Il ritorno di Cagliostro

Il ritorno di Cagliostro

di Ciprì e Maresco (Italia, 2003)
con
Robert Englund, Luigi Maria Burruano,
Pietro Giordano, Franco Vito Gaiezza, Franco Scaldati

Sicuramente questo film è il peggiore dei tre film realizzati finora dalla bistrattata coppia Ciprì e Maresco. Nei primi due c’erano accenni della ‘gloriosa’ ‘Cinico TV’ che tanto aveva spiazzato all’epoca la tv italiana. Ora quelle ambientazioni, quei personaggi sono pallidi ricordi, a parte l’eccellente interpretazione di Pietro Giordano che qui fa sia il Cardinal Sucato, che il regista Pino Grisenti. Si ride ma poco, sicuramente meno che nelle altre due pellicole. Apice della comicità qui è la storiella su biancaneve e la nonna che un aspirante attore racconta durante i provini. Il film inizia come un documentario sulla riscoperta della pellicola che porta proprio il nome del film. Si prosegue tra un’alternanza colore e bianco e nero, usato quest’ultimo per rappresentare il tempo che fu, gli anni in cui i fratelli La Marca fondarono la casa cinematografica "Trinacria" e produssero il loro ultimo film ("Il ritorno di Cagliostro", appunto). Il film si perde quando sulla scena appare un nano che funge da voce narrante, un personaggio onniscente che sppiega allo spettatore il farsi della storia, il finale e le trame che si celano dietro gli strani eventi.
Molto simpatica l’interpretazione di Luigi Maria Burruano. E’ fantastico vedere come un attore della sua età, che sicuramente è attaccatissimo alla sua terra, accetti di partecipare a film così dissacranti.
Robert Englund recita bene ma è davvero fuori posto. Come avranno fatto a spiegargli chi sono Ciprì e Marescoe che tipo di cinema fanno? Chi l’ha convinto ad accettare e perchè? Cos’ha fatto Englund dopo il celberrimo Freddie Krueger? Sembra che ci sia davvero un parallelismo tra Englund e l’attore che interpreta sul set.

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