Closer

Closer

di Mike Nichols (Usa, 2004)
con Jude Law, Julia Roberts,
Natalie Portman, Clive Owen

A molti questa pellicola non è piaciuta. A me si. Anche se, bisogna ammetterlo, non è un capolavoro. Ad ogni modo si tratta di una storia banale (Londra: 2 lui + 2 lei = tradimenti varii) ma interessante sotto diversi punti di vista. Innanzitutto sotto il profilo dello svolgimento. Per una buona mezz’ora quasi ci si annoia perchè non capita granchè ma verso la metà del film si inizia ad assaporare i rapidi e lunghi salti temporali in avanti. Così come si apprezzano i dialoghi ricercati, che raramente sforano nel pomposo. Ci si ama, ci si cerca, si tradisce, ci si pente; i sensi di colpa, i ricatti psicologici, i debiti affettivi nei confronti del partner, le vendette, le pazzie, il sesso, l’intimità, la volgarità, la forza d’animo, il bisogno d’affetto, l’abbandono. In questo film c’è di tutto… un po’ di tutto. Poi verso la fine si capisce. Fulcro del messaggio è la verità, intesa come estremo simulacro della perfetta vita di coppia, perché le menzogne sono "la moneta di scambio del mondo".  Il sito di FilmUp lo riassume così: "Analisi sottile e dissacrante delle moderne relazioni di coppia". Niente di più esatto, nel suo essere sintetico.
Pellicola interessante. Da vedere se avete alle spalle burrascose storie d’amore.
Ottima interpretazione da parte di tutti gli attori e ottimo casting. Clive Owen è perfetto nella parte del cinico dermatologo, così come Julia Roberts incarna benissimo la fotografa di successo. Quando inforca la macchina fotografica e nasconde uno dei suoi occhi dietro l’obiettivo ti rendi conto che è bella. Bella si, ma anche estremamente espressiva, ragion per cui risulta ancor più affascinante. Jude Law fa benissimo il giovane belloccio. Peccato però che ormai gli vengano proposti solo ruoli di questo tipo (vedi "AI", "Alfie", ecc.). Chi, come me, aveva visto nel giovane solo una faccia di plastica con questo film può iniziare a ricredersi. Per molti – fan di ‘Guerre stellari’ su tutti – Natalie Portman è una dea della bellezza. Non per me. Comunque è difficile non ammettere che in molte di queste scene emana fascino da tutti i pori. Come si dice a Roma: "Quando ce vò, ce vò!".
Attenzione alle musiche. Non fatevi abbindolare dalla canzoncina pop-modaiola di Damien Rice, la cui popolarità pare sia esplosa proprio dopo l’uscita di questa pellicola. La trovate in testa ed in coda al film. Andate oltre. Il meglio viene con l’inaugurazione della mostra fotografica "Strangers", durante la quale suonano "Mais Feliz" di Bebel Gilberto.

Qui la scheda di cinematografo.it