You are currently browsing the Smeerch.it blog archives for ottobre, 2005


Good night and good luck

Good night and good lucka

Good night, and good luck

di George Clooney
con David Strathairn, George Clooney,
Robert Downey Jr., Jeff Daniels, Frank Langella

Ottimo film che consiglio a tutti coloro i quali apprezzano il cosidetto film d’autore.
Una pellicola girata completamente in bianco e nero, ambientata ai tempi in cui la tv era in bianco e nero. Difatti il film narra le gesta di un giornalista della CBS, tale Edward Murrow, e della sua squadra di colleghi, un gruppo di uomini che negli Usa degli anni ’50, durante la campagna maccartista, decisero di mettere in difficoltà proprio il sen. McCarthy. Una storia sulla integrità morale del giornalismo, sulla passione e l’amore che ci si può mettere nel fare quel lavoro, sul rispetto per le libertà (individuali e non), sull’appoggio e la solidarietà tra colleghi, sui media, sulle loro armi a doppio taglio e su molto altro. Gustose anche le due storie parallele alla trama principale: un amore un po’ sofferto perchè clandestino (alla CBS negli anni ’50 non ci si poteva sposare tra colleghi) e le pressioni e le critiche deprimenti a cui un mezzobusto viene sottoposto da parte di un suo collega giornalista della carta stampata. Peccato per la morale che apre e chiude l’intera pellicola: un po’ troppo buonista e paternalista.
I
l secondo film da regista di George Clooney merita riconoscimenti. Infatti durante l’ultima mostra del cinema di Venezia ha rastrellato ben due premi: uno a David Strathaim come miglior attore protagonista e uno all’accoppiata Clooney/Heslov per la migliore sceneggiatura. 
A dire la verità io il premio l’avrei dato anche al direttore delle luci per come ha sottolineato l’eleganza del bianco e nero in diverse scene. Due esempi su tutti: 1. quando il protagonista si avvicina al leggio per leggere il suo messaggio al club dei giornalisti e in controluce si vede tutto il fumo diella sigaretta, appena aspirata, venire fuori dalle sue narici; 2. quando Robert Downey Jr. riceve delle informazioni riservate da un agente segreto nella mega hall di un palazzo dell’amministrazione americana (con molta probabilità il Senato). Notare qui, in questa scena, i repentini lampi di luce che invadono i corpi dei due attori. Si ha la sensazione che lì fuori, dietro la porta, ci sia un sole spacca-pietre che fa capolino ogni qual volta qualcuno dischiude la stessa porta.
Citazione particolare per Robert Downey Jr.: io adoro la sua recitazione misurata. Mai un eccesso, mai una sbavatura. Di un attore così Hollywood non dovrebbe ricordarsi solo di tanto in tanto per piccole parti come questa.
Intenso il ruolo recitato da Frank Langella. Qui lo vediamo vestire i panni del vecchio direttore generale della CBS, un uomo abbastanza saggio, che non vuole mettere in difficoltà i suoi uomini, che lascia correre, che appoggia i rischi della sua squadra affiatata di giornalisti ma che, tutto sommato, deve portare a casa dei risultati, deve tenere su la baracca, sempre stretto tra interessi economici e/o politici. 
George Clooney dirige ma si ritaglia anche una particina come comprimario, accanto al protagonista. Lo vediamo nei panni del co-autore del programma di approfondimento giornalistico di cui tratta il film. Quel co-autore e collega cha funge anche da assistente di studio durante la diretta del programma. Curioso il modo in cui Fred Friendly (Clooney) dà i tempi al presentatore-protagonista (Strathairn).
E su questi che dire? Ha vinto il premio a Venezia e se l’è meritato in toto. E’ bravissimo. Mette una certa flemma in tutte le scene che ggira, contribuendo in questo modo a lasciare una sua impronta, qualcosa che rende il film particolare e unico. Privo di genere.
 

La scehda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo
QUI il sito ufficiale italiano e QUI una ricca galleria di foto dal set del film.

Il ladro di orchidee

Il ladro di orchidee - Adaption

Il ladro di orchidee
(Adaptation)

di Spike Jonze
con Nicholas Cage, Meryl Streep,
Chris Cooper, Maggie Gyllenhaal

Sceneggiatura: Charlie e (Donald) Kaufman

Il secondo film di Spike Jonze vale. Molto. Non quanto il suo primo lavoro, ‘Essere John Malkovich’ ma vale. Non c’è più nulla di surreale ma qui è l’auto-referenzialità a fare da padrona. Mi spiego: il protagonista è uno sceneggiatore che si racconta mentre sceneggia lo stesso film di cui è protagonista. In altre parole Spike Jonze mette sullo schermo il suo vero sceneggiatore, Charlie Kaufman, qui magistrlemente interpretato da Nicholas Cage, e lo racconta in prima persona durante il periodo in cui ideava il film stesso. Stupende infatti sono le scene in cui la voce fuori campo – il protagonista – pensa/racconta qualcosa che è accaduto pochi attimi prima e lo fa come se dovesse ancora accadere, proprio come se stesse in fase creativa e come se quello fosse una bozza del film (che noi spettatori in realtà stiamo guardando). Insomma qualcosa più facile da guardare che da spiegare. Un’idea tortuosa ma geniale: uno script a forma di serpente che si mangia la coda.
La trama non ha nulla di particolare ma tiene viva l’attenzione dello spettatore; è semplice ma contiene degli elementi interessanti. Uno sceneggiatore (lo stesso Charlie Kaufman, interpretato da Nicholas Cage) viene ingaggiato da una major holliwoodiana per realizzare la sceneggiatura di un film ispirandosi al libro ‘Il ladro di orchidee’, da cui appunto il titolo italiano del film. Il titolo originale inglese è invece ‘Adaptation’, ossia ‘adattamento’. Sin dal principio il protagonista incontra mille difficoltà nella scrittura del plot. Anche la sua vita privata non lo aiuta. Con le donne non ha molto successo e suo fratello gemello gli gironzola per casa, dandogli un sacco di fastidio. Tra l’altro, questo stesso gemello (Donald Kaufman, anch’esso interpretato da Nicholas Cage) decide di seguire le sue orme, iscrivendosi ad un corso per diventare sceneggiatore. Inutile dire che Charlie cercherà di scoraggiare il fratello, spiegandogli che il mestiere di sceneggiatore non si può insegnare in un corso perchè, per definizione, un’idea originale non può essere insegnata, pena la perdita del suo quid. Sarà tutto inutile. Donald seguirà con successo il corso, scriverà la sua prima sceneggiatura e verrà anche finanziato da una major, la stessa che da tempo aspetta che Charlie si sblocchi e scriva il suo adattamento del libro. E’ qui che il film svolta. 
Non vado oltre. Non racconto altro per non svalare il finale. Un finale che comuqnue non ha nulla – o quasi – di sorprendente.Non ha nulla di geniale perché la vera genialata di questo film non è nel plot ma nella struttura narrativa.
Da vedere assolutamente se vi sono piaciuti altri lavori in cui kaufman era lo sceneggiatore, vedi ‘Essere John Malkovich’, ‘Confessioni di una mente pericolosa’ e ‘Se mi lasci ti cancello’.
Bravissimi i due protagonisti: Maryl Streep e Nicholas Cage. Su quest’ultimo devo ancora una volta ricredermi. L’ho sempre considerato un pirlunga. Ha la faccia da schiaffi ed una sola espressione. Su questo non cambio opinione, ma devo ammettere che con questo film – e con l’interpretazione de ‘Il genio della truffa’ – ha conquistato un po’ della mia stima. In particolar modo qui. Ingrassato e con una parrucca spelacchiata è perfetto per interpretare i due fratelli Kaufman. Fa tenerezza e simpatia allo stesso tempo. Nella sua interpretazione di Charlie Kaufman ci puoi ritrovare un po’ dello sfigato che è in tutti noi.
Per questo film Chris Cooper ha vinto nel 2002 l’oscar per il miglior attore non protagonista. Meritatamente. E’ bravissimo a fare il pazzoide, zozzo, sbruffone, trafficante, gitano, sbandato, hippie, sdentato, disattatato, ecc.
Piccola citazione per Maggie Gyllenhaal. Qui interpreta una certa Caroline, una truccatrice della produzione ‘Essere John Malkovich’. Gira poche scene eppure volte risulta carina. A me ricorda molto ‘Olivia’ di Braccio di Ferro. Ma dove l’avrò vista mai questa attrice? In quale altro film?

La scheda di Cinematografo.it e quella di FilmUp Leonardo. Qui il sito Ufficiale.

Due visioni della Capitale

Il Cielo su Roma
dei Colle Der Fomento
Mamma Roma Addio
di Remo Remotti
Esco di casa e ci sto dentro,
la mia città grande quanto grande il mondo,
a volte mi ci perdo
non la conosco fino in fondo
eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto
per molti un vanto,
riflessa nello specchio dei negozi
persa in mille vizi,
troppi pezzi
troppi palazzi,
mille facce mille storie mille volti
hai giurato ma alla fine poi ti scordi
qualcuno te lo scordi
se lo perde per la strada
ma Roma se ne frega
in cambio dalla notte che ti invita
fredda che quel freddo ti rimane
a volte così calda che quel freddo te lo fa scordare, così viziata e vissuta nello stesso tempo
insegna quante volte ch’ai da esse svelto
troppe volte ha visto l’amore fasse rosso su una lama de cortello
ma dimmi
quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant’è bello,
viettelo a vedè dall’alto
scavalca il muro al foro e viemme accanto
eccola e stasera non farà la stupida
darà le mejo stelle
la mejo luna che me illumina.

(Ritornello)
E’ nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
E’ nella testa
tutto qua
restano le mejo stelle
solo le mejo che dà
E’ nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
E’ nella testa
tutto qua
tutto quello che mi serve
sotto il cielo della mia città.

Nato in mezzo al fiume della mia città
nel cuore della mia città
chi nasce qua qua ci resta,
la gente vive nel posto nel quale abito
intorno a me
ma non ne vive neanche un attimo,
n’ha da passà d’acqua sotto sti ponti
prima che si risolvano e ritornino i conti
quante ne ho viste vissute o ne ho fatte
sotto questo cielo giorno e notte,
l’ho attraversatata col motorino da parte a parte
o in matropolitana
sotto il suolo sottostante,
la sua forma è la mia forma,
la Roma di chi se ne va ma che tanto poi ritorna, tanti scenari da film per chi si ama
quante fontane per bere in ogni angolo di Roma
negli anni ottanta si girava con lo special cinquanta qualcuno ci aveva messo il centoquaranta
i ciaetti che facevano una piotta e trenta
e storie del genere
le cose grosse
più le piccole per crescere,
in mezzo a questo sotto questo cielo vivo
ed un motivo ce sta
se lo scrivo.

(Ritornello)

Roma la città eterna non scende a patti la Roma dei coatti le comitive sui muretti, le borgate la
periferia i palzzi la Roma degli sguardi che finiscono in scazzi, nei cortili qualcuno sta vendendo
qualcuno sta comprando una sirena e stanno già scappando via di qui tocca dasse al più presto
più presto per lasciare un segno in mezzo a tutto questo, la Roma dei romani de Roma de chi la
vede pe la prima e ce se innamora la Roma bene acchittata che pe acchittasse paga le sale
giochi la mattina coi pischelli che hanno fatto sega il fronte i fasci il forte gli autonomi le
situazioni brutte di notte stazione termini il bionno tevere il cilo sopra Roma che non smette mai
de vivere.

(Ritornello)

Negli anni ’50 io me ne andai
come oggi i ragazzi vanno in India, vanno via…
anche io me ne andai,
nauseato, stanco da…
da questa Roma del dopoguerra,
io allora a vent’anni mi…
mi trovavo di fronte a questa situazione 
Andai via da questa Roma, anni ’50.

E me ne andavo…
da quella Roma addormentata,
da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide,
quella Roma del "Volemose bene, annamo avanti",
da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e tabacchi", degli "Erbaggi e frutta",
quella Roma dei mostaccioli e carammelle, dei supplì, dei lupini, dei maritozzi con la panna, senza
panna, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma
dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, dei casini delle approssimazioni, degli imbrogli,
degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali,
dei pagamenti che non vengono effettuati,
quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari,
quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse,
dove ci voleva una raccomandazione…
Me ne andavo da quella Roma
dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto,
quella Roma della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, delle mille chiese, delle cattedrali fuori l
e mura, dentro le mura,
quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti…
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista,
la Roma di piazza Bologna,
di via Veneto, di via Gregoriana,
quella dannunziana,
quella eterna, quella di giorno, quella di notte, quella turistica,
la Roma dell’orchestrina a piazza Esedra,
la Roma di propaganda Fide, la Roma fascista di Piacentini…
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti,
la Roma Caput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria,
dell’Università di Roma,
quella Roma sempre col sole – estate e inverno
quella Roma che è meglio di Milano…
Me ne andavo da quella Roma dove la gente orinava per le strade,
quella Roma fetente, impiegatizia,
dei mille bottegai
dei Lanetti, di Gucci, di Ventrella, di Bulgari, dei Schostal, di Carmignani, di Avenia,
quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è ‘na lira,
quella Roma del "core de Roma"…
Me ne andavo da quella Roma della Banca Commerciale Italiana,
del Monte di Pietà, di di… piazza…  Campo de’ Fiori, di piazza Navona,
quella Roma "che c’hai ‘na sigaretta?", "’mprestame cento lire",
quella Roma del Coni, del Concorso Ippico,
quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini,
Me ne andavo da quella Roma dimmerda!
Mamma Roma, addio!

Bastardami questo remix

TigaDaft PunkNelly: 'Hot in herre'

Chi remixa chi? Qual era l’originale?

Il brano "It’s getting around the world in here" è un bastard pop (o mash-up, che dir si voglia) di due brani: ‘Hot in here’ di Tiga e ‘Around the world’ dei Daft Punk. Il fatto strambo è che a sua volta, ‘Hot in here’ di Tiga, altro non era che una cover (a mo’ di remix electro-house) del brano ‘Hot in herre’ di Nelly. 
That’s the crazy music world i like to live in.

Don’t touch my dreamin’ Eva

Eva Green

Eva Green

Per quanti se lo stessero chiedendo, la fascinosa testimonial del nuovo spot Breil (Autunno 2005) è Eva Green, ossia la protagonista femminile del film "The Dreamers" (regia di Bernardo Bertolucci).

Clicca QUI per un’altra sua stupenda foto e QUI per la ricerca ‘images’ su Google.

Il sito ufficiale Breil.

Gli studenti europei nello spazio parte il satellite realizzato da loro

Lanciato con successo Sseti Express, il primo veicolo spaziale
sviluppato da 400 universitari. E’ costato meno di 100 mila euro

Compra questo blog

No, a dire la verità, questo spazio non è in vendita. Credo che il mio diario online rimmarrà mio, per sempre. E non solo perché nessuno mai sarà interessato ad investirci un solo centesimo. Al momento, però, il gioco più in voga tra i blogger è utilizzare la classifica di Technorati per calcolare il valore commerciale del proprio blog.
Ci ho voluto provare anche io, prendendo spunto da
Quattropassi.


My blog is worth $10,726.26.
How much is your blog worth?

I’m so glad… to sing that

I’m so glad that I’m a woman
- Flares -

Every morning when I wake up
as I comb my hair
I can hear my daddy saying
It’s a big big world out there
While putting on my make-up
His words clinger in the air
Just use much love I gave you
That you can make it anyway

I’m so glad that I’m a woman
I And know I wouldn’t trade
I know I got it made

L’originale era dei Love Unlimited.

Gizmondo, arriva la consolle cellulare

Gizmondo, arriva la consolle cellulare
La piccola “macchina” portatile supporta il GPS manda SMS e monta una fotocamera digitale
(Nicola Bruno – www.itnews.it – 27/10/05)

La guerra dei videogame portatili non la combattono in due. Non sono solo Sony e Nintendo le due fazioni contrapposte, con i rispettivi ‘PlayStation Portable’ e ‘DS’; non la si combatte nemmeno in tre: bisogna ricordare anche la Nokia con il suo ‘N-Gage’. Adesso poi è arrivato anche un quarto contendente: la ‘Tiger Electronics’ con ‘Gizmondo’.
Il nuovo prodotto si posiziona in un segmento di mercato del tutto particolare poiché non è propriamente un consolle portatile per videogame né è un cellulare vero. A dirla tutta si tratta di una via di mezzo tra l’una e l’altra cosa: sarà forse acquistato principalmente da chi vuole una consolle da portare in giro, ha in tutto l’aspetto di un videogame ma la sua caratteristica peculiare risiede nel fatto di poter inviare anche messaggi.
Gizmondo, infatti vanta una connettività GPRS che gli permette di inviare SMS, foto (scattate con la macchina fotografica integrata), mp3, clip e quant’altro. In termini tecnici anglosassoni potremmo dire che si tratta di un dispositivo capace di fare del ‘rich media sharing’, una pratica che a tutti gli effetti oggigiorno è molto diffusa tra gli adolescenti, italiani e non solo. Il vero motivo, però, per cui è stato implementato il GPRS è quello di dare agli utenti la possibilità di sfidarsi a distanza nei giochi in modalità multiplayer.
Dunque la funzionalità di base del nuovo prodotto ‘Tiger Electronics’ è il gioco; a tale scopo come cuore pulsante è stato montato un processore ‘ARM9’ Samsung che viaggia a 400 Mhz e un co-processore a 128 bit (chipset Nvidia) specificatamente dedicato alla grafica tridimensionale. Un display TFT da 2,8 pollici ad alta risoluzione (65 mila colori, 240 x 320 pixel – orientamento orizzontale) funge poi da interfaccia tra l’utente e la maneggevole macchina per l’intrattenimento nomade. Tre i livelli di retro-illuminazione per potersi perfino avventurare in partite ai limiti del buio.
Qualche giorno fa, esattamente sabato 22 Ottobre, Gizmondo è arrivato nei negozi statunitensi al prezzo di 229 dollari. Diversi analisti si dichiarano entusiasti e prevedono un roseo futuro per questo prodotto in quanto, da subito, il parco titoli disponibile per questa piattaforma risulta ben nutrito: 14 diversi videogame sono già in vendita. Tra questi i famosi Carmageddon, EA Fifa Soccer (edizione 2005), SSX 3, ecc. L’installazione del programma avviene tramite scheda di tipo SD (Secure Digital) o direttamente via download dalle reti di telefonia mobile.
L’aspetto esterno ricorda tantissimo i tradizionali control pad della Playstation o dell’X-box: un controller nero e grigio da impugnare con due mani, munito di otto tasti, di cui quattro sul bordo frontale, e un piccolo dischetto multidirezionale a quattro assi.
Grazie alla fotocamera integrata e alla connettività alla reti mobili è possibile comporre e spedire MMS verso altri Gizmondo, ma non solo: prevista piena compatibilità anche verso PDA e cellulari di altre marche e modelli. Una simpatica applicazione denominata ‘My friends’ consente, tra l’altro, di raccogliere e memorizzare le immagini degli amici.
Come se non bastasse, il piccolo aggeggio riesce anche a sfruttare tutto il meglio della tecnologia GPS (Global Positioning System); nelle prossime settimane sarà infatti possibile acquistare un pacchetto che trasformerà la piccola consolle in un completo kit per la navigazione satellitare.
Il target di riferimento, soprattutto giovani, ha ovviamente imposto ai produttori di inserire nel dispositivo un lettore di brani musicali digitali (Mp3, Midi e Wav), acquisibili anche direttamente via MMS, e di filmati. Integrato nel sistema operativo (Windows versione CE), infatti, troviamo anche il Windows Media Player 9. L’audio risulta fruibile sia tramite le cuffie stereo (vedi uscita mini-jack) che tramite il piccolo speaker integrato.
Oltre a GPS e GPRS e GSM triband, sulla nuova piccola consolle Tiger ci sono altri 2 tipi di connettività: Bluetooth e Usb per connessioni di tipo locale.
Ciò che differenzia sostanzialmente Gizmondo dai concorrenti diretti è il particolare utilizzo che si fa della connettività in entrata. Una versione chiamata ‘Smart Add Gizmondo’ permette all’utente di risparmiare sino a 170 sulla versione più costosa, semplicemente compilando un modulo al momento dell’acquisto ed autorizzando il flusso di messaggi pubblicitari in entrata sul proprio apparecchio. Lo spot – non più lungo di 30 secondi – potrebbe anche arrivare all’improvviso mentre si sta giocando una partita, ma non si può assolutamente saltare. Non esiste dunque funzione ‘skip’ per il mini filmato pubblicitario ma l’azienda assicura che questo non interferisce assolutamente con la funzione in uso al momento dell’interruzione.
Le caratteristiche di Gizmondo che lo rendono a tutti gli effetti un ibrido tra consolle portatile, telefonino e mini-pc sono molto interessanti. Il suo prezzo molto competitivo: niente da obiettare a riguardo. Ma ciò che già tutti si chiedono è: riuscirà a sopravvivere contro giganti del calibro Nintendo e Sony?

Il telefonino, portafoglio virtuale Diventerà una carta di credito

L’azienda dei trasporti francese sperimenta la nuova tecnologia
che funziona come il Telepass. Ma in Italia non si può