lo Cascio e Mezzogiorno, bravi si, ma evitiamo di metterli in condizione di recitare scene di disperazione o sfogo. La scena in cui, la notte di capodanno, Daniele (Lo Cascio) accende i fuochi d’artificio e sbotta in uno sfogo pazzesco, emettendo urla disumane, è davvero ridicola, così come sono insopportabili i piani isterici della Mezzogiorno, già visti in ‘L’ultimo bacio’ e già ritenuti eccessivi.
Citazione di merito per Angela Finocchiaro che recita in maniera grandiosa ma senza mai andare oltre, sopra le righe, anche in quei momenti in cui deve indossare la maschera della tragedia ed abbandonare le sue solite facce strappa-sorrisi.
Anche Battiston è da applausi. Mi aveva già sorpreso piacevolmente in ‘Pane e tulipani’, in questo film  riesce a ri-confermare quella stessa sensazione. Bravo, simpatico e ‘ciacione’.
Film da evitare. Se non l’avete visto non vi siete persi niente.

Il sito ufficiale
La scheda di Cinematografo.it e quella di FilmUp Leonardo.