Il pap’occhio

 Il pap'occhio

Il pap’occhio

di Renzo Arbore (Italia, 1980)
con Renzo Arbore, Roberto Benigni, Diego Abatantuono,
Mario Marenco, Isabella Rossellini, le Sorelle bandiera, Tiziana Altieri
Andy Luotto, Ruggero Orlando, Mariangela Melato, Fabrizio Zampa,
Martin Scorsese, Luciano De Crescenzo, Manfred Freyberger, Salvatore Baccaro

L’allegra brigata di Renzo Arbore al gran completo. Guardando questo film si ha la senzazione di assistere ad una puntata di "Quelli della notte" o "Indietro tutta". I volti, più o meno, sono sempre gli stessi, così come la comicità è quella tipica di Arbore: doppi sensi, stupidi giochi di parole, parodia del jazz e dello swing, ecc. Nonostante questo sia un film assurdo sotto molti aspetti, una trama ce l’ha.
Tutto ruota intorno allo sberleffo alla chiesa cattolica e al vaticano in particolare, cosa che gli costò una censura durata sino al 1994. Forse, caduta la censura, qualcuno avrebbe dovuto riportare la pellicola nei cinema, se non altro per mostrare qual’era lo stato della vis comica italiana a quei tempi e cosa era riuscito a creare intorno a se un uomo dalle mille risorse come Renzo Arbore.
Ancora una volta troviano il giovane Abatantuono nei panni del mitico "Terrungiello" e Beningni che interpreta uno sfigatissimo Giuda in stile Cioni. Simpati
sotto molti aspetti, una trama ce l’ha.
Tutto ruota intorno allo sberleffo alla chiesa cattolica e al vaticano in particolare, cosa che gli costò una censura durata sino al 1994. Forse, caduta la censura, qualcuno avrebbe dovuto riportare la pellicola nei cinema, se non altro per mostrare qual’era lo stato della vis comica italiana a quei tempi e cosa era riuscito a creare intorno a se un uomo dalle mille risorse come Renzo Arbore.
Ancora una volta troviano il giovane Abatantuono nei panni del mitico "Terrungiello" e Beningni che interpreta uno sfigatissimo Giuda in stile Cioni. Simpaticissime le citazioni in stile "cfr." da libro stampato (vedi Isabella Rosellini che fa il verso a sua madre). Spassosissimo anche chi non apre bocca per tutto il film, come Andy Luotto o Mario Marenco (altri due figure fisse della cricca del foggiano) e addirittura Martin Scorsese – qui muto dietro il banco della regia tv.
La colonna sonora è ovviamente scelta ed interpretata dallo stesso Arbore, deus ex-machina dell’intero film insieme all’amico di sempre: Luciano De Crescenzo.

La trama da Cinematografo.it
Preoccupato per il crescere dei buddisti e per il cedere della gioventù alle discoteche e alla droga, il Papa, tra gli esercizi ginnici e le lezioni private di lingua italiana, decide di dare l’avvio alla televisione vaticana con uno spettacolo leggero in mondovisione. La regia è affidata a Martin Scorsese e l’allestimento dello spettacolo a Renzo Arbore e alla sua compagnia, Questi accetta e, assicuratosi l’appoggio di Roberto Benigni col quale da un po’ è in rotta, trasferisce in Vaticano tutta la sua abituale troupe. Nel corso delle prove, lo stesso Pontefice fa delle capatine; ma, nell’ombra, Benigni complotta e vende Arbore per trenta denari al cardinale Richelieu, a sua volta perplesso sulla paradossale impresa. Benigni tuttavia non riesce nell’intento di spingere Arbore e gli altri a pronunciare parolacce nel corso di una gara a quiz mentre i monitor segreti sono accesi nelle sale del cardinale. Così, dopo tante prove, si giunge all’attesa trasmissione nella quale all’inizio vengono trasmesse notizie sulla situazione religiosa nel mondo e su disastrose attualità. Poi la compagnia comincia, rivolgendo agli spettatori l’invito: "Fedeli di tutto il mondo unitevi!". Il Papa e gli altri ospiti inorridiscono. L’Altissimo scende dal cielo con una macchina targata PAR 0001 e sfascia tutto l’apparato spettacolare. La compagnia Arbore si ritrova a cantare su una nuvoletta.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *