Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

di Lina Wertmuller (Italia, 1974)
con Giancarlo Giannini, Mariangela Melato
Eros Pagni, Isa Danieli

Trama: un pescatore siciliano e comunista fa il mozzo sullo yacht di una ricca industriale settentrionale. Tra i due c’è molto attrito sin dall’inzio, soprattutto a causa dell’insofferenza di lui per i modi snob e umilianti in cui la signora tratta tutti i ‘sottomessi’. Per un capriccio di lei sono entrambi vittime di un naufragio. Quando finiscono su di un’isola deserta le cose cambiano. Lui diventa il padrone e lei la schiava. La signora borghese, la "bottana industriale" diventa succube e schiava d’amore per il suo padrone, il signor Carunchio. Un altro yacht arriverà a salvarli. Lei vuole restare, teme che tornare alla civilità riporti tutto come prima, lui invece vuole la prova d’amore, vuole tornare e vedere se questo amore travolgente, è amore vero che travalica i luoghi e che se ne frega delle convenzioni della società moderna.
Giannini per questo film meritava un Oscar, non fosse altro che per le sue espressioni ed il modo di sgranare gli occhioni verdi. Eccellente anche Mariangela Melato; è perfetta nel ruolo della borghese strafottente ed antipatica. In questa pellicola ha anche modo di mettere in evidenza la sua particolare bellezza, non sempre apprezzata. Un bravo anche a Eros Pagni per il ruolo del ricco comunista, amico dei borghesi ed egli stesso borghese ma ‘antagonista’ e a Isa Danieli per il ruolo della signora Carunchio, donna da poco, tipica meridonale ‘sciacquetta’.
Grande regia per la Wertmuller. Questa pellicola ai più disattenti potrà smebrare una summa di luoghi comuni sulla lotta di classe, sul conflitto nord ricco vs. sud povero ma, proprio per questo, invece, risulta essere un lampante esempio della inadeguatezza e futilità di tali categorizzazioni massimalistiche.

Sulle musiche del M° piero Piccioni non mi soffermo: sono eccellenti, simpatiche, gradevoli, adaguate. Come sempre.

La scheda di Cinematografo.it